Cerca nel web

Visualizzazione post con etichetta grandi donne. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta grandi donne. Mostra tutti i post

giovedì 21 maggio 2026

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 21 maggio.
Il 21 maggio 1932 Amelia Earhart diventa la prima donna ad aver trasvolato l'oceano atlantico senza scalo.
Amelia Earhart nasce il 24 luglio 1897 ad Atchinson (Kansas). Ricordata tutt'oggi come eroina americana nonché come uno dei più capaci e celebrati aviatori del mondo, è un esempio di coraggio e spirito d'avventura tutto al femminile.
Trascorre la giovinezza spostandosi tra Kansas e Iowa, e a 19 anni frequenta la Ogontz School di Filadelfia in Pennsylvania che lascia però due anni più tardi per raggiungere la sorella Muriel in Canada. Qui frequenta un corso di primo soccorso presso la Croce Rossa mettendosi in lista presso lo Spadina Military Hospital di Toronto. Lo scopo è quello di offrire soccorso ai soldati feriti nel corso del primo conflitto mondiale.
Amelia Earhart approfondirà gli studi alla Columbia University di New York, frequentando una scuola per infermieri.
E' però all'età di soli 10 anni e dopo una gita nei cieli di Los Angeles che Amelia Earhart incontra la passione della sua vita: librarsi nelle limpide immensità delle volte celesti. Imparerà a volare diversi anni dopo, prendendo l'aviazione come un hobby, spesso accettando ogni tipo di lavoro per mantenersi alle costose lezioni. Nel 1922 infine compra il suo primo aeroplano con il sostegno economico della sorella Muriel e della madre Amy Otis Earhart.
Nel 1928 a Boston (Massachussets), Amelia viene scelta da George Palmer Putnam, suo futuro marito, per essere il primo pilota donna a compiere il volo transoceanico. Amelia Earhart, affiancata dal meccanico Lou Gordon e dal pilota Wilmer Stults, riesce con successo e viene acclamata e onorata in tutto il mondo per la sua impresa.
In merito alla sua avventura scrive un libro dal titolo "20 Hours - 40 Minutes", che Putnam (il futuro marito svolge anche attività di editore) prontamente pubblica, individuando in lei un'ottima opportunità di procurare successo alla sua casa editrice facendo nascere un vero e proprio bestseller.
George, che Amelia sposerà nel 1931, ha già pubblicato numerosi scritti di un altro aviatore passato alla storia per le sue imprese: Charles Lindbergh. Il sodalizio tra moglie e marito è fruttifero negli affari, poiché è George stesso che organizza i voli della moglie e addirittura le apparizioni in pubblico: Amelia Earhart diviene una vera e propria star.
La donna ha modo di continuare la sua carriera di aviatrice portando il cognome del marito e, sull'onda del successo, viene addirittura creata una linea di bagagli per viaggi aerei e una di abbigliamento sportivo. George pubblicherà anche altri due scritti della moglie; "The fun of it" e "Last flight".
Dopo una serie di record di volo è nel 1932 che Amelia Earhart compie l'impresa più ardita della sua carriera: la trasvolata in solitaria sull'oceano Atlantico (Lindbergh fece lo stesso nel 1927).
Il coraggio e l'audacia di Amelia Earhart, che si applicano ad attività che allora erano aperte principalmente agli uomini, si coniugano mirabilmente con la grazia e il gusto tipicamente femminili. La donna diviene infatti disegnatrice di moda studiando un capo particolare d'abbigliamento: la mise di volo per le donne aviatrici.
Disegnerà infatti nel 1932 (lo stesso anno della trasvolata), per la Ninety-Nines, un capo di abbigliamento particolare costituito da pantaloni morbidi, corredati da cerniere e grosse tasche.
La rivista Vogue le dà ampio spazio con un reportage di due pagine corredate da grandi fotografie. Il suo impegno "per la donna che svolge una vita attiva" non si esaurisce al vestiario ma si rivolge a uno sforzo per aprire la strada dell'aviazione anche alle donne.
Amelia Earhart offre altri assaggi di avventura con i voli che effettua ne1 1935: da Honolulu a Oakland (California) tra l'11 e il 12 gennaio, da Los Angeles a Mexico City il 19 e il 20 aprile, infine da Mexico City a Newark (New Jersey). A questo punto è la prima donna al mondo ad aver effettuato voli in solitaria nel Pacifico, ma anche la prima ad aver volato in solitaria sia l'Oceano Pacifico, sia l'Oceano Atlantico.
Nel 1937, sente di essere pronta per la sfida finale: vuole essere la prima donna a fare il giro del mondo in aereo. Dopo un tentativo fallito, il 1º giugno dello stesso anno, insieme con il navigatore Frederick J. Noonan, parte da Miami e comincia la trasvolata di ben 29.000 miglia che la porterà a San Juan in Porto Rico e poi, seguendo la costa nord-orientale del Sud America, verso l'Africa e quindi in India. Il 29 giugno quando arrivano a Lae in Nuova Guinea, hanno fatto 22.000 miglia e ne mancano solo 7.000 ormai per arrivare alla conclusione del viaggio. Tutto quello che è superfluo nell'aereo viene rimosso per far posto a più carburante che possa consentire approssimativamente 280 miglia extra. Le mappe che Noonan ha a disposizione non si sono rivelate molto accurate, ma ormai sono in prossimità dell'isola di Howland, dove è dislocata la guardia costiera con la quale sono in contatto radio. All'alba del 2 luglio Amelia Earhart chiama insistentemente alla radio: "Dobbiamo essere sopra di voi ma non riusciamo a vedervi. Il carburante sta finendo..." A nulla valgono i tentativi compiuti dalla guardia costiera per farsi notare. Probabilmente l'aeroplano si perde e precipita ad una distanza calcolabile fra 35 e 100 miglia dall'isola di Howland.
La notizia fa presto il giro del mondo, il Presidente Roosevelt autorizza le ricerche con l'impiego di nove navi e 66 aerei per un costo stimato di circa quattro milioni di dollari. Le navi e gli aerei impegnati nella ricerca, il cui mandante era amico personale di Amelia, non giungono sul luogo se non dopo cinque giorni.
Le ricerche vengono interrotte il 18 luglio dopo aver cercato su una superficie di 250.000 miglia quadrate di oceano.
Una delle ipotesi formulate fu che la donna fosse una spia caduta in quell'occasione prigioniera dai giapponesi.
Nel 2009 è stato realizzato un film biografico sulla sua vita dal titolo "Amelia", con Richard Gere e Hilary Swank nel ruolo dell'aviatrice.
Nel dicembre 2010, in uno scavo sull'isola di Nikumaroro, alcuni ricercatori hanno ritrovato dei resti ossei e li hanno attribuiti all'aviatrice. Questi frammenti dimostrerebbero in teoria che la donna sarebbe morta sull'isola dopo essere precipitata. Nella stessa area sono stati ritrovati vecchi trucchi, bottiglie di vetro e dei gusci aperti con un coltello.


