Buongiorno, oggi è l'11 settembre.
L'11 settembre 1297 ebbe luogo la battaglia di Stirling Bridge, nella quale gli scozzesi di William Wallace sconfissero l'esercito inglese.
Fra le varie vittorie di Wallace, quella di Stirling Bridge, l'11 Settembre 1297 svetta. Edoardo I, impegnato con le politiche continentali, diede a John de Warrenne, Duca di Surray e Sussex e Hugh de Cressingham, pieni poteri per reprimere totalmente qualsiasi resistenza; per questo scopo un'armata di 50.000 (supposti, ma molto più probabilmente 15-20.000) e un gran numero di cavalli, marciò attraverso i bassopiani del Sud in cerca di Wallace, che stava allora assediando Dundee con tutti gli uomini che aveva potuto radunare -- 10.000 in tutto. Costui abbandonò Dundee, passò il Tay e marciò per disputare il passaggio del fiume Forth, passaggio obbligato dell'armata Inglese per raggiungere le parti settentrionali del regno.
Wallace posizionò i suoi uomini sulle colline attorno ad un ponte sul Forth, a nord di Stirling. Non tutti gli Scozzesi erano fiduciosi sullo scontro. James Stewart si recò dal condottiero Inglese con un'offerta di pace. De Warrenne rifiutò ed i suoi cavalieri iniziarono ad avvicinarsi allo stretto ponte. Il ponte lungo il Forth vicino Stirling era allora di tronchi, ed era a Kildean, mezzo miglio oltre il ponte antico visibile oggi. Veniva descritto come talmente stretto che solo due persone potessero passare di fianco, eppure i capi Inglesi proposero di far passare 20.000 (numero alquanto incerto) persone, non contando i cavalli e le masserizie, col nemico di fronte. Waler de Hemingferd, canonico (Canon) di Guisborough nello Yorkshire racconta che un traditore Scozzese al soldo degli Inglesi si oppose strenuamente a questa decisione, ed indicò un guado a breve distanza dove sessanta uomini avrebbero potuto passare fianco a fianco il fiume; ma non venne dato credito al suo suggerimento.
Nonostante le sue forze superiori, Surrey non era per nulla ansioso di incontrare Wallace, i cui precedenti successi gli avevano fatto guadagnare una formidabile reputazione.
Cercando di temporeggiare, mandò due frati domenicani da Wallace, le cui forze si erano accampate vicino l'abbazia di Cambuskenneth, sulla collina conosciuta come Abbey Craig; cosi entrambe le armate potevano vedersi perfettamente l'un l'altra, e separate solo da un fiume, attorno a campi verdi e fertili. La richiesta dei frati fu breve -- Wallace ed i suoi seguaci dovevano gettare le armi ed arrendersi.
"Tornate da li amici vostri", disse Wallace, "e dite loro che siamo qui senza intenti pacifici, ma pronti per la battaglia, determinati a vendicare i nostri torti e liberare il nostro paese. Che li signori vostri venghino e ci attacchino; siamo pronti per incontrarli faccia a faccia."
Infuriati da questa replica, molti cavalieri Inglesi ora chiedevano a gran voce l'attacco. Questo era esattamente quello che Wallace e de Moray volevano: fare in modo che l'esercito Inglese attraversasse lo stretto ponte. I cronisti inglesi ricordano che in questo momento, il traditore Scozzese, il Duca di Lennox, disse al Duca Surrey, "Datemi soltanto cinquecento cavalli ed un poco di fanteria, e potrò aggirare il fianco del nemico dal guado, mentre voi, mio signore Duca, potrete passare il ponte in tranquillità."
Surrey era esitante, quando il Hugh de Cressingham, grasso esattore delle tasse Scozzesi per Edoardo disse, "perché dobbiamo protrarre la guerra e sprecare il regal tesoro? Combattiamo, è nostro preciso dovere." Surray, contrariamente al buon senso, acconsentì, ed all'alba del giorno le forze Inglesi cominciarono a passare il ponte; Wallace udì i preparativi con gioia.
