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L'umanità l'ho divisa in due categorie di persone: uomini e caporali.
La categoria degli uomini è la maggioranza, quella dei caporali, per fortuna, è la minoranza.
Gli
uomini sono quelli esseri costretti a lavorare tutta la vita come
bestie, senza vedere mai un raggio di sole, senza avere mai la minima
soddisfazione, sempre nell'ombra grigia di un'esistenza grama.
I
caporali sono, appunto, coloro che sfruttano, che maltrattano, che
umiliano. Questi esseri invasati dalla loro bramosia di guadagno, li
troviamo sempre a galla, ai posti di comando, spesso senza averne
l'autorità, l'abilità o l'intelligenza ma con la sola bravura delle loro
facce toste, della loro prepotenza, pronti a vessare il pover'uomo
qualunque.
Caporali si nasce, non si diventa: a qualunque ceto essi
appartengano, di qualunque nazione essi siano, hanno sempre le stesse
facce, le stesse espressioni, gli stessi modi, pensano tutti alla stessa
maniera.
fonte web: http://www.poesieracconti.it/racconti/a/antonio-de-curtis