giovedì 25 gennaio 2018

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 25 gennaio.
Il 25 gennaio 1890 Nellie Bly completa il suo giro del mondo in 72 giorni.
A Washington, il Wall Street Journal l' ha chiamata "la madre di tutte le giornaliste".
è stata la prima, grande inviata della storia, una Barzini senior in gonnella, una antesignana di Oriana Fallaci, senza averne peraltro le doti di scrittrice. Il modello di intere generazioni di "girl reporters", come venivano dette a cavallo del secolo. Una femminista ante litteram e una riformatrice sociale. Una rivoluzionaria di straordinari intraprendenza e coraggio. La personificazione del giornalismo della "belle epoque", arrischiato ma con un forte contenuto politico.
Il suo "nome de plume" era Nellie Bly, tratto da una ballata di Stephen Collins Foster sulle donne nere, quello vero era Elisabeth Jane Cochran, la tredicesima di quindici figli di un ricco giudice della Pennsylvania.
Per quasi mezzo secolo, fu una protagonista della scena americana: i contemporanei le dedicarono canzoni, saggi, persino giochi di società . Non demeritò nulla. Le sue imprese entrarono nel folclore popolare, dal giro del mondo in settantadue giorni, suggeritole dal romanzo di Jules Verne, all' internamento volontario in un manicomio, per poterne denunciare le storture.
Se il giornalismo è una realtà viva, lo si deve anche a Nellie Bly. Fu lei a creare il moderno reportage: l'inchiesta sulla corruzione, l'intervista al ricercato, la vita tra le prostitute, e così di seguito, spesso rischiando l'incolumità e la reputazione. E ad aprire alle donne un'attività che era monopolio degli uomini, fino ad affiancarli come inviata di guerra nelle trincee dell'Europa. I giornali se la disputarono con cifre favolose, e i colleghi la idolatrarono e temettero. A lei Brooke Kroeger, una delle migliori giornaliste americane d'oggi, ha dedicato una biografia, "Nellie Bly", editore Times Books, che ha il ritmo del romanzo. Hollywood pensa già di farne un film: la figura di Nellie Bly, iconoclasta e provocatoria, è più attuale che mai. Per i lettori è una riscoperta, la prova che anche nell'età vittoriana, età di puritanesimo e di conformismo, esplosero fermenti irrefrenabili. E che spesso la funzione di rottura spettò alle donne, come Alessandra Kollontai nella rivoluzione bolscevica.
Elisabeth Jane Cochran nasce ad Apollo, in Pennsylvania, il 5 maggio del 1864, in piena guerra civile. Il padre giudice è anche un piccolo industriale: la avvia agli studi, e la destina all'insegnamento, iscrivendola all'istituto magistrale dell'Indiana. La sua morte nell'81 riduce la famiglia in povertà in pochi anni. Elisabeth è costretta ad abbandonare il college e a trasferirsi con i fratelli e le sorelle a Pittsburgh, il massimo centro industriale della zona. Nell'85 è alla disperata ricerca di un lavoro. Una "column", un editoriale di Erasmus Wilson sul Pittsburgh Dispatch, farà la sua fortuna. Wilson è un noto letterato e conservatore, e teorizza che la casa è il posto della donna. Elisabeth scrive al giornale una lettera furente: "è facile per Wilson sdottorare, ma io come mangio?", e firma "un'orfanella abbandonata". La lettera è scritta con passione totale e Wilson la mostra al direttore del Dispatch, George Madden. Questi ne rimane impressionato, e mette un' inserzione sul giornale: "Orfanella abbandonata, vieni a visitarci". Elisabeth corre ed è assunta su due piedi: cinque dollari alla settimana per inchieste traumatiche nel mondo femminile. Nellie Bly, lo pseudonimo le viene affibbiato dallo stesso Madden, si butta a capofitto dove nessuna donna reporter è ancora stata, dalle fabbriche di tessuti alle acciaierie. E porta alla luce una realtà angosciante: il lavoro nero infantile, la prostituzione, l'alcolismo. Desta scalpore la sua inchiesta sulle donne operaie, donne sole, che per divertirsi alla sera danno la caccia ai maschi, le "man masher", le mangiatrici d'uomini.