Quando metà degli Inglesi cominciarono ad attraversare, Wallace avanzò, avendo precedentemente mandato un forte distaccamento a presidiare il guado già citato. Nel momento in cui gli Scozzesi cominciarono a muoversi, Sir Marmaduke Twenge, un cavaliere appartenente ai North Riding di Yorkshire, che, insieme a de Cressingham, guidava l'avanguardia di cavalleria, innalzò lo stendardo reale fra le urla di "Per Dio e San Giorgio d'Inghilterra!" ed alla testa della sua cavalleria pesante lanciò una furiosa carica sul pendio alla fanteria Scozzese, mentre gli arcieri di quest'ultima bersagliavano rapidamente e in sicurezza da dietro, causando l'oscillazione e l'indietreggiamento delle forze Inglesi.
La battaglia mise alla prova gli Scozzesi, quelli di Wallace fecero una carica lungo la collina verso il ponte; nel frattempo un movimento magistrale venne eseguito da Sir Andrew de Moray, che con le sue truppe si infiltrò fra coloro che avevano già passato il ponte, tagliandone ogni via di ritirata. La confusione si diffuse fra gli Inglesi, e la disciplina svani. Wallace, appena visto il movimento, pressò con forza maggiore. Le colonne mezze-formate degli Inglesi sull'argine Nord del fiume cedettero, e molti dei cavalieri pesantemente armati caddero nel fiume ed annegarono.
Surrey, cercò di capovolgere le sorti della battaglia mandando oltre il fiume, in un momento nel quale il ponte era libero, un forte rinforzo con il suo stendardo; ma, incapaci di mantenere la formazione fra la propria fanteria in ritirata, aggiunsero solo confusione e massacro, venendo assalite da ogni lato da lancieri Scozzesi (probabilmente schiltrons).
Gli schiltrons, secondo molti storici vennero usati per la prima volta con successo a Falkirk, non a Stirling. Ma è probabile che queste unità, inesperte come furono sempre, fossero già esistenti contro lo schiacciante numero di cavalieri e guerrieri a cavallo Inglesi. Accreditato dell'invenzione di questa formazione è lo stesso William Wallace.
Nel momento in cui i rinforzi di Surrey erano sul ponte, questo si sfasciò e cadde nel Forth sotto il peso delle truppe e della tensione della battaglia. Questo collasso, di cui esistono svariate versioni, fu una catastrofe per gli Inglesi, insieme con il passaggio del fiume di un corpo di Scozzesi dal guado, quando apparvero alle spalle del nemico, decidendo la vittoria per gli Scozzesi. Un gran numero di inglesi annegò tentando di attraversare il fiume.
I baroni scozzesi traditori che servivano nelle file di Surrey -- uno dei quali era il Duca di Lennox -- ora gettarono la maschera, e, con i loro seguaci, si unirono all'inseguimento, quando il combattimento divenne, come di norma in quei giorni, una scena di barbaro massacro. Era normale per l'esercito vincitore tentare di disarcionare quanti più nemici in ritirata possibile e passarli a fil di spada. Quello che spesso pensiamo come una guerra "cavalleresca" era in realtà uno dei più brutali e sanguinari modi di combattere corpo a corpo mai praticati dagli uomini di ogni era.
Surrey, dopo aver tentato di riprendere il controllo dei suoi soldati battuti nel Torwood, ancora assalito da Wallace, si ritirò a Berwick e da qui mandò al suo padrone le notizie sulla sua umiliante disfatta.
Diverse fonti affermano che William Wallace cenò quella sera in una grande festa per la vittoria con i suoi compagni nel castello di Stirling. Tutti tranne uno: Sir Andrew de Moray, il più abile alleato ed amico di Wallace, venne mortalmente colpito e non si riprese mai dalle ferite ricevute nella battaglia. Morì di infezione in un letto alcune settimane dopo e Wallace fu solo nella difesa del regno di Scozia. Altre fonti affermano che venne fatto cavaliere da Roberto Bruce, nella foresta di Selkirk, e nominato "Guardiano del Regno di Scozia", una carica che tenne con onore, fedeltà e dignità.
Come risultato di questa battaglia gli Inglesi vennero cacciati dalla Scozia, tranne per Roxburgh e Berwick, nei cui castelli due forti guarnigioni Inglesi mantennero una caparbia resistenza, fino a quando vennero rimpiazzate da Surrey nel Gennaio 1298.
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lunedì 11 settembre 2023
lunedì 23 agosto 2021
#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi
Buongiorno, oggi è il 23 agosto.
Il 23 agosto 1305 veniva giustiziato a Londra William Wallace, destinato a diventare l'eroe nazionale scozzese.
