Buongiorno, oggi è il 21 aprile.
Il 21 aprile 1924 muore a Pittsburgh la grande attrice Eleonora Duse.
Definita meritatamente la più grande attrice teatrale di tutti i tempi, Eleonora Duse è stata un "mito" del teatro italiano: a cavallo tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, ha rappresentato con la sua profonda sensibilità recitativa e la sua grandissima naturalezza, opere di grandi autori come D'Annunzio, Verga, Ibsen e Dumas. Nata il 3 ottobre 1858 in una stanza d'albergo di Vigevano (Pavia) dove la madre, attrice girovaga, sostò per partorire, Eleonora Duse non frequenta una scuola, ma a quattro anni è già sul palcoscenico: per farla piangere, come richiede la parte, qualcuno dietro le quinte la picchia sulle gambe.
A dodici anni sostituisce la madre ammalata nei ruoli di protagonista della "Francesca da Rimini" di Pellico, e della "Pia dé Tolomei" di Marenco. Nel 1873 ottiene il primo ruolo stabile; sosterrà parti da "ingenua" nella compagnia paterna; nel 1875 sarà invece "seconda" donna nella compagnia Pezzana-Brunetti.
All'età di vent'anni Eleonora Duse viene assunta con il ruolo di "prima amorosa" nella compagnia Ciotti-Belli-Blanes. Ottiene il primo grande successo nel 1879, interpretando con struggente sensibilità, a capo di una compagnia con Giacinto Pezzana, la "Teresa Raquin" di Zola.
A ventitré anni è già prima attrice, e a ventinove capocomica: è lei a scegliere il repertorio e la troupe, e ad interessarsi della produzione e delle finanze. E tutta la vita avrebbe imposto le sue scelte, portando al successo autori di rottura, come il Verga di "Cavalleria rusticana", che rappresenta con enorme successo nel 1884. Tra i maggiori successi di quegli anni troviamo "La principessa di Bagdad", "La moglie di Claudio", "La signora delle camelie" e molti altri drammi di Sardou, Dumas e Renan.
Attrice sensibilissima, Eleonora Duse si preoccupa di rafforzare con lo studio e con la cultura le sue doti innate: per far questo si sarebbe rivolta ad un repertorio di livello artistico sempre più alto, interpretando opere come "Antonio e Cleopatra" di Shakespeare (1888), "Casa di bambola" di Ibsen (1891) e alcuni drammi di Gabriele D'Annunzio ("La città morta", "La Gioconda", "Sogno di un mattino di primavera", "La gloria"), col quale avrebbe avuto un'intensa quanto tormentata storia d'amore, durata diversi anni.
Nei primi anni del Novecento la Duse aggiunge al suo repertorio altre opere di Ibsen, quali "La donna del mare", "Edda Gabler", "Rosmersholm", che rappresenterà per la prima volta a Firenze nel 1906. Nel 1909 avviene il suo ritiro dalle scene. In seguito la grande attrice appare in un film muto, "Cenere" (1916), diretto ed interpretato da Febo Mari, tratto dal romanzo omonimo di Grazia Deledda.
La "Divina" tornerà sulle scene nel 1921 con "La donna del mare", portato anche a Londra nel 1923.
Si spegne a causa di una polmonite nel corso di una lunghissima tournée negli Stati Uniti, all'età di sessantacinque anni, il 21 aprile 1924 a Pittsburgh. Viene poi sepolta secondo volontà nel cimitero di Asolo (TV).
È sfumata, nella Duse, la separazione tra donna e attrice. Come lei stessa scrisse a un critico teatrale: "Quelle povere donne delle mie commedie mi sono talmente entrate nel cuore e nella testa che mentre io m'ingegno di farle capire alla meglio a quelli che m'ascoltano, quasi volessi confortarle, sono esse che adagio adagio hanno finito per confortare me".
La "Divina" non si truccava mai in scena o fuoriscena, né temeva di indossare il viola, aborrito dalla gente di spettacolo, né amava le prove, che preferiva nei foyer degli alberghi piuttosto che in teatro. Aveva una passione per i fiori, che spargeva sul palcoscenico, indossava sui vestiti, e teneva in mano giocherellandoci sopra pensiero. Dal carattere determinato recitava spesso in piedi con le mani sui fianchi e seduta con i gomiti sulle ginocchia: atteggiamenti sfrontati per quei tempi, che tuttavia l'hanno fatta conoscere e amare dal pubblico, e che la fanno ricordare come la più grande di tutte.
