Buongiorno, oggi è il 5 agosto.
Il 5 agosto 1962 l'attrice Marilyn Monroe viene trovata morta nella sua casa di Los Angeles, apparentemente per un'overdose di barbiturici.
Marilyn Monroe nasce il 1° giugno 1926 alle 9.30, presso il General Hospital di Los Angeles,
come Norma Jeane (ma doveva essere Jean) Baker Mortenson.
Baker come Jasper Baker e Mortenson come Edward Mortenson (ma nessuno dei due è il vero padre) rispettivamente primo e secondo marito di Gladys Pearl Monroe, madre di Jeane.
Gladys aveva sposato appena sedicenne, nel 1917, Jasper detto Jack o Jap Baker, un uomo molto violento dal quale aveva avuto due figli, Robert Kermit detto Jackie, e Berniece, e dal quale dopo anni di pesanti percosse aveva divorziato nel maggio del 1922. Nonostante avesse ottenuto la custodia dei figli il marito li rapì portandoli a vivere nel suo paese natale nel Kentucky. Gladys non rivide più il figlio maschio morto tredicenne per malattia.
Nell'autunno del 1924 Gladys sposa Edward Mortenson, l'unione dura meno di un anno e quando Gladys dà alla luce Norma Jeane, si sono già lasciati da un pezzo.
L'uomo che con maggiore probabilità è il padre biologico di Norma Jeane è C. Stanley Gifford, un collega di lavoro con cui Gladys aveva allacciato una relazione. Gifford se ne andò e lasciò Gladys per sempre a Natale del 1925, presumibilmente perchè Gladys gli aveva annunciato di essere incinta.
Una volta, quando Gladys dava già segni di turbe mentali e Norma Jeane era ancora piccola, le mostrò la foto di Gifford dicendole che era suo padre. In età adulta l'unico ricordo di quel volto furono un paio di baffetti alla Clark Gable, che gli conferivano una vaga somiglianza con l'attore; per questo motivo Marilyn provò sempre una grande ammirazione per Gable, nel quale le sembrava di riscontrare la figura paterna e quando lavorarono insieme sul set de "Gli Spostati" (The Misfits) ne fu felicissima.
Quando Norma Jeane viene al mondo la madre ha appena 24 anni, è graziosa anche se di una bellezza un po' spigolosa, fa lunghi turni in un laboratorio di montaggio di pellicole per mantenersi e nel tempo libero desidera divertirsi.
In accordo con sua madre Della, la nonna di Norma Jeane, una donna con disturbi mentali (si dice che per paranoia, tentò addirittura di soffocare Norma Jeane con un cuscino, mentre dormiva nel suo lettino) Gladys affida Norma Jeane, quando non ha ancora un mese di vita, ai coniugi Albert e Ida Bolender, per 5 dollari la settimana.
Albert è un postino e la moglie si occupa della casa e del figlio adottivo Lester, sono molto religiosi e si affezionano davvero a Norma Jeane, tanto da tentare di adottarla, ma Gladys non rinunciò mai alla figlia. Andava a trovarla saltuariamente e frettolosamente il sabato, riuscendo solo, con la sua presenza e i suoi modi, a destabilizzare la bambina, che aveva cominciato a chiamare mamma la donna a cui era stata affidata. Certo Ida cercava continuamente di scoraggiare quest'abitudine anche in modo severo, dicendole che sua madre era "la donna dai capelli rossi" che veniva a trovarla, ma Norma Jeane sembrava non voler sentir ragioni.
Il 20 ottobre 1934 quando Norma Jeane ha 8 anni, Gladys firma il contratto di acquisto di una piccola casa per 6 mila dollari, versando un anticipo di 750 dollari. La casa ha un giardinetto sul retro ed è tutta dipinta di bianco, si trova al 64812 di Arbol Drive su Cahuenga Pass vicino all' Hollywood Boulevard. Tra il mobilio della casa che Gladys ha preso per sè e la figlia c'è un pianoforte bianco, abbastanza malridotto, che si diceva fosse appartenuto a Fredric March. Una volta divenuta famosa, Marilyn assunse un investigatore privato per ritrovare quel pianoforte, e da allora non se ne separò mai più. Nel 2000, molti beni di Marilyn sono stati messi all'asta da Christie's e quel pianoforte bianco fu comprato dalla cantante Mariah Carey per 600.000 dollari.
Per comprare e arredare la casa Gladys si era indebitata davvero molto e questo aveva aumentato le sue crisi d'ansia e gli attacchi di panico, e l'anno successivo dopo una grave crisi nervosa, dovuta anche ai debiti, il lavoro eccessivo e i lutti in famiglia, viene ricoverata in ospedale psichiatrico, dove viene dichiarata affetta da paranoia e schizofrenia e internata, perché considerata non in grado di intendere e volere.
Norma Jeane viene presa in custodia da un'amica della madre, Grace Mckee, che ben presto però, a causa del suo matrimonio con Ervin detto "Doc" Goddard che non vuole prendersi in casa la bambina, non è più in grado di occuparsi di lei.
