Buongiorno, oggi è il 2 ottobre.
Il 2 ottobre 2001 va in onda in America la prima puntata di "Scrubs".
C'è una cosa che prima o poi colpisce tutti: la vita.
Alle volte questa non è nient'altro che una gran bella risata tra amici, altre volte invece ci colpirà come una fortissima ginocchiata sui denti; poi ancora sembrerà troppo "una sitcom scadente con sceneggiatori troppo pigri", altre invece sarà troppo movimentata, a volte invece non ci capirete niente e non saprete dove andare a parare.
Se c'è una cosa in grado di essere vista come un libro intitolato "Vita: istruzioni per l'uso", questa cosa è Scrubs.
Il telefilm è una celebre e acclamata sitcom televisiva composta da 9 stagioni per un totale di 182 episodi della durata di 21 minuti l'uno. Creata da Bill Lawrence, la serie è ambientata all'interno dell'ospedale universitario Sacro Cuore (situato in una non precisata città della California) e segue in prima persona la vita e la crescita professionale di John "J.D." Dorian (Zach Braff), un giovane neolaureato in medicina che commenta con voce fuori campo tutte le vicende che capitano a lui e ai suoi amici e colleghi in chiave fortemente ironica, concludendo ogni episodio traendo una piccola morale.
Attorno a lui abbiamo un cast impareggiabile di comprimari: Christopher Turk (il migliore amico del protagonista, interpretato da Donald Faison, diventato poi il suo migliore amico anche nella realtà); il Dottor Perry Cox (scorbutico, narcisista e riluttante mentore di JD, interpretato da John McGinley); Elliot Reid (nevrotica e imbranata specializzanda di cui JD si innamorerà, interpretata da Sarah Chalke); il dottor Bob Kelso (diabolico e avido primario dell'ospedale, più interessato al budget e ai costi di bilancio che alla salute dei pazienti, interpretato da Ken Jenkins); Carla Espinoza (esperta infermiera che intraprenderà una relazione con Turk, interpretata da Judy Reyes) e l'Inserviente (spazzino senza nome che, a causa proprio di una incomprensione nata nel primo episodio, cercherà in tutti i modi di rendere impossibile la vita a Jd, interpretato da Neil Flynn).
Presentandosi ad un primo impatto come una serie dal cronico humour a volte decisamente demenziale, la serie ha guadagnato numerosi riconoscimenti per la sua capacità di catturare il pubblico, sia con il fattore risata, sia con argomenti e toni più seri ed è proprio questo uno tra i maggiori "pro" dello show, saper coniugare in maniera pressoché perfetta momenti divertenti ad altri più riflessivi e d'introspezione, tant'è che più volte ci si trova a pensare di aver di fronte un vero e proprio gioiello visivo che ruota a 360 gradi su tutte le emozioni dell'essere umano.
Scrubs potrebbe essere definito come la vita sotto forma di telefilm, una vita che tutti cerchiamo di rendere divertente perché in fondo non sappiamo che altro fare.
Tutta questa voglia, tutta questa ricerca del divertimento la si può vedere nelle ricorrenti e divertentissime gag che sono a puro scopo comico, mentre la voglia e la necessità di occupare il tempo (ma anche di rendersi utili) si può riscontrare nella professione che hanno scelto i protagonisti, cercando di fare il cosiddetto "miglio in più" per i propri pazienti.
Nonostante di base Scrubs sia un telefilm che possa essere classificato come una commedia a puntate, più spesso di quanto si possa credere si lascia andare in argomenti che almeno una volta hanno toccato ognuno di noi, in frasi che ci stampano in faccia un sorriso malinconico e ci fanno dire "è successo anche a me". Complice forse la location di ambientazione, è molto ricorrente il tema della vita e della morte, ma tanti altri temi come i rapporti personali di ogni genere e tipo ed altre situazioni fin troppo comuni allo spettatore. Il tutto collegato da un monologo interiore e conclusivo del protagonista che riassume tutto il tema della puntata, trae conclusioni e ci lascia con una morale ed un paio di spunti su cui riflettere.
