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sabato 6 dicembre 2025

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi


 Buongiorno, oggi è il 6 dicembre.

Il 6 dicembre 1969 Meredith Hunter, giovane afroamericano di 18 anni, viene accoltellato e ucciso nel corso di quello che sarebbe dovuto essere "il Woodstock del West," ma che si trasformò in una delle pagine nere della storia del rock. Succedeva al concerto gratuito dei Rolling Stones presso l'Altamont Speedway, nella California del Nord. Il concerto di Altamont divenne così la fine simbolica degli anni Sessanta della pace e amore, ma anche una sorta di campanello d'allarme che servì a ricordare al mondo intero che ottimismo e idealismo non sarebbero più bastati per tirare avanti. Quello spirito passionale, idealista e spensierato dei giovani dell'epoca aveva chiaramente dei limiti. La nuova generazione che si diceva pronta a prendere il controllo del paese in realtà non poteva riuscire a cancellare la storia del razzismo in America.

Con l'intento di emulare il successo di Woodstock di quattro mesi prima, il concerto di Altamont fu messo in piedi piuttosto frettolosamente e nella fase organizzativa la "sicurezza" fu affidata alla gang di motociclisti degli Hells Angels. Questi, buttafuori improvvisati, nel corso della giornata aveva avuto diversi scontri violenti con i partecipanti, la maggior parte bianchi. Ma sarebbe un errore trascurare la possibilità che uno degli Hells Angels abbia puntato proprio Hunter perché nero e in compagnia di una ragazza bianca. Se consideriamo poi il trascorso degli Hell's Angels, il loro passato di violenze e il fatto che si presentassero come un'organizzazione paramilitare con lo scopo di tenere le strade pulite—leggi: eliminare i neri—non è difficile ricondurre il tragico episodio di Hunter a una questione razziale.

Nel libro Just a Shot Away, Saul Austerlitz racconta la storia nel dettaglio. Sebbene molti conoscano Meredith per il film Gimmie Shelter del 1970, l'autore approfondisce la storia di Hunter prima di quel fatidico 6 dicembre, e si addentra nelle vicende che hanno coinvolto la sua famiglia negli anni successivi all'omicidio. Austerlitz parla dell'idea folle di assoldare una gang di reazionari e affidare loro la sicurezza di un evento, per capire cosa significa il verdetto finale di assoluzione e del perché questo episodio ha profonda rilevanza culturale oggi.

Negli anni, moltissime persone che erano state coinvolte hanno scritto libri e opinioni a riguardo. Spesso, il sentimento sotteso a queste pubblicazioni era "Non è stata colpa mia," oppure "Ecco con chi dovreste prendervela." 

Come riportato precedentemente, l'organizzazione del concerto era stata piuttosto precipitosa per cavalcare il successo di Woodstock, e di certo non si aspettavano oltre 300mila visitatori. Ma come hanno potuto commettere un errore così clamoroso?

Il successo può essere pericoloso. Tra i concerti gratuiti organizzati a San Francisco da gruppi come Grateful Dead e Jefferson Airplane, Woodstock e i tantissimi ritrovi di massa che hanno caratterizzato i tardi anni Sessanta, come Human Be-In, si era diffusa la sensazione che questi eventi funzionassero sempre per il meglio: semplicemente tutti si divertivano, ascoltavano la musica e si drogavano in compagnia. Nessuno si faceva domande tipo: cosa mangeranno le persone? Avranno bisogno di bagni? Dove dormiranno? Chi si occuperà della loro sicurezza? Nella mentalità di allora, erano solo tante persone che passavano del tempo insieme.

Una filosofia lodevole che però non portò a nulla di buono.

La responsabilità fu tanto dei Grateful Dead quanto dei Rolling Stones che li ingaggiarono. Furono infatti loro a garantire che gli Hells Angels avevano fatto un buon lavoro occupandosi della sicurezza a un loro concerto al Golden Gate Park.

Fu chiaramente un errore. Come fu un errore pagarli in alcol, aggravando la situazione. I Grateful Dead avevano già lavorato con gli Angels, ma questa era una situazione del tutto nuova. Erano in un posto che non conoscevano, avevano a che fare con un pubblico forse 100 volte più grande ed erano stati scelti come unici addetti alla sicurezza per uno show di questa portata. Tutti questi errori hanno portato al disastro che sappiamo.

Gli Hells Angels sono considerati oggi come un'organizzazione criminale. Com'era la situazione nel 1969, subito dopo che Hunter S. Thompson li presentò al mondo nel suo libro, appunto, Hell's Angel?

La pubblicazione del libro di Thompson è stata una grande svolta: era la prima volta che tanti americani si imbattevano negli Angels—e per molti quello era il primo contatto con la cultura del motociclismo in generale. Avevano già avuto un ruolo in qualche film anni Cinquanta, come The Wild Ones, ma Thompson riuscì a caratterizzare i personaggi della gang in modo reale, raccontando quali erano i loro interessi, i loro comportamenti all'interno della gang e nei confronti del mondo esterno.