Da questo momento per Norma Jeane inizia un pellegrinaggio dentro e fuori dall'orfanotrofio, il Children Home Society di Los Angeles, e non essendo adottabile visto che la madre non intende rinunciare alla figlia, viene data in affidamento e trasferita da una famiglia all'altra, dove sopporta violenze, umiliazioni, disattenzioni e presumibilmente anche abusi.
Quando ha da poco compiuto 11 anni, Norma Jeane torna a vivere con Grace Goddard e il marito, ma la loro situazione finanziaria è davvero precaria e inoltre Doc non la vuole tra i piedi e così a novembre del 1937 è spedita a casa di zia Olive Monroe, moglie di Marion il fratello minore di Gladys, dal quale ha avuto tre figli e da cui è stata abbandonata. Olive vive da sua madre Ida Martin a Lankershim.
Nel marzo 1938 a causa dell'inondazione nella San Fernando Valley, Lankershim è invasa dalle acque del Los Angeles River e Norma Jeane è costretta a sfollare e va a vivere con la zia di Grace Goddard, Ana Lower che vive all'11348 di Nebraska Avenue a Los Angeles Ovest e qui si iscrive alla Emerson Junior High School.
Norma Jeane con zia Ana si trova bene e le si affeziona molto, ma la donna è cardiopatica e nel 1941 deve lasciarla. Torna a vivere da Grace Goddard, che intanto è diventata alcolizzata come il marito, a Van Nuys e comincia a frequentare il Van Nuys High School.
A gennaio del 1942 Grace e il marito Doc Goddard comunicano a Norma Jeane che hanno deciso di trasferirsi in Virginia, dove Doc ha accettato un posto di lavoro, spiegandole che non potrà seguirli e discutendo su ciò che sarà meglio per lei nel prossimo futuro.
Grace le combina un matrimonio col vicino di casa, un ragazzo con cui Norma Jeane ha cominciato a flirtare e con cui è uscita qualche volta: venerdì 19 giugno 1942 a 16 anni, con l'unica alternativa di rivivere l'incubo dell'orfanotrofio, Norma Jeane contrae matrimonio, destinato però al fallimento, con l'allora ventunenne James Dougherty.
Nel 1944 mentre il marito è arruolato in Marina e Norma Jeane lavora come operaia presso un'industria aeronautica alla produzione di paracaduti e alla verniciatura delle fusoliere, viene notata dal fotografo David Conover, impegnato a documentare il lavoro femminile nel periodo bellico, che la convince ad iscriversi ad una scuola per intraprendere la carriera di modella e Norma Jeane si iscrive alla Blue Book Modeling Agency.
Sotto la guida di un altro fotografo, Andrè de Dienes, conquista le copertine delle riviste.
Nel 1945 dopo quasi 10 anni di internamento Gladys Monroe è dichiarata in grado di tornare a vivere nella società e Norma Jeane, che non vede l'ora di lasciare la casa della suocera ed è pronta per il divorzio, affitta un'appartamento per se e la madre, sotto quello di Ana Lower.
Dopo sette mesi di convivenza, la situazione si fa insostenibile, tra le due donne non ci sono legami affettivi a tenerle unite e Norma Jeane che vede profilarsi all'orizzonte la prospettiva di una dorata carriera, si trasferisce allo Studio Club di Hollywood, mentre Gladys chiede di ritornare in clinica.
La carriera di modella di Norma Jeane va a gonfie vele, le sue foto raggiungono le cover dei magazine più prestigiosi, diventa testimonial per numerose pubblicità, finché viene notata dalla Fox e le si aprono le porte di Hollywood.
A vent'anni, nel 1946, divorzia, si schiarisce i capelli e si cambia il nome in Marilyn Monroe (Monroe è il cognome da nubile della madre), il più famoso sex-symbol internazionale del 20° secolo e oltre.
Nel 1947 partecipa e vince il concorso di bellezza Miss California Artichoke Queen (regina dei carciofi). Inizia la sua carriera nel cinema con parti da comparsa in "The Shocking Miss Pilgrim", "You Were Meant for Me", "Dangerous Years" e "I verdi pascoli del Wyoming" (Green Grass of Wyoming) nel 1947 e "Scudda Hoo! Scudda Hay!" nel 1948.
Nel 1949 le viene affidata una parte da protagonista in un film musicale di serie B "Orchidea Bionda" (Ladies of the chorus) e si aggiudica una particina in "Una notte sui tetti" (Love Happy) l'ultima pellicola dei fratelli Marx.
Nel 1950 è in "La figlia dello sceriffo" (A Ticket to Tomahawk) e "Lo spaccone vagabondo", ma soprattutto si aggiudica una parte nel capolavoro noir "Giungla d'asfalto" (The Asphalt Jungle) e in uno dei migliori film di tutti i tempi "Eva contro Eva" (All about Eve). Seguono una serie di piccole parti che si fanno via via più importanti in "Il Messicano" (Right Cross) del 1950, "Hometown Story", "L'affascinante bugiardo" (As young as you feel), "Le memorie di un dongiovanni" (Love Nest) e "Mia moglie si sposa" (Let's make it legal) del 1951.
