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sabato 26 maggio 2012

#Vicenza #Monte Berico #Santuario::

Fra i colli che coronanoVicenza, Monte Berico è certamente il più famoso: sulla sua sommità, s’erge maestosa e solenne la Basilica della Vergine, uno dei santuari mariani più importanti d’Italia. La pia leggenda narra che - durante la terribile pestilenza del 1426 - la Madonna apparve ad una vecchia, Vincenza Pasini, chiedendo che fosse costruita in suo onore una chiesa di forme gotiche, di cui tracciò la pianta. La chiesetta fu compiuta in tre mesi; nel Cinquecento, la chiesa fu ampliata per mano del Palladio, ma l’aggiunta fu abbattuta nel 1688, quando - su disegno di Carlo Borella - fu eretto il nuovo e maestoso tempio che ancor oggi si vede. Il Santuario è affidato all’ordine dei Serviti, cioè ai Frati Servi di Maria, che l’hanno via via trasformato in un importantissimo centro spirituale, molto frequentato dai pellegrini, specialmente per le confession

http://www.tuttoberici.it/Arte/MonteBerico/indice.htm 

 In una monografia del primo Novecento, Giuseppe Pettinà così descrive l’edificio: “La basilica della Vergine si presenta, sulla vetta, solenne nella sua mole massiccia ed ornata. Ha tre facciate, su cui sono ben quarantadue statue per gran parte di Orazio Marinali: sopra ogni porta è un bassorilievo. L'interno è formato da due Chiese, di cui la più antica è di stile gotico e la più recente di stile greco-romano, del 1668, su disegno dell'architetto Borella. Nella prima, che conserva l'elegante sua facciata è il capolavoro del pittore vicentino Bartolomeo Montagna, che rappresenta la Deposizione della Croce : tela di grande pregio che Giacomo Zanella disse la gemma artistica del tempio. A breve distanza in una nicchia sovrastante l'altare maggiore è la statua, in fama di miracolosa, della Vergine, opera di Antonio da Venezia giudicata fra le migliori sculture gotiche. Annesso alla chiesa è un piccolo convento abitato da prima dai Frati di S. Agostino, che lo dovettero abbandonare nel 1435 ai Servi di Maria, i quali vi dimorano ancora. Nel refettorio del Monastero è la celebre Cena di S.  GregorioMagno dipinta nel 1572 da Paolo Veronese: quadro di grandi dimensioni e di inestimabile pregio. Nel 1812, avvenuta la soppressione dei conventi, Napoleone primo se ne impadronì, ordinando che fosse trasportato a Parigi. Invece si fermò  a Milano nella cui galleria di Brera rimase per cinque anni. Nel 1817 l'Imperatore Francesco II lo faceva ricollocare nel refettorio del convento  e Vicenza lo riaccoglieva al suono delle musiche e delle campane. Ma venne il fiero 10 giugno 1848, in cui la soldataglia austriaca, briaca di sangue e di strage, a colpi di baionetta lo faceva in ben trentadue pezzi. Qualche anno dopo il veneziano Andrea Tagliapietra lo restaurava lodevolmente, così come ora si ammira. Accanto alla chiesa è il campanile dell'architetto vicentino Antonio Piovene. La costruzione ne durò da1 1825 al 1852 ed ha una maestosa cella campanaria”
http://www.paesionline.it/vicenza/foto_dettaglio.asp?filename=5454_vicenza_portici_e_santuario_di_monte_berico 
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Al Santuario si sale per due vie, che offrono entrambe un magnifico ed ampio panorama, pieno di dolce fascino: una via, originale nelle sue particolarità, vien detta delle “Scalette” ed è formata da una lunga scalinata di 192 gradini frammezzata da brevi pianerottoli; l'altra, detta dei “Portici”, parte dalla fine di Campo Marzo, sale per circa 700 metri e risulta dall’unione di 150 portici aperti sul pendio; i portici furono costruiti verso la metà del Settecento, di su disegno dell’architetto Francesco Muttoni e su commissione di società e di nobili famiglie vicentine.
Davanti alla facciata settentrionale della Basilica il grandioso Piazzale della Vittoria - inaugurato il 23 settembre 1924 - offre uno splendido panorama della pianura e dei monti non lontani: un vago circuito di balaustrata verso la città si sviluppa per 360 metri, e, sul davanzale di questa ampia balconata, è tracciato il quadrante panoramico delle Prealpi Venete, dai Lessini alla Laguna, dal Pasubio al Piave.
Nelle vicinanze del tempio è stato eretto un monumento al Genio dell’Indipendenza, opera del Tantardini, che ricorda gli eroi caduti per la libertà della Patria nella fatidica difesa di Vicenza del 1848; a breve distanza, sta un sobrio ed austero monumento funebre eretto dall’Austria nel 1860, per commemorare i suoi soldati, che qui combatterono e morirono.