Già al tempo, gli Angels erano praticamente un'organizzazione criminale. Erano stati loro a interrompere le manifestazione di pace contro la guerra in Vietnam a Berkeley, intervenendo e picchiando i manifestanti. Erano già stati accusati di crimini razzisti e violenza razziale. Dopo Altamont, però—quando ci fu la rottura del movimento della controcultura—si spostarono in modo irrevocabile verso la criminalità più pura. Ora avevano dimostrato a tutto il mondo criminale che erano fedeli a stessi e a un'organizzazione.

Fu così che iniziarono a essere direttamente coinvolti nel traffico di cocaina e divennero i messaggeri della droga negli anni a venire. Altamont è stato un momento di transizione per il movimento. Ruppero con tantissime persone con cui avevano contatti e che li consideravano dalla loro parte, quelle stesse persone che all'inizio pensarono Bene, a noi non piace la polizia, e a voi neanche, quindi possiamo essere amici, dopo Altamont cambiarono idea sul loro conto.

Alan Passaro, membro della gang, fu accusato di aver accoltellato Hunter, ma fu poi scagionato per legittima difesa. Questa storia non è certo nuova agli americani di oggi.

Probabilmente, era colpevole. Le riprese che sembravano inizialmente condannare Passaro alla fine lo scagionarono, perché la giuria considerò esclusivamente quanto si vede in video. Ma nelle immagini è difficile capire cosa succeda veramente. Si sentono delle voci di sottofondo, e diversi testimoni hanno parlato di quanto successo quel giorno, cose davvero terribili. Nel video, effettivamente, si vede Hunter con una pistola in mano, ma quello che i testimoni raccontano sia successo dopo che Hunter fu disarmato, e non ripreso in video, è assolutamente spaventoso.

Invece di agire come avrebbe fatto un normale addetto alla sicurezza, ammanettando Hunter e allontanandolo, gli agenti avrebbero semplicemente portato Hunter in un posto più nascosto e continuato a picchiarlo fino a ucciderlo.

L'avvocato di Passaro, George Walker—lui stesso afroamericano—sostenne che Passaro fosse intervenuto per difendere i presenti, cioè non perché si sentiva in pericolo di vita ma perché temeva che Meredith Hunter potesse fare del male agli altri. La difesa di Passaro riuscì ad aggirare i principali problemi in molti modi. Per questo, l'Hells Angel fu scagionato.

I fatti a cui abbiamo assistito e continuiamo ad assistere negli ultimi anni ci ricordano quanto quei sentimenti che predominavano la cultura nel 1969 non siano affatto svaniti. Abbiamo fatto molti progressi, anche in ambito di discriminazione razziale, ma se consideriamo il Presidente degli Stati Uniti, il linguaggio che usa, il fatto che i suoi sostenitori siano disposti a passare sopra alle sue dichiarazioni razziste, credo che tutto questo dovrebbe farci riflettere sul fatto che la discriminazione razziale sia ancora profondamente radicata.

Tuttavia, il tempo è servito per comprendere al meglio la storia di Hunter. All'epoca, si era discusso principalmente del fatto che l'incidente fosse accaduto a un concerto rock, si era parlato della controcultura e degli Hells Angels. In realtà, questa storia è molto più connessa alla nostra cultura contemporanea che a quella del 1969. L'episodio è un esempio di quello che accade quando un cittadino afroamericano si trova in un posto dove, secondo le autorità, non dovrebbe stare. In questo senso, trovo che sia una storia quanto mai attuale e, purtroppo, già sentita troppe volte.