Nel 1952 è in "La Giostra Umana" (O'Henry's Full House), "La confessione della Signora Doyle" (Clash by night), "Matrimoni a sorpresa" (We're not married), lavora con Cary Grant e Ginger Rogers in "Il magnifico scherzo" (Monkey Business) e ottiene il suo primo ruolo da protagonista, nei panni di una baby-sitter psicolabile, in "La tua bocca brucia" (Don't bother to knock).
Nel 1953 con "Niagara", al fianco di Joseph Cotten, nella parte di una conturbante dark lady, ottiene il successo mondiale.
Sempre lo stesso anno recita anche in "Gli uomini preferiscono le bionde" (Gentlemen prefer blondes) e "Come sposare un milionario" (How to marry a millionaire), con i quali si conferma trionfalmente, nell'olimpo delle star più amate e desiderate dal pubblico.
Nel 1954 Marilyn sposa il famoso giocatore di baseball, Joe Di Maggio, di dodici anni più vecchio di lei. Questo matrimonio oltre a coronare il loro amore è anche un "investimento" sul piano professionale, neanche il press-agent più intraprendente avrebbe potuto immaginare un evento migliore per consolidare e dare slancio alla fama di Marilyn: il campione più amato d'America sposa la star più ammirata del momento! Joe Di Maggio ha appena smesso di giocare, ma è ancora il re del baseball con un livello di popolarità altissimo, Marilyn è reduce da tre film di grande successo con cui ha ammaliato milioni di fan.
Nel 1954 recita in "La magnifica preda" (River of no return) e nel 1955 in "Quando la moglie è in vacanza" (The seven year itch) ottenendo un vero trionfo.
Poi, dopo meno di un anno di matrimonio, soprattutto a causa della grande gelosia di lui, Marilyn e Joe Di Maggio divorziano e lei si trasferisce a New York per studiare all'Actor's Studio.
A New York conosce l'affermato commediografo, Arthur Miller, che sposa nel 1956.
Sempre nel '56 con il fotografo Milton Green, che allora era un suo grande amico e che aveva conosciuto sul set de "Gli uomini preferiscono le bionde", fonda la Marilyn Monroe Productions con la quale l'anno seguente produce "Il principe e la ballerina" (The Prince and the Showgirl), che interpreta al fianco di Laurence Olivier.
Il primo e unico film della sua casa di produzione non ha il successo sperato, ma nel 1959 è di nuovo in testa ai botteghini col capolavoro "A qualcuno piace caldo" (Some like it hot) di Billy Wilder sotto la cui regia aveva già girato "Quando la moglie è in vacanza".
Nel 1960 è protagonista di "Facciamo l'amore" (Let's make love) col francese Yves Montand, con cui avrà un breve, ma intenso e chiacchieratissimo flirt.
L'instabilità emotiva della diva si aggrava, a causa delle tormentate storie d'amore, prima con John e poi con Bob Kennedy, per l'incapacità di avere figli, per la mancanza di un amore vero da un uomo in grado di amarla come donna e non solo di ammirarla come una dea.
Comincia a ricorrere sempre più spesso ad alcool e barbiturici per curarsi i malumori. Entra ed esce dalle cliniche di disintossicazione.
Nel 1962 esce il suo ultimo film: "Gli spostati" (The Misfits), scritto appositamente per lei dal marito Miller e nello stesso anno divorziano.
A causa dei continui ritardi, delle ripetute crisi nervose, delle sbornie, viene licenziata dal set del film "Something's got to give" e, un mese più tardi, nella notte fra il 4 e il 5 agosto 1962, viene trovata morta nella sua casa, apparentemente suicida per un' overdose di barbiturici, ma sono in molti a credere che sia stata uccisa.
Il mistero sulla sua morte non è mai stato completamente svelato, ma ha sicuramente contribuito a fare entrare Marilyn nel mito.
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mercoledì 5 agosto 2026
venerdì 14 gennaio 2022
#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 14 gennaio.
Il 14 gennaio 1954 Marylin Monroe sposa il famoso giocatore di baseball Joe di Maggio.
Marilyn Monroe nasce il giorno 1 giugno 1926 alle 9,30 presso il General Hospital di Los Angeles come Norma Jeane Baker Mortenson. La madre è una donna affetta da gravi disturbi mentali, che la costringono a frequenti ricoveri in un ospedale psichiatrico.
La piccola Norma, non ancora Marilyn, trascorre un'infanzia assai travagliata. Ovviamente le condizioni della madre non consentiva a quest'ultima di prendersi cura della bambina, costretta invece a subire continui affidamenti a famiglie sconosciute, se non a essere "depositata" presso vari orfanotrofi. In questa situazione di sostanziale isolamento affettivo, Marilyn cerca un punto di appoggio sicuro, una certezza e una guida, desiderio che la porta a sposarsi a soli sedici anni con il ventunenne James Dougherty. Il legame evidentemente è prematuro e infatti da lì a poco i due si separano e il matrimonio fallisce.