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venerdì 21 aprile 2023
giovedì 20 aprile 2023
#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 20 aprile.
Il 20 aprile 2013 Giorgio Napolitano, primo nella storia della Repubblica Italiana, viene eletto per un secondo mandato da Presidente.
Giorgio Napolitano nasce a Napoli il giorno 29 giugno 1925. Laureatosi in giurisprudenza alla fine del 1947 presso l'Università di Napoli, già dal 1945-1946 è attivo nel movimento per i Consigli studenteschi di Facoltà e delegato al 1° Congresso nazionale universitario.
Fin dal 1942, a Napoli, iscrittosi all'Università, fa parte di un gruppo di giovani antifascisti che aderisce, nel 1945, al Partito comunista italiano, di cui Napolitano sarà militante e poi dirigente fino alla costituzione del partito democratico della sinistra.
Dall'autunno del 1946 alla primavera del 1948 Giorgio Napolitano fa parte della segreteria del Centro Economico Italiano per il Mezzogiorno presieduto dal senatore Paratore. Partecipa poi attivamente al Movimento per la Rinascita del Mezzogiorno fin dalla sua nascita (dicembre 1947) e per oltre dieci anni.
Viene eletto alla Camera dei deputati per la prima volta nel 1953 e ne farà parte - tranne che nella IV legislatura - fino al 1996, riconfermato sempre nella circoscrizione di Napoli.
La sua attività parlamentare si svolge nella fase iniziale in seno alla Commissione Bilancio e Partecipazioni Statali, concentrandosi - anche nei dibattiti in Assemblea - sui problemi dello sviluppo del Mezzogiorno e sui temi della politica economica nazionale.
Nella VIII (dal 1981) e nella IX Legislatura (fino al 1986) è Presidente del Gruppo dei deputati comunisti.
Negli anni '80 si impegna sui problemi della politica internazionale ed europea, sia nella Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati, sia come membro (1984-1992 e 1994-1996) della delegazione italiana all'Assemblea dell'Atlantico del Nord, sia attraverso molteplici iniziative di carattere politico e culturale.
Già a partire dagli anni '70 svolge vaste attività di conferenze all'estero: negli istituti di politica internazionale in Gran Bretagna e in Germania, presso numerose Università degli Stati Uniti (Harvard, Princeton, Yale, Chicago, Berkeley, SAIS e CSIS di Washington).
Dal 1989 al 1992 è membro del Parlamento europeo.
Nell'XI legislatura, il 3 giugno 1992, Giorgio Napolitano viene eletto Presidente della Camera dei deputati, restando in carica fino alla conclusione della legislatura nell'aprile del 1994.
Nella XII legislatura fa parte della Commissione affari esteri ed è Presidente della Commissione speciale per il riordino del settore radiotelevisivo.
Nella XIII legislatura è Ministro dell'interno e per il coordinamento della protezione civile nel Governo Prodi, dal maggio 1996 all'ottobre 1998.
Dal 1995 è Presidente del Consiglio Italiano del Movimento europeo.
Dal giugno 1999 al giugno 2004 è Presidente della Commissione per gli Affari costituzionali del Parlamento europeo.
Nella XIV legislatura, viene nominato Presidente della Fondazione della Camera dei deputati dal Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, mantenendo l'incarico fino alla conclusione della legislatura.
Nominato senatore a vita il 23 settembre 2005 dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, Napolitano gli succede il 10 maggio 2006 quando viene eletto Presidente della Repubblica Italiana con 543 voti. Presta giuramento il 15 maggio 2006.
La sua dedizione alla causa della democrazia parlamentare e il suo contributo al riavvicinamento tra la sinistra italiana e il socialismo europeo, gli valgono il conferimento - nel 1997 ad Hannover - del premio internazionale Leibniz-Ring per l'impegno "di tutta una vita".
Nel 2004 l'Università degli Studi di Bari gli conferisce la laurea honoris causa in scienze politiche.
Giorgio Napolitano ha collaborato in particolare alla rivista "Società" e (dal 1954 al 1960) alla rivista "Cronache meridionali" con saggi sul dibattito meridionalista dopo la Liberazione e sul pensiero di Guido Dorso, sulle politiche di riforma agraria e sulle tesi di Manlio Rossi-Doria, sull'industrializzazione del Mezzogiorno.
Nel 1962 ha pubblicato il suo primo libro "Movimento operaio e industria di Stato", con particolare riferimento alle elaborazioni di Pasquale Saraceno.
