Buongiorno, oggi è il 27 dicembre.
Il 27 dicembre 537 viene consacrata a Istambul, allora Costantinopoli, la chiesa di Santa Sofia.
Istanbul è una città con un'ineguagliabile patrimonio storico ed architettonico, lo si deve ad alcuni monumenti in particolare, tra cui quello di Santa Sofia. Riduttivo chiamarla basilica, moschea o museo, perché come dimostrano i nomi con cui è oggi conosciuta nel mondo, è questo un luogo che raccoglie in sé molto più e che nella storia ha conosciuto una moltitudine di esperienze.
Arrivati nel quartiere di Sultanahmet, si rimane estasiati da tanta grandezza e bellezza, tanto che ci viene in mente l'antico proverbio di un anonimo “l'intensità della vita non si misura con il numero dei respiri ma in base ai luoghi e ai momenti che ci hanno fatto mancare il fiato...”. Letteralmente, questa antica struttura che fu basilica e sede patriarcale, poi moschea e che ora è un museo, emoziona talmente tanto da togliere il fiato, che non viene di certo ripreso, quando girato lo sguardo, nella grande piazza esterna, ci si ritrova davanti l'altro venerabile monumento della città, la Moschea Blu. Annoverata come tra le più grandi opere architettoniche del mondo, la celeberrima chiesa di Santa Sofia è conosciuta con diversi altri nomi, quasi a voler caratterizzare la sua molteplice natura: Haghia Sofia o Hagia Sophia in greco (Άγια Σοφία), Aya Sofia in turco (Ayasofya), basilica della Santa Sapienza o appunto Santa Sofia dal latino (Sancta Sophia).
La struttura attuale, conosciuta come la terza chiesa, venne edificata da Giustiniano nel VI secolo. Per secoli fu questa la basilica più importante di tutto il cristianesimo, rimanendo per quasi un millennio la cattedrale più grande del mondo (venne poi sostituita da quella di Siviglia nel 1520). La sua storia pare tuttavia andare ancora più indietro nel tempo, arrivando fino al grande Costantino, nel 337; egli tuttavia mai ebbe modo di vedere terminata la sua costruzione. L'imperatore Teodosio II nei primi anni del V secolo fece riedificare la chiesa di Costantino, la seconda chiesa, che poi venne semidistrutta in un incendio durante la rivolta di Nika nel 532 (venne risparmiata la piccola sacrestia).
La terza chiesa di Giustiniano venne costruita immediatamente dopo l'incendio, con grande passione e dispendio economico: vennero impiegati i materiali più preziosi; la cupola, la prima del genere per potenza architettonica ed ingegneristica, venne rivestita di mosaici d'oro e pietre preziose. Due gli architetti che ebbero modo di riportare alla luce l'antica chiesa di Costantinopoli, i greci Antemio di Tralle (che curò la parte ingegneristica) e Isidoro di Mileto (detto il vecchio), che fu anche un noto matematico. Ad essi nel tempo si susseguirono diversi altri architetti, tra cui Mileto il giovane e il grande architetto ottomano Sinan. I favolosi mosaici che un tempo ne decoravano la cupola furono gravemente danneggiati dal terremoto del 558, dai successivi crolli parziali del soffitto nel 989 e 1346, dai saccheggi dei crociati e alle varie trasformazioni religiose avvenute nel tempo. Un gioiello di raro successo architettonico nella storia antica, il primo capolavoro dell'architettura bizantina. Ha influenzato nel tempo il mondo ortodosso, cattolico e musulmano, dando a tutti la stessa carica e significato spirituale. Per oltre 900 anni Santa Sofia è stata sede del patriarca ortodosso di Costantinopoli e principale luogo cerimoniale ecclesiastico ed imperiale.