Prima di questo infausto avvenimento devono però succedere ancora parecchie cose. Una di queste riguarda il suo timido ingresso nel mondo della carta stampata. Tutto accade per caso e in un luogo che non ci si aspetterebbe mai. Infatti, Marilyn a quel tempo aveva trovato un lavoro presso un'industria aeronautica produttrice di paracaduti quando il fotografo David Conover, impegnato a documentare il lavoro femminile nel periodo bellico, la nota e la convince a intraprendere la carriera di modella e ad iscriversi ad una scuola specializzata. Deve decidere in fretta e in completa solitudine dato che il marito in quel momento svolgeva servizio presso la Marina militare e si trovava assai lontano da casa. Come ormai ben sappiamo, Marilyn accetta il lavoro che le cambierà il destino.
Da quel momento in poi, sotto la guida di un altro fotografo, Andrè de Denes, conquista le copertine delle riviste, finché viene notata dalla Fox e le si aprono le porte di Hollywood. A vent'anni, nel 1946, divorzia, si schiarisce i capelli e si cambia il nome in Marilyn Monroe (Monroe è il cognome da nubile della madre): è la metamorfosi radicale che la porterà a divenire forse il sex-symbol del 20° secolo.
La sua carriera di attrice inizia con parti da comparsa ("Ladies of the chorus" del 1949, "LoveHappy" sempre del 1949 con i Marx Brothers, etc.), poi conquista piccole, ma significative, parti che la lanciano nel firmamento del cinema: nel 1950 in "Giungla d'asfalto" e in "Eva contro Eva", nel 1952 con Cary Grant e Ginger Rogers in "Monkeys Business" e altri ancora.
Nel 1952 ottiene il suo primo ruolo da protagonista, nei panni di una babysitter psicolabile in "La tua bocca brucia" e nel '53 con "Niagara", al fianco di Joseph Cotten, ottiene il successo mondiale.
Nel 1953 gira ancora "Come sposare un milionario" e "Gli uomini preferiscono le bionde", con i quali si conferma una delle star più amate dal pubblico. Seguono clamorosi successi come "La magnifica preda" del 1954 e "Quando la moglie è in vacanza" in cui Billy Wilder le affida la parte della svampita inquilina del piano di sopra.
Nel 1954 Marilyn sposa il famoso giocatore di baseball, Joe DiMaggio, da cui divorzia nel giro di un anno. Il fallimento anche di questa relazione le lascia dentro una ferita profonda e incancellabile, la prima di una serie che saranno destinate ad allargare sempre di più la sua sensazione di sconforto e di sostanziale solitudine. Dopo la separazione col campione Joe DiMaggio, si trasferisce a New York per studiare all'Actor's Studio, un impegno che sembra rigenerarla e farle momentaneamente dimenticare i suoi travagli interiori.
Conosce l'affermato commediografo, Arthur Miller, un intellettuale affascinante che poteva vantare la rappresentazione delle sue commedie in tutto il mondo (far cui la celeberrima "Un tram chiamato desiderio", testo originale di Tennessee Williams). E' il colpo di fulmine. Marilyn ha l'illusione di aver finalmente trovato l'uomo della sua vita e i due si sposano nel 1956. L'anno dopo fonda, con l'amico fotografo Milton Green, la sua casa di produzione cinematografica, la Marilyn Monroe Productions, con cui gira "Il Principe e la ballerina" al fianco di Laurence Olivier. E' il primo e unico film della sua casa di produzione, dato che al botteghino la pellicola è un autentico fiasco. Come attrice, invece, si risolleva giusto due anni dopo con l'esilarante commedia, sempre del genio Billy Wilder, "A qualcuno piace caldo". Anche in questo caso, il personaggio da lei interpretato si stampa indelebilmente nella mente degli spettatori.
La relazione con Miller, ad ogni modo, traballa. Le tentazioni, poi, sono dietro l'angolo. In questo caso, la nuova fiamma della passione si chiama Yves Montand con cui nel 1960 gira "Facciamo l'amore". Il loro flirt è breve, intenso e soprattutto materia infuocata di gossip e pettegolezzi. Nel 1962 Marilyn riceve il Golden Globe come migliore attrice: è la conferma mondiale delle sue capacità, un misto di carisma e di appeal. In questo periodo, fra l'altro, inizia la relazione segreta con il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy e con il fratello Robert.
Ma l'instabilità emotiva della diva si aggrava, forse proprio a causa delle altrettanto instabili storie d'amore in cui si getta. Qualcuno ha avanzato anche l'ipotesi che Marilyn soffrisse per l'incapacità di avere figli o per la mancanza di un amore vero. Stufa di essere considerata una dea, desiderava essere trattata semplicemente come una donna bisognosa di affetto. La conseguenza di questo tormentato stato psichico è che si rifugia nell'alcool e nei barbiturici. In breve, la situazione si aggrava: entra ed esce dalle cliniche.
Nel 1962 esce il suo ultimo film: "Gli spostati" scritto per lei dal marito Miller e nello stesso anno divorziano. A causa dei continui ritardi, delle continue crisi isteriche, delle sbornie e dell'inaffidabilità viene licenziata dal set del film "Something got to give".
