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sabato 6 aprile 2013

#Italy e i suoi #Borghi: Anghiari - Toscana


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Il nome

  Un fiume, il Tevere. Ha formato e forma, con il suo fluire, la Valle dove scorre. Importante per la prosperità della comunità da sempre. Da sempre la valle è divisa, in epoca romana fra regio VI (Umbria) e VII (Etruria), fra Bizantini e Longobardi, ancora fra Toscani e Stato Pontificio, oggi fra Toscana e Umbria; ma l’unità geografica che la contraddistingue, da sempre, ha favorito il naturale scambio di merci, prodotti, idee: così si è creato il presupposto per la compiutezza di una Terra unica. La Terra di Anghiari. 
 
La Storia 

• 1048, in una pergamena conservata a Città di Castello è riportato per la prima volta il nome di Anghiari.
• 1224, S. Francesco, di ritorno dalla Verna, è ospitato prima nel castello di Montauto nei dintorni di Anghiari, dove il conte Alberto donò al poverello di Assisi un nuovo saio, lasciando lì quello vecchio. Questo fu esposto dapprima in una piccola cappella accanto al castello, poi trasferito a Firenze nella chiesa degli Ognissanti. Oggi si trova alla Verna. L’altro luogo legato alle vicende di S.Francesco è la chiesa della Croce in Anghiari, sorta dove la tradizione vuole che il Santo abbia piantato una croce e benedetto la valle sottostante dove placido scorre il Tevere.
• 1386, Anghiari è in “accomandigia” a Firenze, rimarrà territorio toscano per sempre.
• 1440, il 29 giugno le truppe fiorentine e papali sconfiggono, nella pianura sotto le mura, l’esercito milanese di Filippo Maria Visconti. La Battaglia di Anghiari è l’evento storico che fa di questo borgo un Bastione di Toscana, poiché con la vittoria delle truppe fiorentine si afferma l’espansione dei domini fiorentini, poi toscani ad est.
Leonardo da Vinci rese immortale il mito della Battaglia con l’impresa pittorica commissionatagli nel salone dei 500 a Palazzo Vecchio in Firenze, dove però il maestro non riuscì a terminare felicemente l’opera. Conosciamo le forme di una parte del complesso apparato pittorico di Leonardo, grazie alle copie dai cartoni preparatori originali fatte da molti maestri, fra i quali il più celebre è Rubens.
Per una conoscenza più approfondita si invita a visitare il Palazzo della Battaglia, Museo delle Memorie e del Paesaggio nella Terra di Anghiari.

http://www.borghitalia.it/html/borgo_galleria_it.php?codice_borgo=761

Un capolavoro scomparso
 Anghiari è uno splendido borgo medievale che domina la verde valle dell’alto Tevere. Bastione inviolabile grazie alle potenti mura duecentesche, ebbe una grande importanza nel Medioevo per la sua posizione strategica.
Fiera della sua toscanità, Anghiari fu consacrata alleata e testimone della civiltà fiorentina dopo la battaglia del 29 giugno 1440 celebrata da Leonardo con un capolavoro scomparso, ancora oggi oggetto di ricerche. L’aura di mistero, che la magia del tempo rende ineffabile, penetra negli scorci medievali che rimandano a passioni splendenti, a ore febbrili, a rumori di spade. Questo angolo di Toscana ha visto il passaggio nel 1164 di Thomas Becket: l’Arcivescovo di Canterbury ottenne dagli allora signori di Anghiari le carbonaie del Castello dove gli Spedalieri di S. Antonio, suoi accompagnatori, costruirono un oratorio. Su di esso fu poi edificata (sec. XIII-XIV) la Chiesa di. Agostino, ampliata nel 1464 in seguito al crollo del campanile.