Tuttavia l'elemento su cui si basa l'intera riuscita dello show è sicuramente la scelta del cast.
Sappiamo bene che il successo di un telefilm richiede come prima cosa le persone giuste al posto giusto. Mai come in questo caso si può dire che gli attori chiamati a interpretare i vari ruoli siano semplicemente perfetti sia come presenza fisica su schermo sia come interpretazione.
Aggiungete poi che l'edizione italiana vanta un'altrettanto azzeccata scelta di doppiatori che in alcuni casi sono anche migliori delle voci originali dei protagonisti. Ed è proprio grazie a questi personaggi che è facile immedesimarsi o provare una fortissima empatia nei loro confronti, in primis nel protagonista JD: se ci fate caso praticamente tutte le storie narrate nei vari episodi riguardano i rapporti tra lui e gli amici/colleghi che rappresentano a conti fatti le persone che siamo destinati ad incrociare nel corso della nostra esistenza, cambiandola per sempre.
Turk rappresenta l'amico fraterno che tutti noi abbiamo, quello che sa tutto di te, che c'è sempre e senza il quale non vedremmo il lato più divertente della vita; Elliott è la ragazza dei nostri sogni, la nostra anima gemella che ci mostra come un rapporto sentimentale non sia mai semplice in quanto costituito anche da litigi oltre che da grandi momenti d'amore; Cox rappresenta invece il fratello maggiore o la figura paterna, colui che anche se sembra odiarci in realtà ci vuole bene e ci dà sempre grandi insegnamenti; Carla è la collega di lavoro che ci aiuta nei momenti di difficoltà; Kelso è il datore di lavoro odioso che pare creato apposta per rovinarci l'esistenza; Ted è la classica persona imbranata succube del capo ed infine l'Inserviente rappresenta il classico bullo o "nemesi" col quale capita di confrontarsi.
Ovviamente anche in altri telefilm alcune di queste figure sono presenti, ma in tutti i casi è sempre enfatizzato e stereotipato troppo il rapporto tra i vari personaggi (in particolare quelli sentimentali) rendendo l'empatia fin troppo fittizia e artificiosa. Qui invece i rapporti appaiono genuini e reali proprio perché sono quel che sono: imperfetti proprio come nella vita di tutti i giorni.
Scrubs è un mondo a sé, un mondo parallelo al nostro dove ognuno può rispecchiarsi in uno dei protagonisti, può vederci quello che vuole e la propria visione è personale e soggettiva; un mondo dove chiunque appaia sul set e viene ripreso dalla telecamera ha una sua storia, una sua psicologia, un suo processo di caratterizzazione ed evoluzione che, attraverso gioie e drammi, matura apportando delle migliorie...o addirittura regredisce peggiorando. Proprio come succede a qualsiasi essere umano in una normalissima vita.
Potrebbe sembrare ridicolo da dire, ma Scrubs è anche una specie di panacea per lo stress quotidiano; guardare la sera un singolo episodio di questo telefilm è in grado di raddrizzarti una giornata storta: diverte, fa riflettere e rilassa allo stesso tempo. Fin troppi pregi per una semplice comedy da 20 minuti.
Cerca nel web
Visualizzazione post con etichetta serie TV. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta serie TV. Mostra tutti i post
lunedì 2 ottobre 2023
mercoledì 23 marzo 2022
#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 23 marzo.
Il 23 marzo 1987 in USA va in onda la prima puntata di "The bold & the beautiful", da noi nota semplicemente come Beautiful.