Nel 1975 ha pubblicato il libro "Intervista sul PCI" con Eric Hobsbawm, tradotto in oltre dieci paesi.
Del 1979 è il libro "In mezzo al guado" riferito al periodo della solidarietà democratica (1976-79), durante il quale fu portavoce del PCI e tenne i rapporti con il governo Andreotti sui temi dell'economia e del sindacato.
Il libro "Oltre i vecchi confini" del 1988 ha affrontato le problematiche emerse negli anni del disgelo tra Est e Ovest, con la presidenza Reagan negli USA e la leadership di Gorbaciov nell'URSS.
Nel libro "Al di là del guado: la scelta riformista" sono raccolti gli interventi dal 1986 al 1990.
Nel libro "Europa e America dopo l'89", del 1992, sono raccolte le conferenze tenute negli Stati Uniti dopo la caduta del muro di Berlino e dei regimi comunisti in Europa centrale e orientale.
Nel 1994 ha pubblicato il libro, in parte sotto forma di diario, "Dove va la Repubblica - Una transizione incompiuta" dedicato agli anni della XI legislatura, vissuta come Presidente della Camera dei Deputati.
Nel 2002, ha pubblicato il libro una "Europa politica", nel pieno del suo impegno come Presidente della Commissione per gli Affari costituzionali del Parlamento europeo.
Poi ancora: Dal PCI al socialismo europeo. Un'autobiografia politica, Roma-Bari, Laterza, 2005.
Una transizione incompiuta?, Milano, BUR, 2006.
Altiero Spinelli e l'Europa, Bologna, Il mulino, 2007.
Una e indivisibile. Riflessioni sui 150 anni della nostra Italia, Roma, Rizzoli, 2011.
Il Dio ignoto, con Gianfranco Ravasi e con Ferruccio de Bortoli, Milano, Corriere della Sera, 2013.
La via maestra. L'Europa e il ruolo dell'Italia nel mondo, conversazione con Federico Rampini, Milano, Mondadori, 2013.
La fine del suo mandato di Presidente della Repubblica coincide con il periodo successivo alle elezioni politiche del 2013; i risultati di tali elezioni vedono il Pd vincitore ma con misura esigua rispetto ai partiti avversari Pdl e Movimento 5 Stelle; il disastroso tentativo dei partiti di trovare ed eleggere un nuovo Presidente, porta Napolitano a ricandidarsi per un secondo mandato. Per la prima volta nella storia della Repubblica uno stesso presidente rimane in carica per due volte consecutive: il giorno 20 aprile 2013, Giorgio Napolitano viene nuovamente eletto. Si dimette dalla carica il 14 gennaio 2015, all'indomani del termine del semestre che ha visto l'Italia alla guida del Consiglio Europeo.
E' il presidente della Repubblica più longevo, con i suoi 97 anni.
Il 20 aprile 2013 Giorgio Napolitano, primo nella storia della Repubblica Italiana, viene eletto per un secondo mandato da Presidente.
Giorgio Napolitano nasce a Napoli il giorno 29 giugno 1925. Laureatosi in giurisprudenza alla fine del 1947 presso l'Università di Napoli, già dal 1945-1946 è attivo nel movimento per i Consigli studenteschi di Facoltà e delegato al 1° Congresso nazionale universitario.
Fin dal 1942, a Napoli, iscrittosi all'Università, fa parte di un gruppo di giovani antifascisti che aderisce, nel 1945, al Partito comunista italiano, di cui Napolitano sarà militante e poi dirigente fino alla costituzione del partito democratico della sinistra.
Dall'autunno del 1946 alla primavera del 1948 Giorgio Napolitano fa parte della segreteria del Centro Economico Italiano per il Mezzogiorno presieduto dal senatore Paratore. Partecipa poi attivamente al Movimento per la Rinascita del Mezzogiorno fin dalla sua nascita (dicembre 1947) e per oltre dieci anni.
Viene eletto alla Camera dei deputati per la prima volta nel 1953 e ne farà parte - tranne che nella IV legislatura - fino al 1996, riconfermato sempre nella circoscrizione di Napoli.
La sua attività parlamentare si svolge nella fase iniziale in seno alla Commissione Bilancio e Partecipazioni Statali, concentrandosi - anche nei dibattiti in Assemblea - sui problemi dello sviluppo del Mezzogiorno e sui temi della politica economica nazionale.
Nella VIII (dal 1981) e nella IX Legislatura (fino al 1986) è Presidente del Gruppo dei deputati comunisti.