Un mese più tardi, Marilyn Monroe viene trovata morta nella camera da letto della sua casa di Brentwood, a Los Angeles, il 5 agosto 1962, all'età di trentasei anni. Il cadavere di Marilyn, che era privo di vestiti e con in mano la cornetta del telefono, fu scoperto da Ralph Greenson, che era stato urgentemente chiamato alle 3.30 dalla governante dell'attrice, Eunice Murray, che si era preoccupata perché non riusciva a entrare nella camera di Marilyn; la porta era chiusa da dentro e, nonostante vedesse la luce accesa, non sentiva alcun rumore e nessuno rispondeva alle sue domande. La chiamata alla polizia per denunciare il fatto è pervenuta alle 4:25 ora locale, come da successivi accertamenti telefonici. Alcuni biografi ritengono però che siano trascorse cinque ore dal momento del decesso a quando vennero avvisate le autorità; in questo lasso di tempo, Marilyn sarebbe stata portata all'Saint John's Health Center di Santa Monica, ma l'ospedale rifiutò di accettare il caso per l'eccessiva notorietà della vittima. Un'indagine formale nel 1982 del procuratore generale della contea di Los Angeles si concluse senza nessuna credibile evidenza di un complotto.
Secondo il dottor Thomas Noguchi, che eseguì l'autopsia, la morte di Marilyn era con "alta probabilità" un suicidio, dovuta a un'overdose di barbiturici; nel corpo dell'attrice trovò 8 milligrammi di idrato di cloralio e 4,5 milligrammi di Pentobarbital per 100 millilitri di sangue. L'incerta ricostruzione degli eventi di quella notte, la presenza non confermata di Bob Kennedy nella casa dell'attrice la sera prima della sua morte e alcune incongruenze nelle dichiarazioni dei testimoni e nel referto autoptico hanno dato adito a molteplici interpretazioni sugli eventi di quella notte e sulle cause della scomparsa dell'attrice. Tra le varie versioni formulate, venne ipotizzata la complicità dei Kennedy, che vedevano in Monroe, che si era detta pronta a confessare le loro relazioni con lei, una minaccia per la loro carriera politica oppure una vendetta della mafia americana nei confronti della famiglia Kennedy per alcune promesse fatte in campagna elettorale e non mantenute.
Joe DiMaggio organizzò, insieme a Inez Melson, amministratrice dei beni di Marilyn e tutrice della madre dell'attrice, il funerale, occupandosi delle spese; la cerimonia si tenne al Westwood Memorial Park l'8 agosto 1962. Tra le 31 persone tra parenti e amici che presenziarono al funerale, vi furono Robert Slatzer (a cui non fu concesso vederne la salma), Greenson con la famiglia, Murray e Newcomb, che però stavano in disparte; non furono presenti invece Dougherty e Miller, gli altri ex-mariti. La madre Gladys, già colpita dalla schizofrenia, malattia che la rese incapace di ricordare la figlia, non prese parte al funerale. La cerimonia venne celebrata da A.J. Soldancon, con le note di Over the Rainbow; l'orazione funebre doveva essere letta dal poeta Carl Sandburg, ma non gli fu permesso di partecipare e venne sostituito da Lee Strasberg. La bara era di bronzo massiccio ed era stata foderata con un tessuto di seta color champagne. L'attrice, durante il funerale di Constance Collier nel 1955, aveva confidato a Truman Capote che avrebbe voluto che le sue ceneri fossero disperse nelle onde del mare.
Marilyn Monroe è sepolta in un loculo presso il Westwood Village Memorial Park Cemetery; l'attrice aveva fatto seppellire lì anche Grace Goddard, perché vi era sepolta anche la zia di Grace, che si prese cura di Norma Jeane per un breve periodo. Rimanendo fedele a una promessa fatta a Monroe, Whitey Snyder, il suo visagista personale, truccò il cadavere per la cerimonia; anche Pearl Porterfield, la costumista Marjorie Plecher e la parrucchiera Agnes Flanagan si occuparono del corpo dell'attrice, mettendole sulla testa la parrucca bionda che aveva portato nel film Gli spostati e vestendola con un abito verde di Emilio Pucci. Hugh Hefner ha poi acquistato una tomba accanto a quella di Marilyn per 85.000 dollari, mentre l'altra tomba adiacente è stata venduta per 125.000 dollari. L'ex marito, Joe Di Maggio, nei primi tempi dopo la morte di Marilyn, portò personalmente una volta a settimana un mazzo di rose rosse sulla tomba dell'attrice; in seguito, sino al 1982 li fece recapitare da un fioraio, ma solo in ricorrenza del compleanno. Diversamente farà Slatzer che deporrà per tutta la vita delle rose bianche sulla tomba.