Nel 1296 Edoardo I d’Inghilterra si mosse con tutte le forze del regno contro la nemica e vicina Scozia con l’ovvio intento di conquistarne il territorio. La campagna fu vittoriosa, il re scozzese John Baliol fu imprigionato e molti nobili prestarono giuramento al re inglese, ormai fortemente convinto di avere la nazione in pugno.
Edoardo I pose a guardia del regno settentrionale un grande feudatario di origine normanna, Giovanni di Warenne conte del Surrey, che aveva dato un forte contributo sia nella campagna di Galles sia in quella scozzese. Ormai vecchio per il compito assegnatogli, lo affidó ad altri due funzionari inglesi, Ugo di Cressingham e Guglielmo di Ormsby, nominati rispettivamente tesoriere e giustiziere di Scozia.
I soprusi nei confronti del popolo scozzese non tardarono a presentarsi, scatenando insurrezioni caratterizzate dall’assenza di un comandante a causa del giuramento che i nobili avevano prestato all’Inghilterra.
Fu quindi il momento di William Wallace (piccolo proprietario delle Basse Terre occidentali appena venticinquenne) che, in seguito all’uccisione della donna che amava, attaccó con un gruppo di uomini fidati, la guarnigione di Lanark uccidendo lo sceriffo inglese Sir Guglielmo di Hazelrig.
Altre fonti sostengono invece che Sir Wallace sia insorto contro gli inglesi per vendicare la morte del padre e che il tutto ebbe inizio durante una lite con due ufficiali per il possesso di alcuni pesci. Un motivo futile ma dimostrativo dell’odio di Wallace nei confronti del popolo inglese.
Non possiamo sapere con certezza quale fu il reale motivo scatenante per mancanza di documenti del tempo ma solo affidarci alle notizie lasciateci da alcuni storici successivamente alle vicende. Potrebbero anche essere vere entrambe.
Wallace inizió a radunare attorno a sé sbandati, scontenti e tutti coloro che erano pronti a mettere in pericolo la propria vita a favore dell’indipendenza della Scozia. Le accurate tattiche di guerriglia escogitate dallo scozzese conferirono alla sua armata numerose vittorie e un gran credito tanto che, quando giunsero in prossimitá di Scone, il giustiziere Ormsby preferí darsi alla fuga e tornare in Inghilterra. Wallace inoltre aveva dichiarato di combattere in nome del prigioniero re Baliol. Il guardiano Warenne fu costretto a prendere provvedimenti e mosse contro i ribelli 40000 fanti e 300 cavalieri. Le forze di Wallace contavano invece circa 180 cavalieri e qualche migliaio di fanti, che armati di picche e asce, misero in seria difficoltá le truppe nemiche costrette a muoversi tra le montagne scozzesi.
Ció spinse Edoardo I a rinforzare ulteriormente le fila del proprio esercito, ignaro che ancora una volta sarebbe stato sconfitto dagli astuti scozzesi. Wallace nel frattempo si uní a Andrew de Moray, nobile scozzese impegnato a guidare la rivolta nella scozia del nord.
Si arrivó dunque alla famosa battaglia di Stirling Bridge durante la quale gli scozzesi, capitanati da Wallace, attesero nascosti sulle montagne l’arrivo degli inglesi al ponte. Una volta iniziato l’attraversamento, li attaccarono uccidendoli uno alla volta e costringendoli alla ritirata mentre i compagni dalle retrovie li spingevano avanti perché continuassero ad affrontare il nemico.
Il ponte a causa dell’eccessivo peso crolló e molti inglesi affogarono, gli altri invece vennero colti di sorpresa dalle truppe scozzesi che avevano guadato il fiume piú a monte. Il forte e organizzato esercito inglese, composto da circa 3000 cavalieri, venne letteralmente spazzato via.
Fino ad allora la cavalleria aveva sempre considerato la fanteria come marmaglia da disperdere ma in questa occasione, grazie alla conformazione del territorio e alle strategie accuratamente studiate, dovette fortemente ricredersi e ammetterne la superioritá in determinate situazioni. (Ci volle comunque del tempo prima che questo messaggio venisse perfettamente recepito.)