fonte web: http://guide.travelitalia.com/it/guide/vicenza/santuario-di-monte-berico/

venerdì 25 maggio 2012

#Vicenza #Basilica Palladiana #Piazza Dei Signori::

http://www.hotelfree.it/itinerari_veneto/basilica_palladiana.asp
 E’ la costruzione simbolo di  Vicenzae domina tutto il lato sud di Piazza dei Signori Le origini del monumento, che è fra i più celebri d'Italia, sembrano risalire ai tempi di re Teodorico; certamente la Basilica è uno dei primi monumenti d'arte gotica apparsi in Italia. La parte interna della struttura rappresenta un modello di puro stile gotico e fu variamente danneggiata nei secoli: ma la sua solida ossatura archiacuta ha resistito ai danni del tempo, agli incendi e all’incuria: su di essa l'edificio è risorto più volte.
Il complesso edificio - che fin dall'inizio fu il cuore della vita pubblica cittadina - fu realizzato in due momenti distinti. Il primitivo palazzo della Ragione fu infatti edificato alla metà del Quattrocento da Domenico da   il piano superiore fu interamente occupato dall'enorme salone del Consiglio dei Quattrocento. Alla fine del secolo, crollarono le logge e il doppio ordine di portici. Fu allora che i reggitori della città, con l’approvazione del governo di  Venezia pensarono di scongiurarne la rovina estrema. Il dibattito ed i progetti sul da farsi furono molti: furono sentiti i maggiori architetti dell’epoca (Giulio Romano, il Sansovino, il Sammicheli), ma alla fine il Consiglio accettò - nel 1549 - il progetto del giovane Andrea Palladio, e questi fu incaricato dell'esecuzione. I lavori cominciarono nel 1549 e terminarono nel 1614: prima di morire - nel 1580 - il Palladio riuscì a veder compiuta la maggior parte dell’opera, e scoperta la meravigliosa facciata che prospetta su Piazza dei Signori

http://www.travellingbazaar.com/images/Vicenza/Piazza%20dei%20Signori%20Vicenza.JPG

Le difficoltà di esecuzione erano enormi: in particolare, bisognava combinare la rivestitura esterna con le arcate interne a sesto acuto dell’edificio, che non si potevano toccare senza, o far crollare del tutto la parte gotica dell'edificio, o cambiarne completamente la fisionomia storica e tradizionale. Palladio risolse il problema, facendo sorgere intorno all'antico edificio, una nuova struttura, tutta a loggiati e colonne di stile classico, purissimo, imponente ed in perfetta rispondenza con le arcate interne e l'antica ossatura: con questa soluzione, sicuramente geniale, il colosso gotico della Basilica non fu intaccato. Il primo ordine delle logge è dorico, il secondo è ionico; il piano terreno resta occupato da vecchie arcate aperte al passeggio e da vari negozi.
Si sale al piano superiore per due scale: una sotto la loggia verso la Piazza, è opera del 1496; l'altra a sud-est, fu costruita nel 1610 da Angelo Benatello. Il salone pensile del primo piano - lungo 52 metri, largo 21, ed alto 25 - è illuminato da 24 finestre e da occhi: fu coperto dall'altissima volta carenata rivestita di piombo. In passato ospitò fastose cerimonie civili e religiose ed erudite rappresentazioni sceniche. Le statue che ornano l'attico delle logge, sono in gran parte del Vittoria e del Grazioli: molte di esse sono state eseguite su disegni e modelli forniti dal grande architetto.
Il complesso della Basilica Palladiana - armonico, perfetto e compiutamente artistico - si offre da secoli all’ammirazione di chi lo osserva e lo studia. Dopo aver visitato Vicenza il grande poeta tedesco Goethe disse: "Non è possibile descrivere l'impressione che fa la Basilica di Palladio..."

fonte Web: http://guide.travelitalia.com/it/guide/vicenza/basilica-palladiana/

martedì 30 agosto 2011

I Sensi di Accademia: Agriturismo Collalto - Vicenza

 Agriturismo Collalto
Via Collalto,36-36060 Molvena (VI)







Affacciato sulle colline di Marostica, è un agriturismo nel vero significato del termine: tutti i prodotti sono rigorosamente di produzione propria, abilmente preparati dallo chef e proprietario, persona geniale ed eccentrica, appassionatissimo di cucina, tradizione e con una capacità di comunicazione decisamente rara. Non andateci pensando di scegliere nel menù! Si prenota, si sa che si spende attorno ai 30-35 euro, ma si sa cosa si mangia solo quando si è lì; il cuoco si alza al mattino e passeggia nell'orto e nei campi, in base a ciò che raccoglie organizza il menù...potrete assaporare uno stupendo risotto con liquirizia o un roast-beef con ciliege (prodotto igp locale), dolci deliziosi, in un'atmosfera rilassante, servizio impeccabile.

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