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sabato 17 novembre 2012

#Mestieri Antichi #I barbieri

http://palermo.repubblica.it/dettaglio/i-barbieri-di-sicilia/1521761/1
 Artigiani considerati di categoria più elevata erano i barbieri, i cui saloni nel passato non erano molto affollati, poiché i clienti andavano a farsi radere una volta o due alla settimana, preferibilmente il sabato e la domenica. Molti si facevano crescere anche i baffi, ad eccezione dei sacerdoti che si radevano anche i baffi, consuetudine che si diffuse anche tra il laicato, specie dopo la prima guerra mondiale per imitazione degli emigrati americani che importavano quella moda da oltre oceano.
I barbieri oltre che di barba e capelli si occupavano anche di altre attività soprattutto sanitarie, come cavare denti o applicare sanguisughe (che in tempi andati si utilizzavano per far succhiare sangue agli ipertesi). I saloni del tempo erano anche scuole per strumenti a corda. Infatti, la tradizione vuole che il barbiere avesse una vocazione innata per la musica, privilegiando quella operistica. Forse ispirati dal più famoso "Barbiere di Siviglia", per cui impartiva lezioni di chitarra e mandolino, soprattutto per i giovani che andavano a trascorrere il tempo libero. I barbieri, inoltre, essendo buoni suonatori, erano chiamati ad allietare ospiti ed invitati, in occasione di feste o matrimoni, che allora si svolgevano rigorosamente in casa.

 http://digilander.libero.it/warping/gli_antichi_mestieri.html



venerdì 16 novembre 2012

#Mestieri antichi #Gli ombrellai

http://amicidomenica.altervista.org/scheda.php?ID=378

 Gli ombrellai, tipica categoria di artigiani, riparavano ombrelli sostituendo bacchette rotte e manici spezzati, eseguendo anche rattoppi alla stoffa. Questi erano chiamati anche "conzapiatterutte", poiché riparavano con tecniche particolari piatti e tegami di tela filati o spaccati. Gli ombrellai giravano soprattutto nelle giornate piovose, eseguendo il loro lavoro dinanzi alle case dei richiedenti.

http://digilander.libero.it/warping/gli_antichi_mestieri.html

sabato 14 luglio 2012

#MestieriAntichi #Inbicicletta: L'accalappiacani

http://www.mestieriinbicicletta.it/collezione-biciclette-epoca.htm
Anche gli accalappiacani facevano parte della schiera degli artigiani del tempo. All'epoca i cani erano numerosi, poiché ogni agricoltore si cresceva l'animale fedele per custodire il cascinale, la stalla o la casa e spesso quando non gli serviva più l'abbandonava per strada.
L'accalappiacani, dipendente comunale, prelevava i cani abbandonati portandoli in un luogo di raccolta, ove sostavano per alcuni giorni per dare l'opportunità ad eventuali padroni di richiederne il riscatto. In mancanza di ritiro la sorte di quelle bestie era segnata.


fonte web: http://digilander.libero.it/warping/gli_antichi_mestieri.html

giovedì 5 luglio 2012

#Mestieri antichi: Il canestraio

http://fotografiadistrada.blogspot.it/2009/02/antichi-mestieri.htmlAggiungi didascalia

IL CANESTRAIO:
Per fare i canestri occorreva legno di castagno, nel bosco venivano tagliati i pezzi più dritti (BACCHIO). Il fardellino, per ammorbidire, veniva messo nell'acqua (PURGO) e poi nel forno a caldo senza brace. Con un coltellino venivano fatte tante tacchettine ad una estremità del legno, in corrispondenza di ogni tacca si ottenevano delle stecche. Le stecche ruvide lisciate con un coltello a petto e poi intrecciate fra loro per fare corbelli, canestri, cesti da damigiane, ecc.

http://sissynene.altervista.org/MESTIERI.html

sabato 16 giugno 2012

#Mesteri Antichi #Il Lustrascarpe

http://www.peppinoimpastato.it/htdocs/ricette_tradizioni/MESTIERI/lustrascarpe.html
 Un lustrascarpe è una persona che di professione lucida le scarpe altrui, generalmente sulla strada. Un tempo diffuso in gran parte del mondo, il mestiere del lustrascarpe sta progressivamente scomparendo in Europa e nel Nordamerica, e oggi viene quasi sempre considerato un espediente più che un vero e proprio lavoro.  Nell'Italia meridionale del dopoguerra   e nel periodo delle grandi migrazioni dall'Italia verso gli Stati Uniti, chi si guadagnava da vivere facendo il lustrascarpe per le strade veniva talvolta chiamato sciuscià   termine derivato dalla corruzione e italianizzazione della denominazione inglese shoe-shiner. Fra i personaggi famosi di origine italiana di cui è noto che svolsero questo mestiere in gioventù ci sono, tra l'altro Giuseppe Petrosino e Al Pacino.