Hugh Cressingham, il tesoriere, venne ucciso nel corso della battaglia e la vittoria fu un enorme iniezione di fiducia per l’esercito scozzese. Wallace venne dichiarato cavaliere e Guardiano di Scozia mentre De Moray, rimasto gravemente ferito, morí tre mesi dopo lasciando al solo Wallace il compito di difendere la nazione.
L’anno seguente (1298) gli inglesi invasero nuovamente la Scozia facendo terra bruciata al loro passaggio e riconquistando alcuni castelli perduti senza incontrare l’opposizione dei ribelli fino a Falkirk. Wallace organizzó i suoi lancieri in quattro schiltron, formazioni circolari in cui i soldati tenevano le picche inclinate verso l’alto e col calcio ben piantato per terra creando un ostacolo difficilmente superabile da fanti e cavalieri. Gli schiltron erano difesi da piccoli gruppi di arcieri che vennero presto dispersi dalla cavalleria inglese. Gli arcieri inglesi nel frattempo si concentrarono sugli schiltron scagliando una gran quantitá di frecce e riuscendo ad aprire dei varchi che permisero ai cavalieri di affondare i colpi. La cavalleria scozzese, in netta inferioritá numerica, si diede alla fuga.
Anche Wallace riuscí a scappare ma la sua reputazione e il suo orgoglio ne pagarono un caro prezzo. La fuga duró fino a maggio 1305 quando un cavaliere scozzese traditore, John de Menteith, lo catturó nelle vicinanze di Glasgow. Il 23 agosto 1305 a Smithfield (Londra) venne sommariamente processato e condannato a morte subendo il trattamento riservato ai traditori.
Venne impiccato e il corpo squartato in quattro parti che vennero macabramente esposte a Edimburgo, Perth, Berwick e Newcastle. La testa fu invece impalata ed esposta sul London Bridge. La lapide si trova al St Bartolomew’s Hospital a Smithfield vicino al luogo dell’esecuzione e ancora oggi, gli scozzesi vi depongono dei fiori.
Un traditore per gli inglesi, una leggenda per il popolo scozzese, che ne hanno fatto il loro eroe nazionale.
Nel 1995 Mel Gibson fece un film romanzando ampiamente le sue gesta. Braveheart vinse 5 premi oscar.
Il 23 agosto 1305 veniva giustiziato a Londra William Wallace, destinato a diventare l'eroe nazionale scozzese.
Nel 1296 Edoardo I d’Inghilterra si mosse con tutte le forze del regno contro la nemica e vicina Scozia con l’ovvio intento di conquistarne il territorio. La campagna fu vittoriosa, il re scozzese John Baliol fu imprigionato e molti nobili prestarono giuramento al re inglese, ormai fortemente convinto di avere la nazione in pugno.
Edoardo I pose a guardia del regno settentrionale un grande feudatario di origine normanna, Giovanni di Warenne conte del Surrey, che aveva dato un forte contributo sia nella campagna di Galles sia in quella scozzese. Ormai vecchio per il compito assegnatogli, lo affidó ad altri due funzionari inglesi, Ugo di Cressingham e Guglielmo di Ormsby, nominati rispettivamente tesoriere e giustiziere di Scozia.
I soprusi nei confronti del popolo scozzese non tardarono a presentarsi, scatenando insurrezioni caratterizzate dall’assenza di un comandante a causa del giuramento che i nobili avevano prestato all’Inghilterra.
Fu quindi il momento di William Wallace (piccolo proprietario delle Basse Terre occidentali appena venticinquenne) che, in seguito all’uccisione della donna che amava, attaccó con un gruppo di uomini fidati, la guarnigione di Lanark uccidendo lo sceriffo inglese Sir Guglielmo di Hazelrig.
Altre fonti sostengono invece che Sir Wallace sia insorto contro gli inglesi per vendicare la morte del padre e che il tutto ebbe inizio durante una lite con due ufficiali per il possesso di alcuni pesci. Un motivo futile ma dimostrativo dell’odio di Wallace nei confronti del popolo inglese.
Non possiamo sapere con certezza quale fu il reale motivo scatenante per mancanza di documenti del tempo ma solo affidarci alle notizie lasciateci da alcuni storici successivamente alle vicende. Potrebbero anche essere vere entrambe.