Nel suo testamento dispose 10.000 dollari per Bernice Miracle; 5.000 dollari per Norman e Hedda Rosten (poi devoluti in favore della figlia, Patricia); 2.500 dollari ogni anno per Xénia Karlovna Ziller, vedova di Michael Chekhov; 5.000 dollari ogni anno a Gladys Baker; 10.000 dollari a cui si aggiunse un 25% del bilancio a May Reis, la sua segretaria; 25% del bilancio, che avrebbe dovuto donare a un ente di sua scelta a Marianne Kris; 50% del bilancio a cui si aggiungevano beni personali a Lee Strasberg. La seconda moglie di Lee Strasberg, Anna, ricavò molto dai beni dell'attrice e curò il Marilyn Monroe Theater e il Marilyn Monroe Museum. Anna Freud creò la Hampstead Child-Therapy Clinic con sede a Londra, che fu l'ente beneficiario scelto da Kris per versare la percentuale indicata nel testamento; tale società venne anche riconosciuta come «legataria principale» dei diritti dovuti all'immagine dell'attrice, ricavando circa un milione e mezzo di dollari all'anno per diversi anni. Nell'ottobre 1962, Inez Melson, con il suo legale Allen Stein, impugnò il testamento, volendo dimostrare che lo scritto era stato redatto sotto l'influenza di Marianne Kris. Il procuratore di New York considerò comunque valido il testamento.
Dopo la sua improvvisa scomparsa, il suo ruolo in Something's got to give venne affidato a Doris Day e la pellicola uscì nel 1963 con il titolo Fammi posto tesoro (Move Over Darling).
Molti anni dopo, nel 1999, vennero recuperati dagli archivi della Fox gli oltre 500 minuti di girato per quella che avrebbe dovuto essere la versione originale del lungometraggio, ovverosia l'ultimo film con Marilyn Monroe, anche se incompiuto. Le bobine originali vennero opportunamente visionate e restaurate, per poi confluire in un inedito montaggio di 37 minuti, uscito su VHS: uno straordinario documento che raccoglie quelle che restano in assoluto tra le più belle immagini di Marilyn.
Sempre nel 1999 Christie's battè all'asta per un milione di dollari il famoso vestito color carne con il quale Marilyn cantò la canzone di buon compleanno a John Fitzgerald Kennedy.
Il 14 gennaio 1954 Marylin Monroe sposa il famoso giocatore di baseball Joe di Maggio.
Marilyn Monroe nasce il giorno 1 giugno 1926 alle 9,30 presso il General Hospital di Los Angeles come Norma Jeane Baker Mortenson. La madre è una donna affetta da gravi disturbi mentali, che la costringono a frequenti ricoveri in un ospedale psichiatrico.
La piccola Norma, non ancora Marilyn, trascorre un'infanzia assai travagliata. Ovviamente le condizioni della madre non consentiva a quest'ultima di prendersi cura della bambina, costretta invece a subire continui affidamenti a famiglie sconosciute, se non a essere "depositata" presso vari orfanotrofi. In questa situazione di sostanziale isolamento affettivo, Marilyn cerca un punto di appoggio sicuro, una certezza e una guida, desiderio che la porta a sposarsi a soli sedici anni con il ventunenne James Dougherty. Il legame evidentemente è prematuro e infatti da lì a poco i due si separano e il matrimonio fallisce.
Prima di questo infausto avvenimento devono però succedere ancora parecchie cose. Una di queste riguarda il suo timido ingresso nel mondo della carta stampata. Tutto accade per caso e in un luogo che non ci si aspetterebbe mai. Infatti, Marilyn a quel tempo aveva trovato un lavoro presso un'industria aeronautica produttrice di paracaduti quando il fotografo David Conover, impegnato a documentare il lavoro femminile nel periodo bellico, la nota e la convince a intraprendere la carriera di modella e ad iscriversi ad una scuola specializzata. Deve decidere in fretta e in completa solitudine dato che il marito in quel momento svolgeva servizio presso la Marina militare e si trovava assai lontano da casa. Come ormai ben sappiamo, Marilyn accetta il lavoro che le cambierà il destino.
Da quel momento in poi, sotto la guida di un altro fotografo, Andrè de Denes, conquista le copertine delle riviste, finché viene notata dalla Fox e le si aprono le porte di Hollywood. A vent'anni, nel 1946, divorzia, si schiarisce i capelli e si cambia il nome in Marilyn Monroe (Monroe è il cognome da nubile della madre): è la metamorfosi radicale che la porterà a divenire forse il sex-symbol del 20° secolo.
La sua carriera di attrice inizia con parti da comparsa ("Ladies of the chorus" del 1949, "LoveHappy" sempre del 1949 con i Marx Brothers, etc.), poi conquista piccole, ma significative, parti che la lanciano nel firmamento del cinema: nel 1950 in "Giungla d'asfalto" e in "Eva contro Eva", nel 1952 con Cary Grant e Ginger Rogers in "Monkeys Business" e altri ancora.
Nel 1952 ottiene il suo primo ruolo da protagonista, nei panni di una babysitter psicolabile in "La tua bocca brucia" e nel '53 con "Niagara", al fianco di Joseph Cotten, ottiene il successo mondiale.