In seguito all’enorme successo di “The Young and The Restless”, la rete americana CBS sembrava seriamente intenzionata a produrre una nuova soap con gli stessi ingredienti e soprattutto con la stessa direzione, da affidare ai creatori di Y&R, Bill Bell e la moglie Lee Phillip Bell. Dopo vari rifiuti dei Bell, nel 1985 Bill e Lee decisero di accettare la proposta della CBS, prevalentemente al fine di permettere ai figli maschi, Bradley e Bill Jr. di entrare nel mondo dello spettacolo con questa dorata occasione, dal momento che la figlia Lauracee già faceva parte del cast di Y&R. Per produrre il nuovo show fu creata una società apposita, la Bell-Phillip, nella quale Bill Jr. assunse il ruolo di responsabile del settore commerciale e produttivo, mentre Bradley divenne capo-sceneggiatore e produttore esecutivo. I Bell vivevano e lavoravano a Chicago, ma per questioni finanziarie e produttive, decisero di ambientare la soap nella più economica Los Angeles, più ricca di studi e meno impegnativa dal punto di vista dei costi di produzione.
Fu Bill Jr. a suggerire la moda come tema principale del nuovo show, così come l’idea di girare il primo episodio come se si fosse al centro del backstage di una sfilata di moda, per introdurre subito i telespettatori nell’ambiente della soap. Bill Bell si occupò del casting, chiamando subito a far parte del cast Susan Flannery, che già aveva lavorato con lui a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 nella soap “Days of our lives”: la partecipazione di Susan alla nuova soap avrebbe senz’altro giovato, in quanto l’attrice nel 1975 aveva vinto un Emmy. Bell successivamente scritturò altri attori già apparsi in Y&R, quali John McCook (Eric Forrester), Jim Storm (Bill Spencer), Lauren Koslow (Margo Linley), Katherine Kelly Lang (Brooke Logan in B&B - Gretchen in Febbre d'Amore ) mentre per gli altri membri del cast più giovani, si affidò a nuove leve, scelte in base a provini.
Il primo titolo proposto da Bell per la soap, “Rags” (=stracci) fu scartato, in quanto ritenuto inadatto al tenore di vita previsto per i Forrester e al tono in generale della soap: fu proprio l’idea di lusso e ricchezza che suggerì a Bill Bell il nuovo titolo “Glamour”. La direzione della CBS scartò anche questa ipotesi, spingendo Bell a cercare un titolo che assomigliasse a Y&R al fine di far comprendere al pubblico che la “mente” che stava alla base di entrambi gli show era la stessa e per sfruttare pienamente il successo di Y&R. Da qui nasce il parallelismo The Young and The Restless (Y&R)/The Bold and The Beautiful (B&B), senz’altro intuitivo per i telespettatori! Le somiglianze non riguardavano peraltro solamente il titolo, Bell fu accusato dalle riviste specializzate di aver copiato anche troppo da Y&R, proponendo degli intrecci e delle vicende già viste nell’altra soap e partendo addirittura dallo stesso incipit, ossia il parallelismo tra due famiglie, una ricca e agiata (i Forrester), l’altra povera e senza capo-famiglia (i Logan), senza dimenticare l’idea del “triangolo” già abbondantemente sperimentata in Y&R (Caroline/Brooke/Ridge, Rocco/Katie/Donna…). Solo successivamente B&B si è distaccato dal suo prototipo, acquistando autonomia e originalità, affrontando nel corso degli anni anche delicati temi sociali (il problema dei senzatetto nel periodo dell’amnesia di Stephanie, l’alcolismo con Macy, gli abusi sessuali con Caroline e Jake MacClaine ecc), diventando un vera e propria “soap di moda” solo con l’entrata in scena di Darlene Conley, la grintosa Sally Spectra, titolare delle casa di moda avversaria delle "Forrester Creations", la "Spectra Fashion".
Sebbene B&B non abbia mai superato in ascolti Y&R, rimane saldamente al secondo posto degli ascolti in Usa nella categoria delle soap, mentre è la soap più vista in molti altri paesi, Italia compresa.
Il 23 marzo 1987 in USA va in onda la prima puntata di "The bold & the beautiful", da noi nota semplicemente come Beautiful.