Wallace inizió a radunare attorno a sé sbandati, scontenti e tutti coloro che erano pronti a mettere in pericolo la propria vita a favore dell’indipendenza della Scozia. Le accurate tattiche di guerriglia escogitate dallo scozzese conferirono alla sua armata numerose vittorie e un gran credito tanto che, quando giunsero in prossimitá di Scone, il giustiziere Ormsby preferí darsi alla fuga e tornare in Inghilterra. Wallace inoltre aveva dichiarato di combattere in nome del prigioniero re Baliol. Il guardiano Warenne fu costretto a prendere provvedimenti e mosse contro i ribelli 40000 fanti e 300 cavalieri. Le forze di Wallace contavano invece circa 180 cavalieri e qualche migliaio di fanti, che armati di picche e asce, misero in seria difficoltá le truppe nemiche costrette a muoversi tra le montagne scozzesi.
Ció spinse Edoardo I a rinforzare ulteriormente le fila del proprio esercito, ignaro che ancora una volta sarebbe stato sconfitto dagli astuti scozzesi. Wallace nel frattempo si uní a Andrew de Moray, nobile scozzese impegnato a guidare la rivolta nella scozia del nord.
Si arrivó dunque alla famosa battaglia di Stirling Bridge durante la quale gli scozzesi, capitanati da Wallace, attesero nascosti sulle montagne l’arrivo degli inglesi al ponte. Una volta iniziato l’attraversamento, li attaccarono uccidendoli uno alla volta e costringendoli alla ritirata mentre i compagni dalle retrovie li spingevano avanti perché continuassero ad affrontare il nemico.
Il ponte a causa dell’eccessivo peso crolló e molti inglesi affogarono, gli altri invece vennero colti di sorpresa dalle truppe scozzesi che avevano guadato il fiume piú a monte. Il forte e organizzato esercito inglese, composto da circa 3000 cavalieri, venne letteralmente spazzato via.
Fino ad allora la cavalleria aveva sempre considerato la fanteria come marmaglia da disperdere ma in questa occasione, grazie alla conformazione del territorio e alle strategie accuratamente studiate, dovette fortemente ricredersi e ammetterne la superioritá in determinate situazioni. (Ci volle comunque del tempo prima che questo messaggio venisse perfettamente recepito.)
Hugh Cressingham, il tesoriere, venne ucciso nel corso della battaglia e la vittoria fu un enorme iniezione di fiducia per l’esercito scozzese. Wallace venne dichiarato cavaliere e Guardiano di Scozia mentre De Moray, rimasto gravemente ferito, morí tre mesi dopo lasciando al solo Wallace il compito di difendere la nazione.
L’anno seguente (1298) gli inglesi invasero nuovamente la Scozia facendo terra bruciata al loro passaggio e riconquistando alcuni castelli perduti senza incontrare l’opposizione dei ribelli fino a Falkirk. Wallace organizzó i suoi lancieri in quattro schiltron, formazioni circolari in cui i soldati tenevano le picche inclinate verso l’alto e col calcio ben piantato per terra creando un ostacolo difficilmente superabile da fanti e cavalieri. Gli schiltron erano difesi da piccoli gruppi di arcieri che vennero presto dispersi dalla cavalleria inglese. Gli arcieri inglesi nel frattempo si concentrarono sugli schiltron scagliando una gran quantitá di frecce e riuscendo ad aprire dei varchi che permisero ai cavalieri di affondare i colpi. La cavalleria scozzese, in netta inferioritá numerica, si diede alla fuga.
Anche Wallace riuscí a scappare ma la sua reputazione e il suo orgoglio ne pagarono un caro prezzo. La fuga duró fino a maggio 1305 quando un cavaliere scozzese traditore, John de Menteith, lo catturó nelle vicinanze di Glasgow. Il 23 agosto 1305 a Smithfield (Londra) venne sommariamente processato e condannato a morte subendo il trattamento riservato ai traditori.
Venne impiccato e il corpo squartato in quattro parti che vennero macabramente esposte a Edimburgo, Perth, Berwick e Newcastle. La testa fu invece impalata ed esposta sul London Bridge. La lapide si trova al St Bartolomew’s Hospital a Smithfield vicino al luogo dell’esecuzione e ancora oggi, gli scozzesi vi depongono dei fiori.
Un traditore per gli inglesi, una leggenda per il popolo scozzese, che ne hanno fatto il loro eroe nazionale.
Nel 1995 Mel Gibson fece un film romanzando ampiamente le sue gesta. Braveheart vinse 5 premi oscar.
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