Per mano dei crociati, mandati da Roma nel 1204 (IV crociata), la chiesa venne saccheggiata e dissacrata; il patriarca sostituito con un vescovo latino. Evento questo che come è noto confermò l'avvento del Grande Scisma d'Oriente, già avvenuto nel 1054 e con il quale venne cementata la divisione tra la chiesa greco-ortodossa e la chiesa romano-cattolica. Importante sapere che infatti parte del patrimonio un tempo contenuto all'interno della chiesa di Santa Sofia può oggi essere ammirato nella Basilica di San Marco a Venezia. Secondo la cronaca (ancora oggi molto dibattuta) lasciataci dal crociato Robert de Clari nel 1208, con la razzia dei crociati furono portati via e depositati nelle chiese d'Occidente diversi tesori sacri di immane importanza, tra cui la Sacra Sindone (si narra infatti che la reliquia passò di mano in mano, tra cui Otto de la Roche, duca d'Atene e i cavalieri templari prima di arrivare a Torino).
Quando nel 1453 gli Ottomani di Mehmet II conquistarono Costantinopoli non poterono non erigere questa sacra struttura al livello del loro Dio, trasformandola in una moschea imperiale. Vi andarono aggiunti i minareti, le tombe imperiali e le fontane che oggi tutti ammiriamo.
La struttura e le decorazioni degli interni, sembrano proprio raggiungere lo scopo che fu dei suoi padri cristiani e musulmani: l'immagine terrestre del paradiso. Ammirarle significa regalare al visitatore sensazioni sacre, divine quasi. Santa Sofia può dirsi divisa in tre parti principali: il piano terra, il piano superiore (che comprende le cupole e le pareti alte) e le gallerie. La planimetria è quella classica di una basilica, che al piano terra è di forma rettangolare (con misure di 70x75). L'intera area è coperta da una cupola centrale di 31 metri di diametro (un pochino più piccola della cupola del Pantheon di Roma). Sono inoltre presenti, tre navate formate da arcate divisorie di doppio ordine e un'abside, opposta alla porta d'ingresso.
La Porta Imperiale è l'ingresso alla grande struttura, un tempo usata solo dagli imperatori. Sopra l'arcata vi troviamo uno dei primi grandi mosaici bizantini datato IX secolo: quello del Cristo seduto al trono, con vicino l'imperatore inginocchiato (che si suole identificare in Leone VI il saggio, imperatore bizantino nell'866). Ad essa si aggiungono, al lato opposto, le grandi opere ottomane, come il Mihrab che aiutava i musulmani a dirigere le preghiere verso la Mecca, la grande scala sulla destra, il Minbar, che impressiona per la finezza delle decorazioni dorate e che porta al pulpito dal quale veniva dato il sermone, la Loggia del Sultano costruita dagli italiani fratelli Fossati all'atto della loro restaurazione del XIX secolo. La Piazza dell'Incoronazione è invece il luogo in cui ergeva il trono dell'imperatore di Bisanzio, la troviamo tra i quattro müezzin in marmo e la biblioteca di Mahmut I del 1739. Tra una colonna e l'altra (alte circa 20 metri) e i piccoli recinti di cultura ottomana (come i maqsura, dove gli anziani usavano leggere il corano), è bene andare alla ricerca di quella di San Gregorio Taumaturgo, all'angolo sinistro subito dopo l'entrata, che la tradizione vuole possedere dei poteri curativi.
Dal piano terra, e ancora meglio dalle gallerie, si ha modo di ammirare gli splendidi mosaici di Santa Sofia, risalenti al periodo bizantino e cristiano successivo e raffiguranti il Cristo, la Vergine Maria, Santi, imperatori e imperatrici. I più noti e meglio conservati sono quello della Porta Imperiale di cui sopra e quello dell'entrata sud-occidentale, scoperto durante la restaurazione dei fratelli Fossati e raffigurante la Vergine Maria con il bambino Gesù, affiancata dall'imperatore Costantino che le mostra una modello della città e Giustiniano che a lei offre la stessa basilica (il significato dei monogrammi alla destra e alla sinistra della Madonna? “Madre di Dio”).
Tra gli altri mosaici si ammirano anche quello della Vergine con bambino dell'abside di Theotolos, notabile in alto, nella parete della cupola superiore e classificato come uno dei primi ad essere creati (venne inaugurato nell'867, nonostante pare sia una ricostruzione di quello che andò precedentemente distrutto). Si accompagnano ad esso, il mosaico dell'imperatore Alessandro III e il mosaico dell'imperatrice Zoe, con nel mezzo il Cristo e l'imperatore Costantino IX Monomaco. Del 1122 è il mosaico di Comnenus (nella parete est della galleria meridionale), raffigurante la Vergine Maria vestita di blu, con in grembo il bambin Gesù e affianco lo stesso imperatore Giovanni II Comnenus e imperatrice ungherese Irene, mentre del 1261 è il cosiddetto mosaico di Deisis (che deriva cioè dal tema iconografico bizantino) raffigurante appunto la Vergine Maria, Giovanni Battista e Cristo Pantocratore (Onnipotente).