Nel 1953 gira ancora "Come sposare un milionario" e "Gli uomini preferiscono le bionde", con i quali si conferma una delle star più amate dal pubblico. Seguono clamorosi successi come "La magnifica preda" del 1954 e "Quando la moglie è in vacanza" in cui Billy Wilder le affida la parte della svampita inquilina del piano di sopra.
Nel 1954 Marilyn sposa il famoso giocatore di baseball, Joe DiMaggio, da cui divorzia nel giro di un anno. Il fallimento anche di questa relazione le lascia dentro una ferita profonda e incancellabile, la prima di una serie che saranno destinate ad allargare sempre di più la sua sensazione di sconforto e di sostanziale solitudine. Dopo la separazione col campione Joe DiMaggio, si trasferisce a New York per studiare all'Actor's Studio, un impegno che sembra rigenerarla e farle momentaneamente dimenticare i suoi travagli interiori.
Conosce l'affermato commediografo, Arthur Miller, un intellettuale affascinante che poteva vantare la rappresentazione delle sue commedie in tutto il mondo (far cui la celeberrima "Un tram chiamato desiderio", testo originale di Tennessee Williams). E' il colpo di fulmine. Marilyn ha l'illusione di aver finalmente trovato l'uomo della sua vita e i due si sposano nel 1956. L'anno dopo fonda, con l'amico fotografo Milton Green, la sua casa di produzione cinematografica, la Marilyn Monroe Productions, con cui gira "Il Principe e la ballerina" al fianco di Laurence Olivier. E' il primo e unico film della sua casa di produzione, dato che al botteghino la pellicola è un autentico fiasco. Come attrice, invece, si risolleva giusto due anni dopo con l'esilarante commedia, sempre del genio Billy Wilder, "A qualcuno piace caldo". Anche in questo caso, il personaggio da lei interpretato si stampa indelebilmente nella mente degli spettatori.
La relazione con Miller, ad ogni modo, traballa. Le tentazioni, poi, sono dietro l'angolo. In questo caso, la nuova fiamma della passione si chiama Yves Montand con cui nel 1960 gira "Facciamo l'amore". Il loro flirt è breve, intenso e soprattutto materia infuocata di gossip e pettegolezzi. Nel 1962 Marilyn riceve il Golden Globe come migliore attrice: è la conferma mondiale delle sue capacità, un misto di carisma e di appeal. In questo periodo, fra l'altro, inizia la relazione segreta con il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy e con il fratello Robert.
Ma l'instabilità emotiva della diva si aggrava, forse proprio a causa delle altrettanto instabili storie d'amore in cui si getta. Qualcuno ha avanzato anche l'ipotesi che Marilyn soffrisse per l'incapacità di avere figli o per la mancanza di un amore vero. Stufa di essere considerata una dea, desiderava essere trattata semplicemente come una donna bisognosa di affetto. La conseguenza di questo tormentato stato psichico è che si rifugia nell'alcool e nei barbiturici. In breve, la situazione si aggrava: entra ed esce dalle cliniche.
Nel 1962 esce il suo ultimo film: "Gli spostati" scritto per lei dal marito Miller e nello stesso anno divorziano. A causa dei continui ritardi, delle continue crisi isteriche, delle sbornie e dell'inaffidabilità viene licenziata dal set del film "Something got to give".
Un mese più tardi, Marilyn Monroe viene trovata morta nella camera da letto della sua casa di Brentwood, a Los Angeles, il 5 agosto 1962, all'età di trentasei anni. Il cadavere di Marilyn, che era privo di vestiti e con in mano la cornetta del telefono, fu scoperto da Ralph Greenson, che era stato urgentemente chiamato alle 3.30 dalla governante dell'attrice, Eunice Murray, che si era preoccupata perché non riusciva a entrare nella camera di Marilyn; la porta era chiusa da dentro e, nonostante vedesse la luce accesa, non sentiva alcun rumore e nessuno rispondeva alle sue domande. La chiamata alla polizia per denunciare il fatto è pervenuta alle 4:25 ora locale, come da successivi accertamenti telefonici. Alcuni biografi ritengono però che siano trascorse cinque ore dal momento del decesso a quando vennero avvisate le autorità; in questo lasso di tempo, Marilyn sarebbe stata portata all'Saint John's Health Center di Santa Monica, ma l'ospedale rifiutò di accettare il caso per l'eccessiva notorietà della vittima. Un'indagine formale nel 1982 del procuratore generale della contea di Los Angeles si concluse senza nessuna credibile evidenza di un complotto.
Secondo il dottor Thomas Noguchi, che eseguì l'autopsia, la morte di Marilyn era con "alta probabilità" un suicidio, dovuta a un'overdose di barbiturici; nel corpo dell'attrice trovò 8 milligrammi di idrato di cloralio e 4,5 milligrammi di Pentobarbital per 100 millilitri di sangue. L'incerta ricostruzione degli eventi di quella notte, la presenza non confermata di Bob Kennedy nella casa dell'attrice la sera prima della sua morte e alcune incongruenze nelle dichiarazioni dei testimoni e nel referto autoptico hanno dato adito a molteplici interpretazioni sugli eventi di quella notte e sulle cause della scomparsa dell'attrice. Tra le varie versioni formulate, venne ipotizzata la complicità dei Kennedy, che vedevano in Monroe, che si era detta pronta a confessare le loro relazioni con lei, una minaccia per la loro carriera politica oppure una vendetta della mafia americana nei confronti della famiglia Kennedy per alcune promesse fatte in campagna elettorale e non mantenute.