In seguito all’enorme successo di “The Young and The Restless”, la rete americana CBS sembrava seriamente intenzionata a produrre una nuova soap con gli stessi ingredienti e soprattutto con la stessa direzione, da affidare ai creatori di Y&R, Bill Bell e la moglie Lee Phillip Bell. Dopo vari rifiuti dei Bell, nel 1985 Bill e Lee decisero di accettare la proposta della CBS, prevalentemente al fine di permettere ai figli maschi, Bradley e Bill Jr. di entrare nel mondo dello spettacolo con questa dorata occasione, dal momento che la figlia Lauracee già faceva parte del cast di Y&R. Per produrre il nuovo show fu creata una società apposita, la Bell-Phillip, nella quale Bill Jr. assunse il ruolo di responsabile del settore commerciale e produttivo, mentre Bradley divenne capo-sceneggiatore e produttore esecutivo. I Bell vivevano e lavoravano a Chicago, ma per questioni finanziarie e produttive, decisero di ambientare la soap nella più economica Los Angeles, più ricca di studi e meno impegnativa dal punto di vista dei costi di produzione.
Fu Bill Jr. a suggerire la moda come tema principale del nuovo show, così come l’idea di girare il primo episodio come se si fosse al centro del backstage di una sfilata di moda, per introdurre subito i telespettatori nell’ambiente della soap. Bill Bell si occupò del casting, chiamando subito a far parte del cast Susan Flannery, che già aveva lavorato con lui a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 nella soap “Days of our lives”: la partecipazione di Susan alla nuova soap avrebbe senz’altro giovato, in quanto l’attrice nel 1975 aveva vinto un Emmy. Bell successivamente scritturò altri attori già apparsi in Y&R, quali John McCook (Eric Forrester), Jim Storm (Bill Spencer), Lauren Koslow (Margo Linley), Katherine Kelly Lang (Brooke Logan in B&B - Gretchen in Febbre d'Amore ) mentre per gli altri membri del cast più giovani, si affidò a nuove leve, scelte in base a provini.
Il primo titolo proposto da Bell per la soap, “Rags” (=stracci) fu scartato, in quanto ritenuto inadatto al tenore di vita previsto per i Forrester e al tono in generale della soap: fu proprio l’idea di lusso e ricchezza che suggerì a Bill Bell il nuovo titolo “Glamour”. La direzione della CBS scartò anche questa ipotesi, spingendo Bell a cercare un titolo che assomigliasse a Y&R al fine di far comprendere al pubblico che la “mente” che stava alla base di entrambi gli show era la stessa e per sfruttare pienamente il successo di Y&R. Da qui nasce il parallelismo The Young and The Restless (Y&R)/The Bold and The Beautiful (B&B), senz’altro intuitivo per i telespettatori! Le somiglianze non riguardavano peraltro solamente il titolo, Bell fu accusato dalle riviste specializzate di aver copiato anche troppo da Y&R, proponendo degli intrecci e delle vicende già viste nell’altra soap e partendo addirittura dallo stesso incipit, ossia il parallelismo tra due famiglie, una ricca e agiata (i Forrester), l’altra povera e senza capo-famiglia (i Logan), senza dimenticare l’idea del “triangolo” già abbondantemente sperimentata in Y&R (Caroline/Brooke/Ridge, Rocco/Katie/Donna…). Solo successivamente B&B si è distaccato dal suo prototipo, acquistando autonomia e originalità, affrontando nel corso degli anni anche delicati temi sociali (il problema dei senzatetto nel periodo dell’amnesia di Stephanie, l’alcolismo con Macy, gli abusi sessuali con Caroline e Jake MacClaine ecc), diventando un vera e propria “soap di moda” solo con l’entrata in scena di Darlene Conley, la grintosa Sally Spectra, titolare delle casa di moda avversaria delle "Forrester Creations", la "Spectra Fashion".