 
http://fotoalbum.virgilio.it/alice/abbetto/anghiaripaesediabbetto/sagostint.html

 Di origine ancora più antica, forse rupestre, è la Chiesa della Badia, il primo luogo di culto nel borgo (sec. XI).
 La delicata immagine tardotrecentesca del Crocifisso in legno dell’altare maggiore attira l’attenzione per due particolari: il perizoma del Cristo con la bella decorazione dipinta sullo sfondo e i capelli, veri, un tempo abbondanti e oggi tagliati per devozione. Nella Chiesa di S. Maria delle Grazie, costruita tra 1628 e 1740 e restaurata più volte esternamente, si trova dietro l’altare la Madonna delle Grazie, terracotta invetriata della bottega di Andrea della Robbia. L’imponente Rocca costituiva il nucleo fortificato attorno a cui si sviluppò Anghiari. Il Cassero fu luogo di difesa e monastero camaldolese, chiamato per questo Conventone. Insieme all’antico Cassero, la torre dell’orologio, detta il Campano, è un elemento emergente del paesaggio urbano di Anghiari. Terminata nel 1323, fu distrutta nel 1502 e ricostruita un secolo dopo, quando, per l’occasione, vi fu sistemato l’orologio. L’ultimo restauro è della prima metà dell’Ottocento.
 Al centro del nucleo antico del paese, il Palazzo Pretorio mostra nella facciata i segni della struttura originaria, con finestre ad arco a tutto sesto, un grande affresco situato sotto una loggia e stemmi in terracotta e pietra. Il Palazzo era parte della Rocca e fu residenza dei podestà e dei vicari della Repubblica Fiorentina fin dal 1386. Palazzo Taglieschi è subito riconoscibile per l’articolata facciata: infatti, pur essendo una costruzione rinascimentale, nasce dall’unione armonica di case-torri preesistenti. Di fronte vi è il Palazzo del Marzocco, edificio del XV secolo che apparteneva alla nobile famiglia degli Angelieri ed oggi, completamente restaurato, è sede del Centro di Documentazione della Battaglia di Anghiari.
L’antica via di ronda era il tracciato viario situato nella parte settentrionale delle mura. Dal 1444 questo tratto di cinta muraria ha subito numerosi interventi di ricostruzione al fine di rendere il borgo inespugnabile in caso d’attacco con artiglierie.
Con l’innalzamento delle mura (contemporaneo alla costruzione delle porte di S. Angelo e di S. Martino, tra il 1181 e il 1204) furono inglobate le merlature medievali ancora visibili in alcuni tratti. Gli interventi d’ampliamento della chiesa di S. Agostino culminarono nel 1463 con la singolare costruzione del torrione a pianta semicircolare.
In Piazza Baldaccio, già detta del Mercatale, è dal 1388 che ogni mercoledì si svolge il mercato, mentre il Teatro dei Ricomposti, costruito nel 1790 con una facciata in stile rinascimentale, riconsegna il borgo alla sua forte vocazione culturale.


http://www.reteteatralearetina.it/la-rete/le-stagioni/teatro-comunale-dei-ricomposti-di-anghiari.html

Il prodotto del borgo

  Il prodotto di Anghiari è la patina che si deposita sulle cose le ore che trascorrono impolverate sui nostri oggetti. Il borgo è un nido di consumati antiquari che battono le zone vicine alla ricerca di preziose testimonianze del passato. La passione si è trasformata in attività commerciale grazie alla presenza, in paese, di abili restauratori, artigiani capaci di restituire qualsiasi oggetto al suo primitivo splendore.

Il piatto del borgo

Sono i “bringoli” il classico piatto anghiarese: pasta dalla forma allungata di sola acqua e farina fatti a mano e conditi “col sugo finto”, una vera specialità!


fonte web:  http://www.borghitalia.it/html/borghi_centro_it.php

venerdì 5 aprile 2013

La Cittadina sul Lemene #Julia Concordia - Veneto

.magicoveneto.it/venezia/Portogruaro/Concordia-Sagittaria.htm  
                                                           

Concordia Sagittaria (Portogruarese, Venezia)