Oltre ai mosaici, Santa Sofia emoziona anche per i grandi medaglioni di calligrafia turca presenti, in totale sono otto, tutti riproducenti i nomi sacri musulmani: Allah, califfo Abu Bakr, Umar, Uthman e Ali, Mohammed, Hasan Husayn. Li troviamo nella più pura espressione arabo-islamica, grandi e circolari, appesi alle alte pareti delle gallerie superiori (quello di Allah accanto all'abside, sotto il mosaico raffigurante l'Arcangelo Gabriele). Furono aggiunte nel XIX secolo durante la restaurazione della moschea. In aggiunta, non si ha di certo modo di non notare le splendide piastrelle di Iznik, decoranti l'antico mausoleo di Selim II, edificato nel 1577 sotto progetto dell'architetto Sinan e la fontana delle abluzioni, costruita in stile roccoco turco.
Nel 1935 il presidente della nuova Repubblica turca, Mustafa Kemal Ataturk, trasformò la Santa Sofia in un museo aperto a tutte le culture del mondo. Dal 2006 sono sempre più numerose le celebrazioni di rito islamico che pare abbiano luogo all'interno della struttura.
Cerca nel web
Visualizzazione post con etichetta Costantinopoli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Costantinopoli. Mostra tutti i post
martedì 27 dicembre 2022
lunedì 14 marzo 2022
#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 14 marzo.
Il 14 marzo 497 nasce Teodora, imperatrice bizantina.
Teodora, imperatrice bizantina moglie di Giustiniano, nasce a Costantinopoli.
Nel 532, davanti ad una folla in tumulto che gridava "Vittoria! Vittoria", Giustiniano I sovrano dell'Impero Romano d'Oriente, fu sul punto di fuggire da palazzo. All'improvviso con un appello appassionato la moglie Teodora si rivolse a lui e ai suoi ufficiali terrorizzati: "Non è terribile che un imperatore diventi un fuggiasco, se vuoi metterti in salvo con la fuga, imperatore, naturalmente puoi farlo, tuttavia, per quanto mi riguarda, io terrò fede al vecchio detto secondo cui la porpora è un lenzuolo funebre" (Procopio, La guerra persiana).
Impressionati da queste parole l'imperatore e il suo seguito, tra cui il generale Bellisario, passarono all'azione. Il valoroso generale raccolse i suoi uomini e mosse contro la folla inferocita che nel frattempo si era radunata all'Ippodromo, un grande anfiteatro nelle vicinanze del palazzo. La repressione fu immediata. Si parla di trentamila uomini che Giustiniano abbia prima ucciso e poi gettato i corpi i mare. La cosiddetta rivolta Nika era finita quasi prima di cominciare.
Giustiniano uscì dalla dura prova più sicuro e potente di prima, proprio grazie alla risolutezza di Teodora. Le rese, inoltre, il giusto merito all'eroico comportamento decretando che partecipasse con lui nel governo dell'impero, cosa che Teodora fece con spietata efficienza. Teodora in realtà non era una signora, anzi proveniva da una famiglia di umili origini e aveva iniziato la sua carriera facendo la prostituta. Il padre ammaestrava gli orsi all'Ippodromo di Costantinopoli, centro di sport popolari come il combattimento tra orsi e cani e la corsa di cocchi. Probabilmente i primi compagni di giochi di Teodora, furono gli stallieri, i venditori ambulanti, i mezzani, le prostitute e i piccoli furfanti di mezza tacca.
Le donne che tenevano alla propria reputazione evitavano i corridoi dell'Ippodromo, tuttavia fu proprio in questo posto che Teodora all'età di dodici anni, si unì alla sorella maggiore, e cominciò a calcare le scene e questo nell'Impero Romano d'Oriente equivaleva a entrare in un bordello.