In capo a sette mesi, Nellie Bly ha la sua "column" come Erasmus Wilson, e attacca tutti, la Chiesa, il governo, il matrimonio. Un trionfo per una ventiduenne. Ma a lei non basta. Chiede e ottiene di essere mandata come corrispondente a Città del Messico, con la madre come chaperon. Ci resterà sei mesi: il "porfiriato", il regime di Porfirio Diaz, la disgusta. "è la peggiore delle monarchie", scrive. Rientra, pubblica un libro sulle sue esperienze messicane, e si fa mandare a New York. Ha una sfrenata ambizione e un progetto segreto: il passaggio a uno dei quotidiani della grande mela, il Tribune, il Sun o il New York World di Joseph Pulitzer (in quegli anni, il Times è ancora considerato serie B).
Entrare in uno dei tre "bigs" non è facile neppure per Nellie Bly. Ma con una serie di espedienti, e sfruttando la propria bellezza, riesce a intervistare i direttori per il Pittsburgh Dispatch. E quello del New York World accetta di metterla alla prova: la assumerà se riuscirà a farsi internare nel più famigerato manicomio newyorchese. Joseph Pulitzer, il magnate della carta stampata del tempo, crede nel cosiddetto nuovo giornalismo. E quel manicomio, il Backwell Asylum, è stato immortalato nel '40 da un visitatore illustre, Charles Dickens, nei suoi "Appunti americani". L' inchiesta di Nellie Bly è un capolavoro. Sotto falso nome, la giovane giornalista si sistema presso un affittacamere, in capo a una settimana simula continui attacchi di pazzia, e viene ricoverata d'urgenza in preda a presunta amnesia. Tutti i giornali ne parlano: chi è l' affascinante sventurata? La grande mela lo scopre dopo dieci giorni, quando l' avvocato del New York World va letteralmente a liberarla. Gli articoli suscitano un entusiasmo tale che vengono raccolti in un volume, il bestseller dell'anno. L'ambiziosa Nellie Bly è una superstar.
Oggi che le donne formano il sessanta per cento degli iscritti ai corsi di giornalismo delle università americane, carriere del genere non possono ripetersi. Diventare la più famosa giornalista d'America a ventiquattro anni è pressoché impossibile. Ma più che per la fulmineità della sua ascesa, spiega Brooke Kroeger, Nellie Bly va presa a modello per la sua costanza e la sua coerenza. Non spreca infatti i suoi trionfi, se ne serve per migliorare il suo lavoro e per praticare i principi in cui crede. Nel corso di un decennio, Nellie Bly lega il suo nome alla prima tangentopoli, la denuncia dei lobbisti del Parlamento dello Stato di New York. Alla riforma delle carceri, dove ripete l'exploit del Blackwell Asylum. Alla sconfitta del commercio dei neonati (ne comprerà uno per avere delle prove). E al viaggio intorno al mondo in settantadue giorni, in cui farà la conoscenza sia di Jules Verne sia dell'Italia, che percorrerà in treno da Torino a Brindisi. Ma le sfuggono, come confesserà , "due delle cose più importanti della vita", l'amore e il successo letterario. Fallisce il tentativo di trasformarsi in un autore di gialli, i "Nellie Bly's misteries". E una serie di relazioni sbagliate la conduce al matrimonio con un miliardario più anziano di lei di quarant'anni, Robert Seaman. Alla sua morte, Nellie Bly lascia il giornalismo per fare l'industriale. Un industriale illuminato, che costruisce una clinica per i dipendenti, gli dà la pensione, li rende azionisti delle sue fabbriche, mette i bambini negli asili. Ma anche un industriale ingenuo, che si lascerà derubare dai suoi dirigenti e finirà in bancarotta. Nellie Bly torna a scrivere dalle trincee dell'Europa nella Prima guerra mondiale, ma è una rentrèe controversa, troppo filotedesca. E la sua ultima campagna, per l' infanzia abbandonata, viene stroncata dalla morte nel 1922. Paradossalmente, per oltre ottanta anni, Nellie Bly verrà ricordata quasi esclusivamente nei libri per bambini. Fino alla sua riscoperta.

Cerca nel blog

Archivio blog