Negli anni '80 si impegna sui problemi della politica internazionale ed europea, sia nella Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati, sia come membro (1984-1992 e 1994-1996) della delegazione italiana all'Assemblea dell'Atlantico del Nord, sia attraverso molteplici iniziative di carattere politico e culturale.
Già a partire dagli anni '70 svolge vaste attività di conferenze all'estero: negli istituti di politica internazionale in Gran Bretagna e in Germania, presso numerose Università degli Stati Uniti (Harvard, Princeton, Yale, Chicago, Berkeley, SAIS e CSIS di Washington).
Dal 1989 al 1992 è membro del Parlamento europeo.
Nell'XI legislatura, il 3 giugno 1992, Giorgio Napolitano viene eletto Presidente della Camera dei deputati, restando in carica fino alla conclusione della legislatura nell'aprile del 1994.
Nella XII legislatura fa parte della Commissione affari esteri ed è Presidente della Commissione speciale per il riordino del settore radiotelevisivo.
Nella XIII legislatura è Ministro dell'interno e per il coordinamento della protezione civile nel Governo Prodi, dal maggio 1996 all'ottobre 1998.
Dal 1995 è Presidente del Consiglio Italiano del Movimento europeo.
Dal giugno 1999 al giugno 2004 è Presidente della Commissione per gli Affari costituzionali del Parlamento europeo.
Nella XIV legislatura, viene nominato Presidente della Fondazione della Camera dei deputati dal Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, mantenendo l'incarico fino alla conclusione della legislatura.
Nominato senatore a vita il 23 settembre 2005 dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, Napolitano gli succede il 10 maggio 2006 quando viene eletto Presidente della Repubblica Italiana con 543 voti. Presta giuramento il 15 maggio 2006.
La sua dedizione alla causa della democrazia parlamentare e il suo contributo al riavvicinamento tra la sinistra italiana e il socialismo europeo, gli valgono il conferimento - nel 1997 ad Hannover - del premio internazionale Leibniz-Ring per l'impegno "di tutta una vita".
Nel 2004 l'Università degli Studi di Bari gli conferisce la laurea honoris causa in scienze politiche.
Giorgio Napolitano ha collaborato in particolare alla rivista "Società" e (dal 1954 al 1960) alla rivista "Cronache meridionali" con saggi sul dibattito meridionalista dopo la Liberazione e sul pensiero di Guido Dorso, sulle politiche di riforma agraria e sulle tesi di Manlio Rossi-Doria, sull'industrializzazione del Mezzogiorno.
Nel 1962 ha pubblicato il suo primo libro "Movimento operaio e industria di Stato", con particolare riferimento alle elaborazioni di Pasquale Saraceno.
Nel 1975 ha pubblicato il libro "Intervista sul PCI" con Eric Hobsbawm, tradotto in oltre dieci paesi.
Del 1979 è il libro "In mezzo al guado" riferito al periodo della solidarietà democratica (1976-79), durante il quale fu portavoce del PCI e tenne i rapporti con il governo Andreotti sui temi dell'economia e del sindacato.
Il libro "Oltre i vecchi confini" del 1988 ha affrontato le problematiche emerse negli anni del disgelo tra Est e Ovest, con la presidenza Reagan negli USA e la leadership di Gorbaciov nell'URSS.
Nel libro "Al di là del guado: la scelta riformista" sono raccolti gli interventi dal 1986 al 1990.
Nel libro "Europa e America dopo l'89", del 1992, sono raccolte le conferenze tenute negli Stati Uniti dopo la caduta del muro di Berlino e dei regimi comunisti in Europa centrale e orientale.
Nel 1994 ha pubblicato il libro, in parte sotto forma di diario, "Dove va la Repubblica - Una transizione incompiuta" dedicato agli anni della XI legislatura, vissuta come Presidente della Camera dei Deputati.
Nel 2002, ha pubblicato il libro una "Europa politica", nel pieno del suo impegno come Presidente della Commissione per gli Affari costituzionali del Parlamento europeo.
Poi ancora: Dal PCI al socialismo europeo. Un'autobiografia politica, Roma-Bari, Laterza, 2005.
Una transizione incompiuta?, Milano, BUR, 2006.
Altiero Spinelli e l'Europa, Bologna, Il mulino, 2007.
Una e indivisibile. Riflessioni sui 150 anni della nostra Italia, Roma, Rizzoli, 2011.
Il Dio ignoto, con Gianfranco Ravasi e con Ferruccio de Bortoli, Milano, Corriere della Sera, 2013.