Procopio, storico contemporaneo, raccontava che Teodora non era un'attrice di talento, però era bella, intelligente, piena di grazia e disposta a esibirsi in situazioni e atteggiamenti lascivi.
Certamente gli aspetti e le circostanze più piccanti del suo passato, sono stati esagerati da Procopio che ha sempre avuto una nota ostilità verso l'imperatrice. Tuttavia sulla dissolutezza della futura imperatrice non vi sono molti dubbi.
Probabilmente a differenza di quello che affermava Procopio, non si esibiva sulla scena compiendo atti osceni con delle oche, e neppure cenava con quaranta uomini ai quali concedeva le sue grazie, come affermava lo storico britannico Edward Gibbon.
Per un certo periodo fu l'amante del governatore della Pirenaica (l'odierna Libia), alla fine trovò la sua strada con l'erede al trono bizantino Giustiniano, prima come amante, poi come moglie.
Nel 527 divenuto imperatore Giustiniano, Teodora, che non aveva ancora trent'anni fu incoronata al suo fianco. Dopo il matrimonio, riuscì a conquistarsi una buona rispettabilità, e in apparenza fu sempre fedele a Giustiniano. Ad ogni modo, ben pochi osavano mettere in dubbio la sua moralità, anche perché era meglio non averla come nemica.
Teodora disponeva di un esercito di spie che le riferivano chi sparlava del suo passato o criticava la sua condotta, chi si macchiava di questa "colpa" veniva gettato in prigione, torturato o anche lasciato morire. Si raccontava che dopo aver dato alla luce un figlio, lo avesse abbandonato subito. Quando il ragazzo, anni dopo le si presentò davanti, rivelandosi come suo figlio illegittimo, l'imperatrice lo fece sparire e nessuno ne seppe più nulla.
Ferma sostenitrice della Chiesa orientale si mostrò intollerante verso i fedeli della Chiesa di Roma. Per suo marito e il suo impero, una donna come Teodora era quanto di meglio potesse loro capitare. Il suo coraggio, il suo intuito politico e la sua forza di volontà furono un'enorme aiuto per Bisanzio. L'imperatrice fece costruire monasteri, orfanotrofi e ospedali per i più poveri.
Mise fine alla tratta delle prostitute, riscattandole dai bordelli per rieducarle e riportarle sulla retta via, dichiarò lo sfruttamento della prostituzione un reato punibile dalla legge. L'imperatrice spinse sempre Giustiniano a prendere decisioni grazie alle quali la maggior parte degli storici lo annovera fra i grandi imperatori d'Oriente.
Non ancora cinquantenne, Teodora morì il 28 giugno dell'anno 548; Giustiniano regnò per altri diciassette anni. Il codice giustiniano, la conquista dei molti territori in Italia e per finire, la costruzione della splendida basilica di Santa Sofia a Costantinopoli, risalgono tutte al tempo in cui Teodora regnava al suo fianco.
Il 14 marzo 497 nasce Teodora, imperatrice bizantina.
Teodora, imperatrice bizantina moglie di Giustiniano, nasce a Costantinopoli.
Nel 532, davanti ad una folla in tumulto che gridava "Vittoria! Vittoria", Giustiniano I sovrano dell'Impero Romano d'Oriente, fu sul punto di fuggire da palazzo. All'improvviso con un appello appassionato la moglie Teodora si rivolse a lui e ai suoi ufficiali terrorizzati: "Non è terribile che un imperatore diventi un fuggiasco, se vuoi metterti in salvo con la fuga, imperatore, naturalmente puoi farlo, tuttavia, per quanto mi riguarda, io terrò fede al vecchio detto secondo cui la porpora è un lenzuolo funebre" (Procopio, La guerra persiana).
Impressionati da queste parole l'imperatore e il suo seguito, tra cui il generale Bellisario, passarono all'azione. Il valoroso generale raccolse i suoi uomini e mosse contro la folla inferocita che nel frattempo si era radunata all'Ippodromo, un grande anfiteatro nelle vicinanze del palazzo. La repressione fu immediata. Si parla di trentamila uomini che Giustiniano abbia prima ucciso e poi gettato i corpi i mare. La cosiddetta rivolta Nika era finita quasi prima di cominciare.