Sebbene B&B non abbia mai superato in ascolti Y&R, rimane saldamente al secondo posto degli ascolti in Usa nella categoria delle soap, mentre è la soap più vista in molti altri paesi, Italia compresa.
giovedì 17 dicembre 2020
#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 17 dicembre
Il 17 dicembre 1989 andava in onda per la prima volta, sulla tv americana FOX, la prima puntata di mezz'ora dei Simpson, un cartone animato inventato da Matt Groening.
I Simpson (in inglese The Simpsons) è una popolare sitcom animata creata dal fumettista statunitense Matt Groening a fine degli anni ottanta per la Fox Broadcasting Company. È una parodia satirica della società e dello stile di vita statunitensi, personificati dalla famiglia protagonista, di cui fanno parte Homer, Marge e i loro tre figli Bart, Lisa e Maggie
Ambientato in una cittadina statunitense chiamata Springfield, lo show tratta in chiave umoristica molti aspetti della condizione umana, così come la cultura, la società in generale e la stessa televisione.
La famiglia fu ideata da Matt Groening e James L. Brooks in una serie di corti animati di un minuto, da mandare in onda durante il Tracey Ullman Show. La loro prima apparizione nel talk show si ebbe il 19 aprile 1987 in un corto intitolato "Good Night". Da quel momento, per due anni, I Simpson andarono in onda durante gli intermezzi pubblicitari dello show ottenendo un buon successo. Lo show debuttò sotto forma di episodi di mezz'ora in prima serata il 17 dicembre 1989.
I Simpson furono subito uno show di punta della FOX, grande casa produttrice di film; nel corso degli anni ha vinto numerosi e importanti premi televisivi. Il numero del magazine Time del 31 dicembre 1999 lo ha acclamato come "miglior serie televisiva del secolo". Il 14 gennaio 2000 lo show ha ottenuto una stella nella Hollywood Walk of Fame. È, a tutt'oggi, la più lunga sitcom e serie animata statunitense mai trasmessa. Come prova dell'influenza che lo show ha avuto nella cultura popolare, l'esclamazione contrariata di Homer Simpson, "D'oh!", è stata introdotta nell'Oxford English Dictionary. I Simpson hanno inoltre influenzato diverse altre serie animate per adulti prodotte da metà anni novanta in poi. Nel 2002, la rivista TV Guide ha classificato I Simpson all'8° posto tra I migliori 50 spettacoli televisivi di tutti i tempi, miglior posizione tra le serie animate.
Nel 2007 è stato tratto un lungometraggio dalla serie, intitolato I Simpson - Il film (titolo originale The Simpsons Movie), uscito in quasi tutto il mondo il 27 luglio 2007, mentre in Italia il 14 settembre.
Nelle intenzioni di Groening, lo show avrebbe dovuto rappresentare una novità fin dalla prima apparizione. La scelta del colore giallo come colore della pelle dei personaggi animati ne è un esempio. Matt Selman, sceneggiatore della serie fin dai primi anni, ha affermato in un'intervista che «l'idea è stata di Matt Groening. Voleva che una volta accesi i televisori, il pubblico pensasse che il colore giallo fosse legato ad un problema tecnico. Si sarebbe domandato "Oh, perché sono gialli?" ed avrebbe provato a sintonizzare il canale senza peraltro riuscirci, perché il giallo era reale. Era un tentativo innovativo per far cadere in inganno i telespettatori; è una cosa che facciamo spesso nel mondo dello spettacolo».
Lo show fu anche coinvolto in una polemica a causa della personalità di Bart Simpson – un ribelle ai dettami familiari da cui frequentemente scappava senza alcuna punizione – che spinse alcune associazioni di genitori e portavoce "conservatrici" a sostenere che Bart fosse un pessimo modello per i bambini. George Bush senior, all'epoca presidente degli Stati Uniti, accusò: «stiamo provando a rafforzare la famiglia americana, in modo da farla assomigliare di più ai Waltons e di meno ai Simpsons».