Joe DiMaggio organizzò, insieme a Inez Melson, amministratrice dei beni di Marilyn e tutrice della madre dell'attrice, il funerale, occupandosi delle spese; la cerimonia si tenne al Westwood Memorial Park l'8 agosto 1962. Tra le 31 persone tra parenti e amici che presenziarono al funerale, vi furono Robert Slatzer (a cui non fu concesso vederne la salma), Greenson con la famiglia, Murray e Newcomb, che però stavano in disparte; non furono presenti invece Dougherty e Miller, gli altri ex-mariti. La madre Gladys, già colpita dalla schizofrenia, malattia che la rese incapace di ricordare la figlia, non prese parte al funerale. La cerimonia venne celebrata da A.J. Soldancon, con le note di Over the Rainbow; l'orazione funebre doveva essere letta dal poeta Carl Sandburg, ma non gli fu permesso di partecipare e venne sostituito da Lee Strasberg. La bara era di bronzo massiccio ed era stata foderata con un tessuto di seta color champagne. L'attrice, durante il funerale di Constance Collier nel 1955, aveva confidato a Truman Capote che avrebbe voluto che le sue ceneri fossero disperse nelle onde del mare.
Marilyn Monroe è sepolta in un loculo presso il Westwood Village Memorial Park Cemetery; l'attrice aveva fatto seppellire lì anche Grace Goddard, perché vi era sepolta anche la zia di Grace, che si prese cura di Norma Jeane per un breve periodo. Rimanendo fedele a una promessa fatta a Monroe, Whitey Snyder, il suo visagista personale, truccò il cadavere per la cerimonia; anche Pearl Porterfield, la costumista Marjorie Plecher e la parrucchiera Agnes Flanagan si occuparono del corpo dell'attrice, mettendole sulla testa la parrucca bionda che aveva portato nel film Gli spostati e vestendola con un abito verde di Emilio Pucci. Hugh Hefner ha poi acquistato una tomba accanto a quella di Marilyn per 85.000 dollari, mentre l'altra tomba adiacente è stata venduta per 125.000 dollari. L'ex marito, Joe Di Maggio, nei primi tempi dopo la morte di Marilyn, portò personalmente una volta a settimana un mazzo di rose rosse sulla tomba dell'attrice; in seguito, sino al 1982 li fece recapitare da un fioraio, ma solo in ricorrenza del compleanno. Diversamente farà Slatzer che deporrà per tutta la vita delle rose bianche sulla tomba.
Nel suo testamento dispose 10.000 dollari per Bernice Miracle; 5.000 dollari per Norman e Hedda Rosten (poi devoluti in favore della figlia, Patricia); 2.500 dollari ogni anno per Xénia Karlovna Ziller, vedova di Michael Chekhov; 5.000 dollari ogni anno a Gladys Baker; 10.000 dollari a cui si aggiunse un 25% del bilancio a May Reis, la sua segretaria; 25% del bilancio, che avrebbe dovuto donare a un ente di sua scelta a Marianne Kris; 50% del bilancio a cui si aggiungevano beni personali a Lee Strasberg. La seconda moglie di Lee Strasberg, Anna, ricavò molto dai beni dell'attrice e curò il Marilyn Monroe Theater e il Marilyn Monroe Museum. Anna Freud creò la Hampstead Child-Therapy Clinic con sede a Londra, che fu l'ente beneficiario scelto da Kris per versare la percentuale indicata nel testamento; tale società venne anche riconosciuta come «legataria principale» dei diritti dovuti all'immagine dell'attrice, ricavando circa un milione e mezzo di dollari all'anno per diversi anni. Nell'ottobre 1962, Inez Melson, con il suo legale Allen Stein, impugnò il testamento, volendo dimostrare che lo scritto era stato redatto sotto l'influenza di Marianne Kris. Il procuratore di New York considerò comunque valido il testamento.
Dopo la sua improvvisa scomparsa, il suo ruolo in Something's got to give venne affidato a Doris Day e la pellicola uscì nel 1963 con il titolo Fammi posto tesoro (Move Over Darling).
Molti anni dopo, nel 1999, vennero recuperati dagli archivi della Fox gli oltre 500 minuti di girato per quella che avrebbe dovuto essere la versione originale del lungometraggio, ovverosia l'ultimo film con Marilyn Monroe, anche se incompiuto. Le bobine originali vennero opportunamente visionate e restaurate, per poi confluire in un inedito montaggio di 37 minuti, uscito su VHS: uno straordinario documento che raccoglie quelle che restano in assoluto tra le più belle immagini di Marilyn.
Sempre nel 1999 Christie's battè all'asta per un milione di dollari il famoso vestito color carne con il quale Marilyn cantò la canzone di buon compleanno a John Fitzgerald Kennedy.
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