La via maestra. L'Europa e il ruolo dell'Italia nel mondo, conversazione con Federico Rampini, Milano, Mondadori, 2013.
La fine del suo mandato di Presidente della Repubblica coincide con il periodo successivo alle elezioni politiche del 2013; i risultati di tali elezioni vedono il Pd vincitore ma con misura esigua rispetto ai partiti avversari Pdl e Movimento 5 Stelle; il disastroso tentativo dei partiti di trovare ed eleggere un nuovo Presidente, porta Napolitano a ricandidarsi per un secondo mandato. Per la prima volta nella storia della Repubblica uno stesso presidente rimane in carica per due volte consecutive: il giorno 20 aprile 2013, Giorgio Napolitano viene nuovamente eletto. Si dimette dalla carica il 14 gennaio 2015, all'indomani del termine del semestre che ha visto l'Italia alla guida del Consiglio Europeo.
E' il presidente della Repubblica più longevo, con i suoi 97 anni.
mercoledì 19 aprile 2023
#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 19 aprile.
Il 19 aprile 1971 Charles Manson viene condannato all'ergastolo per l'omicidio di Sharon Tate.
Nelle prime ore del 9 agosto 1969, a Los Angeles, una promettente attrice statunitense fu uccisa insieme ad altre quattro persone nella sua abitazione, una villa nel nord di Beverly Hills, da uomini armati che erano riusciti a entrare in casa sua. Per la violenza, imprevedibilità e atrocità di quel massacro, e a causa della popolarità delle persone coinvolte nella vicenda, quello che accadde quella notte divenne in poche ore – negli Stati Uniti e nel mondo – una delle storie più brutte e note degli ultimi cinquant’anni. L’attrice uccisa era Sharon Tate, aveva 26 anni ed era all’ottavo mese di gravidanza. Suo marito era il noto regista polacco Roman Polanski. Gli assassini erano i seguaci di una setta guidata da Charles Manson, mandante degli omicidi, e il cui gruppo ottenne la sua massima notorietà proprio in seguito ai tragici fatti di quella notte.
Sharon Tate aveva interpretato alcuni ruoli in diverse serie televisive, e aveva recitato in alcuni film: quelli relativamente più famosi erano stati fino a quel momento Cerimonia per un delitto, nel 1966, e Per favore non mordermi sul collo e La valle della bambole, l’anno successivo. Di lei i media avevano preso a occuparsi sempre più spesso in seguito al suo matrimonio del 1967 con il regista Roman Polanski, che aveva conosciuto proprio durante le riprese di Per favore non mordermi sul collo, di cui Polanski era regista e attore.
Il 9 agosto Sharon Tate si trovava in casa con Jay Sebring, un suo amico e noto parrucchiere di Hollywood, e due amici di Polanski, Wojciech Frykowski e Abigail Folger (lui un aspirante scrittore, lei la sua fidanzata). Polanski era per motivi di lavoro a Londra.
Charles Manson era un 32enne originario di Cincinnati, nell’Ohio, che aveva già trascorso alcuni anni in carcere per reati come furto d’auto e sfruttamento della prostituzione. Da un paio di anni si era trasferito in California, dove aveva attirato intorno a sé alcuni giovani ragazzi e ragazze affascinati dal suo carisma, dalle sue canzoni – suonava la chitarra – e dalle sue conoscenze in materia di esoterismo. Ne era nato un gruppo chiamato la “Famiglia”, che aveva già compiuto furti e altri reati minori. Quel gruppo sotto l’influenza di Manson progettò nella prima settimana di agosto del 1969 una serie di omicidi a Los Angeles.
Manson ordinò a quattro membri del gruppo – Charles “Tex” Watson, Susan Atkins, Patricia Krenwinkel e Linda Kasabian – di compiere i primi omicidi in una villa che si trovava a 10050 Cielo Drive, nella zona nord di Beverly Hills. La villa apparteneva a Terry Melcher, un produttore discografico che Manson aveva conosciuto alcuni mesi prima, e che aveva rifiutato di aiutarlo a ottenere un contratto. In seguito si disse che Manson ordinò ai quattro membri del gruppo di uccidere “il più cruentemente possibile” chiunque avessero trovato in casa.