 fonte web:http://it.wikipedia.org/wiki/Lustrascarpe

sabato 9 giugno 2012

#Mestieri Antichi #La filatrice :

http://www.agriturismiurbino.com/2009/07/17/fano-e-dintorni-di-borgo-in-borgo-gli-antichi-mestieri/
Per torcere le fibre tessili il primo attrezzo utilizzato dall'umanità furono le mani, lavoro lungo e complesso che già nel neolitico veniva eseguito con l'aiuto di  un fuso. Del tutto identico al modello oggi usato  in Sud America eAfrica e tradizionalmente nel sud Italia e nord America il fuso dell'antichità era formato da un bastoncino (lungo una spanna) infilato in un tondino forato (largo 4-6 cm). La rotazione impressa al bastoncino, prolungata dall'inerzia del tondino torce le fibre che vengono legate al fuso, che nel girare accumula sul bastoncino il filo fatto. Filare è un lavoro lungo che occupava una considerevole fetta della popolazione, soprattutto donne e bimbi, la produzione di un alacre filatore poteva essere di pochi etti nella giornata, l'esigenza di velocizzare la lavorazione portò alla costruzione di apparecchi in legno che azionati da un pedale sveltivano di molto la produzione.
 Nel medioevo si cominciò ad usare questo apparecchio che viene chiamato: arcolaio filerina o filatoio. Il primo filatoio a mano risale al 1280
Nella metà del XVIII con  la rivoluzione industriale si avviò la meccanizzazione della filatura. Nel 1764 James Hargreaves   inventa il primo filatoio meccanico a lavoro intermittente ( Spinning Jenny o Giannetta )  che brevetterà nel 1770. Nel 1769 Richard Arkwright  lo azionerà con una ruota idraulica. Nel 1787  vi verrà applicato un motore a vapore.
 
fonte web: http://it.wikipedia.org/wiki/Filatura

#Mestieri Antichi #L'arrotino:

http://blog.libero.it/nonnarachele/8057744.html

In passato l'arrotino spesso svolgeva il proprio mestiere spostandosi con una sorta di biciclo - carretto dotato di una grossa ruota  di legno, rivestita da un cerchione di ferro il carretto, una volta giunto sul luogo di lavoro, veniva letteralmente ribaltato su sé stesso e si trasformava nello strumento di lavoro.  Alla ruota veniva agganciato un pedale con vari snodi, veniva fissata la cinghia di trasmissione del movimento alla mola e su una parte sporgente del carretto, l'arrotino fissava poi un secchiello con  dell'acqua che sgocciolava sulla mola mediante un piccolo rubinetto dosatore , con funzioni di lubrificazione . Per arrotare un utensile  l'arrotino imprimeva alla ruota un movimento ben ritmato e continuo e con abili gesti delle mani lo passava sulla mola fino a che  la lama non diventava tagliente.
In tempi più recenti il tipico carretto si è trasformato in una bicicletta sul davanti della quale era applicata una ruota  in pietra collegata ai pedali con una cinghia, mentre ultimamente l'arrotino gira la città con un'automobile nel cui vano portabagagli vi sono una o più mole collegato all'albero di trasmissione e altre cose che possono servire per il proprio lavoro. Questo aspetto permette agli arrotini di proporsi per rimettere a nuovo, oltre ai classici coltelli, praticamente ogni tipo di lama  come forbici di grandi o piccole dimensioni o prodotti d'acciaio come le forbici da seta (molto più difficili da arrotare e per le quali serve una mola molto veloce e una smerigliatrice) o dal filo particolarmente sottile come i coltelli da prosciutto. Gli arrotini moderni inoltre associano spesso alla professione di semplici molatori di lame anche piccole riparazioni come ombrelli e cucine a gas.

fonte web: http://it.wikipedia.org/wiki/Arrotino

lunedì 28 maggio 2012

#Mestieri #Antichi #Mondine:

L'antico mestiere delle mondariso appartiene, ormai, al passato.

Ogni anno, ai primi di maggio, gruppi di mondine partivano da Modena, Ferrara, Ravenna, La Spezia, e da molte altre città italiane, per raggiungere la pianura del riso.
Erano molto giovani: alcune avevano appena dodici, tredici anni.
Quelle, che avevano già compiuto i trent'anni, venivano chiamate dalle altre: "le anziane".
La stagione della monda durava 40 giorni.
Era un lavoro faticoso: le gambe nell'acqua, la schiena curva, le mani sporche di fango, e le punture di zanzare e di tafani.
Mondavano il riso, in queste condizioni, per otto ore al giorno.
Già all'inizio degli anni '60, il loro era un mestiere in via d'estinzione.
Ora, non ci sono più mondine nei campi; sono state rimpiazzate da qualche chilo di diserbante.
Non si può più tornare in dietro, non è proprio possibile! Gli agricoltori non sarebbero più in grado di pagare tanta manodopera...
Quella di ricorre ai diserbanti, invece che alle mondine, non è una scelta strategica dei "ricchi padroni" per incrementare i profitti, ma è una condizione necessaria per la sopravvivenza delle aziende agricole.
  Le mondariso fanno ormai parte del folklore.
Gruppi di ex-mondine si riuniscono e si trovano a cantare nel coro, per ricordare i tempi passati con i "canti della risaia"...

 fonte web:http://www.vercellink.com/riso/mondine.php


ergiofalcone.blogspot.it/2011/06/infoaut-30-giugno-1927-le-mondine-in.html

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