L'antica colonia romana "Julia Concordia", fondata nel 42 a.C., si trova nelle vicinanze della grossa cittadina  di Portogruaro, lungo il fiume Lemene ai margini delle bonifiche della Valle di Zignago e della laguna di Caorle.
L'epoca romana fu un periodo di grande prosperità, la città si trovava ad un importante incrocio della via Annia, tra Aquileia ed Altino, ed era dotata di terme e teatro.
Ma un importante insediamento esisteva da molto prima. E' documentata la presenza, forse paleo-veneta, fin dal X secolo a.C., reperti confermano una vasta attività artigianale soprattutto nel VIII secolo a.C. con un abitato lungo il fiume in posizione elevata (Motta) su di una grande duna fossile.
In epoca imperiale le terre circostanti erano centuriate e vennero concesse ai legionari veterani.
 Un'antica leggenda vuole che il legionario che trafisse il Cristo sulla croce si fosse ritirato a Concordia e nella sua casa ospitò l'evangelista San Marco, inviato ad evangelizzare Aquileja al tempo capitale della "X Regio Venetia ed Histria", la più ricca regione dell'impero. La leggenda riferisce che San Marco scrisse il suo Vangelo proprio nella casa del Centurione.

Nel III secolo Concordia divenne piazzaforte militare con una fiorente fabbrica di "Sagittae", le frecce. Da questo fatto il nome di Concordia Sagittaria attribuito nel primo novecento.
Nel 296 l'imperatore Diocleziano è ad Aquileja e nelle successive persecuzioni dei Cristiani (304), fino all'editto di Costantino (313), anche a Concordia si ebbero numerosi martiri, che leggenda vuole tumulati nella 'casa del Centurione', trasformata nella cappella "Trichora Martyrium".
Nel 389 divenne sede vescovile, ma era l'epoca delle invasioni barbariche.
Anche qui gli Unni di Attila distrussero (452, anno della devastazione di Aquileja, rasa al suolo). Vennero poi i Longobardi ed una lunghissima decadenza
 Accanto alla "Trichora" venne edificata la prima "Basilica Apostolorum" (sotto l'attuale Cattedrale) paleo-cristiana, dotata di preziose reliquie dei Martiri e della Terra Santa, rimaneggiata più volte e distrutta nel 589 (la grande alluvione che cambiò il corso di numerosi fiumi veneti, descritta anche da Paolo Diacono nell'Historia Longobardorum).

.comune.concordiasagittaria.ve.it/citta/photogallery   


Il nucleo originale dell'attuale Cattedrale è del X secolo durante l'episcopato di vescovo Alberico, ma il monumento più interessante e prezioso rimane il Battistero, dell'XI secolo, in forme bizantine e a croce greca su base quadrata, voluto dal vescovo Regimpoto.
All'interno la tomba del Vescovo e frammenti dell'ambone della basilica di epoca medioevale-carolingia. Il soffitto della cupola è completamente affrescato con affascinanti scene degli evangelisti e spicca San Marco con il leone alato ed il libro in mano. Del XII secolo la torre campanaria.

Nel 1446 la Cattedrale venne ingrandita a tre navate e in epoca più recente allungata, assumendo l'attuale aspetto barocco, molto ben proporzionato ed elegante.
Attorno alla piazza sono visibili numerosi reperti romani, tra i quali un tratto di basolato della via Annia, i muri basali della cappella paleo-cristiana "Trichora", un ponte romano (via S.Pietro), i resti delle Terme (via Claudia).


Fonte web: http://www.magicoveneto.it/venezia/Portogruaro/Concordia-Sagittaria.htm




Esergo di Manlio Lo Presti





Esergo di Manlio Lo Presti


Ho posto in silenzio l'intero mondo, sia quelli che sono nei cieli, sia quelli che sono sulla terra, e tutto il mondo divenne vuoto e vacuo, come se non vi fosse nel mondo alcuna creatura come è detto:"Ma non vi era ivi alcuna voce né risposta, né alcuno che guardasse".

MIDRASH RABBOT su Pentateuco, Semot Rabbah, XXIX, 9
foto della rete 

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