Watson, Atkins, Krenwinkel e Kasabian – armati di coltelli e di una pistola revolver calibro 22 – arrivarono alla villa intorno alla mezzanotte tra l’8 e il 9 agosto. Watson tagliò i cavi della rete telefonica all’esterno della proprietà e poi scavalcò la recinzione del parco intorno alla villa insieme ad altri due membri del gruppo. Intanto una terza persona – Linda Kasabian – era rimasta fuori di guardia. Il primo a essere ucciso fu un ragazzo di 18 anni, Steven Parent, un venditore porta a porta che stava percorrendo il vialetto dopo aver mostrato alcuni prodotti al custode della villa e suo amico, William Garretson. Watson sparò quattro colpi di pistola contro Parent, uccidendolo.
Stando alle ricostruzioni e alle confessioni fatte nel corso del processo per gli omicidi, i residenti della villa stavano dormendo nel momento dell’irruzione dei membri del gruppo. Dopo aver rimosso il vetro di una finestra, Watson fece entrare gli altri due. Tutte le quattro persone che si trovavano in casa furono portate in soggiorno: Tate e Sebring furono legati insieme per il collo, e Sebring fu il primo a essere ucciso: Watson gli sparò e poi lo accoltellò diverse volte.
Frykowski era stato legato per i polsi, e Susan Atkins era stata incaricata di sorvegliarlo. Tra i due ci fu uno scontro, prima che Watson intervenisse sparando a Frykowski e uccidendo anche lui. Folger, fidanzata di Frykowski, fu uccisa con diverse coltellate inferte anche da Patricia Krenwinkel. L’ultima a essere uccisa fu Tate, accoltellata 16 volte. Prima di andarsene, Atkins scrisse sulla porta di ingresso la parola “pig” (maiale) con un asciugamano sporco di sangue. Gli abiti degli assassini e le armi furono ritrovate poco lontano dalla zona.
I corpi di Tate e gli altri furono ritrovati dalla governante della villa intorno alle 8 del mattino del 9 agosto. La notte seguente, il gruppo di Manson, accompagnato dallo stesso Manson, uccise altre due persone – Leno LaBianca e sua moglie Rosemary – in una casa nel quartiere di Los Feliz, a Los Angeles. Stavolta scrissero sul frigorifero di casa dei LaBianca la scritta “Healter Skelter”, un riferimento a una canzone dei Beatles su cui Manson si era fissato da tempo, dicendo ai suoi che conteneva un messaggio in codice rivolto al gruppo.
Inizialmente i due delitti non furono collegati dalla polizia di Los Angeles, ma proprio i messaggi con il sangue lasciati dal gruppo Manson nelle abitazioni servirono a indirizzare le indagini. Intanto, a ottobre, Manson e altri due membri del gruppo erano stati arrestati per alcuni furti d’auto, e proprio in quel periodo le indagini presero una svolta decisiva grazie alle rivelazioni ai suoi compagni di cella di uno dei membri arrestati, Susan Atkins.
L’1 dicembre la polizia di Los Angeles annunciò l’arresto di Tex Watson, Patricia Krenwinkel e Linda Kasabian in relazione agli omicidi in casa di Sharon Tate, e sette giorni più tardi anche Manson – già in carcere per altri reati – fu accusato insieme al suo gruppo di omicidio di primo grado per il caso Tate-LaBianca, e poi per altri omicidi avvenuti in quel mese di agosto. Tutti i membri del gruppo accusati di omicidio per il caso Tate-LaBianca furono condannati a morte nel marzo 1971, ma la pena fu commutata in ergastolo dopo che nel 1972 la Corte Suprema dello stato della California abolì la legge sulla pena di morte.
Il 25 maggio 2007, presso il carcere di Corcoran, l'undicesima udienza richiesta da Manson per ottenere la libertà vigilata è stata respinta. L'uomo, 72 anni a quel tempo (di cui quarantadue trascorsi in carcere), non era presente all'udienza, ma dichiarò alla stampa per il tramite del proprio avvocato che nel 2012 avrebbe presentato puntualmente la sua dodicesima domanda di rilascio. Anche quest'ultima richiesta di scarcerazione anticipata è stata rifiutata nell'aprile 2012 dalle autorità della California. E' deceduto in carcere il 19 novembre 2017.
Susan Atkins, affetta da cancro al cervello, nel settembre 2009 ha chiesto la grazia al dipartimento di correzione e riabilitazione della California, ma le è stata rifiutata. La Atkins è deceduta il 24 settembre 2009 all'età di 61 anni (di cui 40 trascorsi in carcere) nel penitenziario di Chowchilla.