Il 17 dicembre 1989 andava in onda per la prima volta, sulla tv americana FOX, la prima puntata di mezz'ora dei Simpson, un cartone animato inventato da Matt Groening.
I Simpson (in inglese The Simpsons) è una popolare sitcom animata creata dal fumettista statunitense Matt Groening a fine degli anni ottanta per la Fox Broadcasting Company. È una parodia satirica della società e dello stile di vita statunitensi, personificati dalla famiglia protagonista, di cui fanno parte Homer, Marge e i loro tre figli Bart, Lisa e Maggie
Ambientato in una cittadina statunitense chiamata Springfield, lo show tratta in chiave umoristica molti aspetti della condizione umana, così come la cultura, la società in generale e la stessa televisione.
La famiglia fu ideata da Matt Groening e James L. Brooks in una serie di corti animati di un minuto, da mandare in onda durante il Tracey Ullman Show. La loro prima apparizione nel talk show si ebbe il 19 aprile 1987 in un corto intitolato "Good Night". Da quel momento, per due anni, I Simpson andarono in onda durante gli intermezzi pubblicitari dello show ottenendo un buon successo. Lo show debuttò sotto forma di episodi di mezz'ora in prima serata il 17 dicembre 1989.
I Simpson furono subito uno show di punta della FOX, grande casa produttrice di film; nel corso degli anni ha vinto numerosi e importanti premi televisivi. Il numero del magazine Time del 31 dicembre 1999 lo ha acclamato come "miglior serie televisiva del secolo". Il 14 gennaio 2000 lo show ha ottenuto una stella nella Hollywood Walk of Fame. È, a tutt'oggi, la più lunga sitcom e serie animata statunitense mai trasmessa. Come prova dell'influenza che lo show ha avuto nella cultura popolare, l'esclamazione contrariata di Homer Simpson, "D'oh!", è stata introdotta nell'Oxford English Dictionary. I Simpson hanno inoltre influenzato diverse altre serie animate per adulti prodotte da metà anni novanta in poi. Nel 2002, la rivista TV Guide ha classificato I Simpson all'8° posto tra I migliori 50 spettacoli televisivi di tutti i tempi, miglior posizione tra le serie animate.
Nel 2007 è stato tratto un lungometraggio dalla serie, intitolato I Simpson - Il film (titolo originale The Simpsons Movie), uscito in quasi tutto il mondo il 27 luglio 2007, mentre in Italia il 14 settembre.
Nelle intenzioni di Groening, lo show avrebbe dovuto rappresentare una novità fin dalla prima apparizione. La scelta del colore giallo come colore della pelle dei personaggi animati ne è un esempio. Matt Selman, sceneggiatore della serie fin dai primi anni, ha affermato in un'intervista che «l'idea è stata di Matt Groening. Voleva che una volta accesi i televisori, il pubblico pensasse che il colore giallo fosse legato ad un problema tecnico. Si sarebbe domandato "Oh, perché sono gialli?" ed avrebbe provato a sintonizzare il canale senza peraltro riuscirci, perché il giallo era reale. Era un tentativo innovativo per far cadere in inganno i telespettatori; è una cosa che facciamo spesso nel mondo dello spettacolo».
Lo show fu anche coinvolto in una polemica a causa della personalità di Bart Simpson – un ribelle ai dettami familiari da cui frequentemente scappava senza alcuna punizione – che spinse alcune associazioni di genitori e portavoce "conservatrici" a sostenere che Bart fosse un pessimo modello per i bambini. George Bush senior, all'epoca presidente degli Stati Uniti, accusò: «stiamo provando a rafforzare la famiglia americana, in modo da farla assomigliare di più ai Waltons e di meno ai Simpsons».
Iscriviti a:
Post (Atom)
Cerca nel blog
Archivio blog
-
▼
2026
(256)
-
▼
settembre
(12)
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- 33 anni di Amico Rom
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi
- #Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi
-
▼
settembre
(12)