Giustiniano uscì dalla dura prova più sicuro e potente di prima, proprio grazie alla risolutezza di Teodora. Le rese, inoltre, il giusto merito all'eroico comportamento decretando che partecipasse con lui nel governo dell'impero, cosa che Teodora fece con spietata efficienza. Teodora in realtà non era una signora, anzi proveniva da una famiglia di umili origini e aveva iniziato la sua carriera facendo la prostituta. Il padre ammaestrava gli orsi all'Ippodromo di Costantinopoli, centro di sport popolari come il combattimento tra orsi e cani e la corsa di cocchi. Probabilmente i primi compagni di giochi di Teodora, furono gli stallieri, i venditori ambulanti, i mezzani, le prostitute e i piccoli furfanti di mezza tacca.
Le donne che tenevano alla propria reputazione evitavano i corridoi dell'Ippodromo, tuttavia fu proprio in questo posto che Teodora all'età di dodici anni, si unì alla sorella maggiore, e cominciò a calcare le scene e questo nell'Impero Romano d'Oriente equivaleva a entrare in un bordello.
Procopio, storico contemporaneo, raccontava che Teodora non era un'attrice di talento, però era bella, intelligente, piena di grazia e disposta a esibirsi in situazioni e atteggiamenti lascivi.
Certamente gli aspetti e le circostanze più piccanti del suo passato, sono stati esagerati da Procopio che ha sempre avuto una nota ostilità verso l'imperatrice. Tuttavia sulla dissolutezza della futura imperatrice non vi sono molti dubbi.
Probabilmente a differenza di quello che affermava Procopio, non si esibiva sulla scena compiendo atti osceni con delle oche, e neppure cenava con quaranta uomini ai quali concedeva le sue grazie, come affermava lo storico britannico Edward Gibbon.
Per un certo periodo fu l'amante del governatore della Pirenaica (l'odierna Libia), alla fine trovò la sua strada con l'erede al trono bizantino Giustiniano, prima come amante, poi come moglie.
Nel 527 divenuto imperatore Giustiniano, Teodora, che non aveva ancora trent'anni fu incoronata al suo fianco. Dopo il matrimonio, riuscì a conquistarsi una buona rispettabilità, e in apparenza fu sempre fedele a Giustiniano. Ad ogni modo, ben pochi osavano mettere in dubbio la sua moralità, anche perché era meglio non averla come nemica.
Teodora disponeva di un esercito di spie che le riferivano chi sparlava del suo passato o criticava la sua condotta, chi si macchiava di questa "colpa" veniva gettato in prigione, torturato o anche lasciato morire. Si raccontava che dopo aver dato alla luce un figlio, lo avesse abbandonato subito. Quando il ragazzo, anni dopo le si presentò davanti, rivelandosi come suo figlio illegittimo, l'imperatrice lo fece sparire e nessuno ne seppe più nulla.
Ferma sostenitrice della Chiesa orientale si mostrò intollerante verso i fedeli della Chiesa di Roma. Per suo marito e il suo impero, una donna come Teodora era quanto di meglio potesse loro capitare. Il suo coraggio, il suo intuito politico e la sua forza di volontà furono un'enorme aiuto per Bisanzio. L'imperatrice fece costruire monasteri, orfanotrofi e ospedali per i più poveri.
Mise fine alla tratta delle prostitute, riscattandole dai bordelli per rieducarle e riportarle sulla retta via, dichiarò lo sfruttamento della prostituzione un reato punibile dalla legge. L'imperatrice spinse sempre Giustiniano a prendere decisioni grazie alle quali la maggior parte degli storici lo annovera fra i grandi imperatori d'Oriente.
Non ancora cinquantenne, Teodora morì il 28 giugno dell'anno 548; Giustiniano regnò per altri diciassette anni. Il codice giustiniano, la conquista dei molti territori in Italia e per finire, la costruzione della splendida basilica di Santa Sofia a Costantinopoli, risalgono tutte al tempo in cui Teodora regnava al suo fianco.
Iscriviti a:
Post (Atom)
Cerca nel blog
Archivio blog
-
▼
2026
(255)
-
▼
settembre
(11)
- 33 anni di Amico Rom
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi
-
▼
settembre
(11)