Charles Watson sta scontando il suo ergastolo nel Mule Creek State Prison in Ione, California. La libertà vigilata gli è stata rifiutata 18 volte. Potrà chiederla nuovamente nel novembre 2026.
Patricia Krenwinkel sta scontando la sua pena al California Institution for Women in Chino, California. La sua richiesta di libertà vigilata le è stata rifiutata 14 volte, potrà chiederla nuovamente quest'anno. Attualmente è la detenuta con più anni passati in carcere della California.
Linda Kasabian, la cui testimonianza al processo rappresentò la chiave per la condanna degli altri, ottenne l'immunità.
Il 19 aprile 1971 Charles Manson viene condannato all'ergastolo per l'omicidio di Sharon Tate.
Nelle prime ore del 9 agosto 1969, a Los Angeles, una promettente attrice statunitense fu uccisa insieme ad altre quattro persone nella sua abitazione, una villa nel nord di Beverly Hills, da uomini armati che erano riusciti a entrare in casa sua. Per la violenza, imprevedibilità e atrocità di quel massacro, e a causa della popolarità delle persone coinvolte nella vicenda, quello che accadde quella notte divenne in poche ore – negli Stati Uniti e nel mondo – una delle storie più brutte e note degli ultimi cinquant’anni. L’attrice uccisa era Sharon Tate, aveva 26 anni ed era all’ottavo mese di gravidanza. Suo marito era il noto regista polacco Roman Polanski. Gli assassini erano i seguaci di una setta guidata da Charles Manson, mandante degli omicidi, e il cui gruppo ottenne la sua massima notorietà proprio in seguito ai tragici fatti di quella notte.
Sharon Tate aveva interpretato alcuni ruoli in diverse serie televisive, e aveva recitato in alcuni film: quelli relativamente più famosi erano stati fino a quel momento Cerimonia per un delitto, nel 1966, e Per favore non mordermi sul collo e La valle della bambole, l’anno successivo. Di lei i media avevano preso a occuparsi sempre più spesso in seguito al suo matrimonio del 1967 con il regista Roman Polanski, che aveva conosciuto proprio durante le riprese di Per favore non mordermi sul collo, di cui Polanski era regista e attore.
Il 9 agosto Sharon Tate si trovava in casa con Jay Sebring, un suo amico e noto parrucchiere di Hollywood, e due amici di Polanski, Wojciech Frykowski e Abigail Folger (lui un aspirante scrittore, lei la sua fidanzata). Polanski era per motivi di lavoro a Londra.
Charles Manson era un 32enne originario di Cincinnati, nell’Ohio, che aveva già trascorso alcuni anni in carcere per reati come furto d’auto e sfruttamento della prostituzione. Da un paio di anni si era trasferito in California, dove aveva attirato intorno a sé alcuni giovani ragazzi e ragazze affascinati dal suo carisma, dalle sue canzoni – suonava la chitarra – e dalle sue conoscenze in materia di esoterismo. Ne era nato un gruppo chiamato la “Famiglia”, che aveva già compiuto furti e altri reati minori. Quel gruppo sotto l’influenza di Manson progettò nella prima settimana di agosto del 1969 una serie di omicidi a Los Angeles.
Manson ordinò a quattro membri del gruppo – Charles “Tex” Watson, Susan Atkins, Patricia Krenwinkel e Linda Kasabian – di compiere i primi omicidi in una villa che si trovava a 10050 Cielo Drive, nella zona nord di Beverly Hills. La villa apparteneva a Terry Melcher, un produttore discografico che Manson aveva conosciuto alcuni mesi prima, e che aveva rifiutato di aiutarlo a ottenere un contratto. In seguito si disse che Manson ordinò ai quattro membri del gruppo di uccidere “il più cruentemente possibile” chiunque avessero trovato in casa.
Watson, Atkins, Krenwinkel e Kasabian – armati di coltelli e di una pistola revolver calibro 22 – arrivarono alla villa intorno alla mezzanotte tra l’8 e il 9 agosto. Watson tagliò i cavi della rete telefonica all’esterno della proprietà e poi scavalcò la recinzione del parco intorno alla villa insieme ad altri due membri del gruppo. Intanto una terza persona – Linda Kasabian – era rimasta fuori di guardia. Il primo a essere ucciso fu un ragazzo di 18 anni, Steven Parent, un venditore porta a porta che stava percorrendo il vialetto dopo aver mostrato alcuni prodotti al custode della villa e suo amico, William Garretson. Watson sparò quattro colpi di pistola contro Parent, uccidendolo.