martedì 16 aprile 2024

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 16 aprile.
Il 16 aprile 1971 i Rolling Stones pubblicano "Brown Sugar", una hit che conquisterà le vette delle classifiche musicali di tutto l'Occidente.
I Rolling Stones sono uno dei gruppi rock più famosi del pianeta e uno dei più importanti dell’intera storia del rock. Di origine britannica, sono formati da Mick Jagger (voce, armonica, chitarra), Keith Richards (chitarra, voce), Ronnie Wood (chitarra, cori), Charlie Watts (batteria, percussioni).
Insieme sono diventati una leggenda del rock mondiale, punto di riferimento per tutti gli artisti in questo campo e soprattutto idoli per diverse generazioni di giovani e non solo. La loro musica può definirsi il perfetto mix di rock e blues, evolvendosi proprio dai ritmi del rock and roll degli anni ’50.
I Rolling Stones (spesso indicati solo come Stones) sono diventati famosi oltre che per la loro musica anche per la loro trasgressione: furono tra i primi a fare riferimento nelle loro canzoni alla droga, al sesso, all’alcool e molto spesso passarono dal testo alla realtà, trasgredendo anche nella vita e diventando icone degli eccessi. Furono infatti chiamati “brutti, sporchi e cattivi” proprio per la loro vita borderline, in contrapposizione ai Beatles, l’altro gruppo inglese entrato nella storia della musica, ma universalmente riconosciuto come quello dei bravi ragazzi.
In realtà tra i due gruppi non c’erano grosse rivalità ma rapporti di stima e di amicizia. I Rolling Stones però premevano molto su questa contrapposizione, proprio per proporsi come una band fuori dal coro e dagli schemi.
Le “pietre rotolanti” erano originariamente cinque ragazzi inglesi appassionati di rhythm & blues, che adoravano suonare la chitarra e soprattutto la buona musica. I cinque erano molto diversi per estrazione sociale e infanzia; alcuni di loro nacquero da genitori insegnanti (Lewis Brian Jones), altri invece da famiglie operaie (Keith Richards), altri ancora di estrazione sociale più elevata (Charles Watts era figlio di un pilota della RAF).
I ragazzi si conobbero sui banchi di scuola e la musica ebbe sempre un posto importante nelle loro vite: iniziarono a suonare prima da soli e poi nei gruppi parrocchiali, intraprendendo la strada della musica.
L’unione ufficiale e la nascita dei Rolling Stones avvenne il 12 luglio 1962 quando negli studi della BBC il musicista Alexis Corner chiese al gruppo di sostituirli nella registrazione televisiva: suonarono così insieme Brian Jones, Mick Jagger, Keith Richards, Mick Taylor e Ian Stewart.
L’esordio ufficiale avvenne nel tempio del rock di Londra, il Marquee e il successo fu presto enorme.
Nel gennaio del 1963 Charlie Watts entrò ufficialmente nel gruppo sostituendo Tony Chapman alla batteria.
Gli anni dell’esordio (1962-1963) li vide associarsi all’etichetta Decca Records e contrapporsi ai Beatles come immagine e target. Famoso fu lo slogan pubblicitario: “Lascereste andare vostra figlia con un Rolling Stone?”.
Nel 1965 per la prima volta ottennero un enorme successo con il brano “Satisfaction”. Proprio in questo periodo Jones e Richard introdussero la tecnica della tessitura di chitarra (guitar weaving): i due chitarristi suonano la parte ritmica e solistica nello stesso momento. Richard dichiarò che ascoltando alcuni lavori di gruppo gli venne in mente questa tecnica per far assomigliare il suono di due chitarre a quello di quattro o cinque.
Nel 1966 uscì il primo disco composto da canzoni esclusivamente scritte da loro “Aftermath”. Seguì un periodo di concerti e un successo mondiale, dal quale però i componenti del gruppo uscirono piuttosto stanchi, anche a causa dell’eccessivo uso di alcool e droga.
Nel 1969 Brian Jones morì in circostanze misteriose: venne sostituito nel gruppo da Mick Taylor. Brian sarà però sempre rimpianto per l’immagine che diede al gruppo.
Il periodo di Taylor fu però comunque importante per il riavvicinamento al blues e alla freschezza di nuovi arrangiamenti ma sarà sostituito nel 1974.
Gli anni Settanta trascorsero tra successi in vetta alla classifica, come gli album Black and blue, Love you live e Some girls.
Nel 1974 Mick Taylor decise di abbandonare il gruppo, provocando grandi difficoltà agli Stones. Venne chiamato Ry Cooder che accompagnò la band nel tour di quell’anno; alla fine anche Ry Cooder non seppe gestire la convivenza con la sregolata formazione inglese, così per sostituirlo venne ingaggiato nel 1975 Ron Wood (amico di vecchia data che lavorò in passato con Rod Stewart nel Jeff Beck Group e nei Faces).
Keith Richards e Mick Jagger iniziarono poi ad avere delle divergenze: il primo voleva tornare al rock and roll, il secondo invece avvicinarsi al pop.
Si sentì così nell’aria lo scioglimento e la crisi, sancita con la pubblicazione nel 1988 da parte di Keith Richards del suo primo album da solista (Talk is cheap).
Negli anni 90’ i Rolling Stones tornarono a calcare le scene e a produrre un album ogni tre anni, seguito da tour mondiali.
Così dal 2000 in poi proseguirono i mega concertoni che la band tenne in tutto il mondo senza mai perdere spettatori e pubblico. In Italia i Rolling Stones vennero più volte; una delle più recenti esibizioni fu quella del 22 giugno 2014 a Roma, al Circo Massimo, davanti ad un pubblico di 71.000 spettatori.
Il mito dei Rolling Stones continua attraverso le generazioni, incarnando l’ideale di musica rock, aggressiva, potente e forte. Il loro simbolo (la lingua con la bocca spalancata) è diventato una delle icone più famose del mondo a dimostrazione che nonostante tutti i cambiamenti, i periodi di crisi e lo scioglimento, i brutti-sporchi e cattivi della musica mondiale non hanno mai mollato.



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