Stando alle ricostruzioni e alle confessioni fatte nel corso del processo per gli omicidi, i residenti della villa stavano dormendo nel momento dell’irruzione dei membri del gruppo. Dopo aver rimosso il vetro di una finestra, Watson fece entrare gli altri due. Tutte le quattro persone che si trovavano in casa furono portate in soggiorno: Tate e Sebring furono legati insieme per il collo, e Sebring fu il primo a essere ucciso: Watson gli sparò e poi lo accoltellò diverse volte.
Frykowski era stato legato per i polsi, e Susan Atkins era stata incaricata di sorvegliarlo. Tra i due ci fu uno scontro, prima che Watson intervenisse sparando a Frykowski e uccidendo anche lui. Folger, fidanzata di Frykowski, fu uccisa con diverse coltellate inferte anche da Patricia Krenwinkel. L’ultima a essere uccisa fu Tate, accoltellata 16 volte. Prima di andarsene, Atkins scrisse sulla porta di ingresso la parola “pig” (maiale) con un asciugamano sporco di sangue. Gli abiti degli assassini e le armi furono ritrovate poco lontano dalla zona.
I corpi di Tate e gli altri furono ritrovati dalla governante della villa intorno alle 8 del mattino del 9 agosto. La notte seguente, il gruppo di Manson, accompagnato dallo stesso Manson, uccise altre due persone – Leno LaBianca e sua moglie Rosemary – in una casa nel quartiere di Los Feliz, a Los Angeles. Stavolta scrissero sul frigorifero di casa dei LaBianca la scritta “Healter Skelter”, un riferimento a una canzone dei Beatles su cui Manson si era fissato da tempo, dicendo ai suoi che conteneva un messaggio in codice rivolto al gruppo.
Inizialmente i due delitti non furono collegati dalla polizia di Los Angeles, ma proprio i messaggi con il sangue lasciati dal gruppo Manson nelle abitazioni servirono a indirizzare le indagini. Intanto, a ottobre, Manson e altri due membri del gruppo erano stati arrestati per alcuni furti d’auto, e proprio in quel periodo le indagini presero una svolta decisiva grazie alle rivelazioni ai suoi compagni di cella di uno dei membri arrestati, Susan Atkins.
L’1 dicembre la polizia di Los Angeles annunciò l’arresto di Tex Watson, Patricia Krenwinkel e Linda Kasabian in relazione agli omicidi in casa di Sharon Tate, e sette giorni più tardi anche Manson – già in carcere per altri reati – fu accusato insieme al suo gruppo di omicidio di primo grado per il caso Tate-LaBianca, e poi per altri omicidi avvenuti in quel mese di agosto. Tutti i membri del gruppo accusati di omicidio per il caso Tate-LaBianca furono condannati a morte nel marzo 1971, ma la pena fu commutata in ergastolo dopo che nel 1972 la Corte Suprema dello stato della California abolì la legge sulla pena di morte.
Il 25 maggio 2007, presso il carcere di Corcoran, l'undicesima udienza richiesta da Manson per ottenere la libertà vigilata è stata respinta. L'uomo, 72 anni a quel tempo (di cui quarantadue trascorsi in carcere), non era presente all'udienza, ma dichiarò alla stampa per il tramite del proprio avvocato che nel 2012 avrebbe presentato puntualmente la sua dodicesima domanda di rilascio. Anche quest'ultima richiesta di scarcerazione anticipata è stata rifiutata nell'aprile 2012 dalle autorità della California. E' deceduto in carcere il 19 novembre 2017.
Susan Atkins, affetta da cancro al cervello, nel settembre 2009 ha chiesto la grazia al dipartimento di correzione e riabilitazione della California, ma le è stata rifiutata. La Atkins è deceduta il 24 settembre 2009 all'età di 61 anni (di cui 40 trascorsi in carcere) nel penitenziario di Chowchilla.
Charles Watson sta scontando il suo ergastolo nel Mule Creek State Prison in Ione, California. La libertà vigilata gli è stata rifiutata 18 volte. Potrà chiederla nuovamente nel novembre 2026.
Patricia Krenwinkel sta scontando la sua pena al California Institution for Women in Chino, California. La sua richiesta di libertà vigilata le è stata rifiutata 14 volte, potrà chiederla nuovamente quest'anno. Attualmente è la detenuta con più anni passati in carcere della California.
Linda Kasabian, la cui testimonianza al processo rappresentò la chiave per la condanna degli altri, ottenne l'immunità.
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