Cerca nel web

Visualizzazione post con etichetta Sisto IV. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sisto IV. Mostra tutti i post

sabato 15 agosto 2026

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno. Oggi è il 15 agosto, festa dell'Assunta.
Il 15 Agosto 1483 Papa Sisto IV consacra e dedica all'Assunta la cappella che prenderà il suo nome, conosciuta in tutto il mondo come Cappella Sistina.
Papa Sisto IV della Rovere (pontefice dal 1471 al 1484) fece ristrutturare l'antica Cappella Magna tra il 1477 e il 1480. La decorazione quattrocentesca delle pareti comprende: i finti tendaggi, le Storie di Mosè (pareti sud - ingresso) e di Cristo (pareti nord - ingresso) e i ritratti dei Pontefici (pareti nord - sud - ingresso). Essa fu eseguita da un'équipe di pittori costituita inizialmente da Pietro Perugino, Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Cosimo Rosselli, coadiuvati dalle rispettive botteghe e da alcuni più stretti collaboratori tra i quali spiccano Biagio di Antonio, Bartolomeo della Gatta e Luca Signorelli. Sulla volta Pier Matteo d'Amelia dipinse un cielo stellato. L’esecuzione degli affreschi ebbe inizio nel 1481 e fu portata a termine nel 1482. A quest’epoca risalgono anche le opere in marmo: la transenna, la cantoria (ove prendevano posto i cantori), e lo stemma pontificio sopra la porta d’ingresso. Il 15 agosto del 1483 Sisto IV consacrò la nuova cappella dedicandola all'Assunta. Giulio II della Rovere (pontefice dal 1503 al 1513), nipote di Sisto IV, decise di modificarne in parte la decorazione, affidando nel 1508 l'incarico a Michelangelo Buonarroti, il quale dipinse la volta e, sulla parte alta delle pareti, le lunette. Nell'ottobre 1512 il lavoro era compiuto e il giorno di Ognissanti (1° novembre) Giulio II inaugurò la Sistina con una messa solenne. Nei nove riquadri centrali sono raffigurate le Storie della Genesi, dalla Creazione alla Caduta dell'uomo, al Diluvio e al successivo rinascere dell'umanità con la famiglia di Noè.
E' probabile il riferimento alla prima lettera di Pietro (3,20-22) dove l'acqua del diluvio è vista come segno profetico dell'acqua del Battesimo, dalla quale esce un'umanità nuova, quella dei salvati da Cristo. Negli spazi tra le vele compaiono, seduti su monumentali troni, cinque Sibille e sette Profeti. Nei quattro pennacchi angolari sono le Salvazioni miracolose di Israele mentre nelle vele e nelle lunette (pareti nord - sud - ingresso) figurano gli Antenati di Cristo. Verso la fine del 1533 Clemente VII de' Medici (pontefice dal 1523 al 1534) incaricò Michelangelo di modificare ulteriormente la decorazione della Sistina dipingendo sulla parete d'altare il Giudizio Universale. Ciò causò la perdita degli affreschi quattrocenteschi, vale a dire della pala con la Vergine Assunta tra gli Apostoli e i primi due episodi delle storie di Mosè e di Cristo, dipinti dal Perugino. In questo affresco Michelangelo volle rappresentare il ritorno glorioso di Cristo alla luce dei testi del Nuovo Testamento (cfr. Matteo 24,30-31; 25,31-46; I lettera ai Corinzi 15,51-55). L'artista iniziò la grandiosa opera nel 1536 durante il pontificato di Paolo III e la portò a compimento nell'autunno del 1541. Michelangelo, servendosi delle sue straordinarie capacità artistiche, ha cercato di tradurre in forme visibili l'invisibile bellezza e maestà di Dio e guidato dalle parole della Genesi ha fatto della Cappella Sistina "il santuario della teologia del corpo umano" (Omelia, pronunciata da S.S. Giovanni Paolo II, 8 aprile 1994). Nella seconda metà del Cinquecento vennero rifatti gli affreschi della Parete d'ingresso: Hendrik van den Broeck ridipinse la Resurrezione di Cristo del Ghirlandaio, mentre Matteo da Lecce la Disputa sul corpo di Mosè del Signorelli, i quali erano stati gravemente danneggiati dal crollo della porta avvenuto nel 1522. Gli affreschi della Cappella Sistina hanno subito un completo restauro tra il 1979 e il 1999. L'intervento ha riguardato anche le parti marmoree e cioè la cantoria, la transenna e lo stemma di Sisto IV. Nella Cappella viene ancor oggi tenuto il Conclave per l'elezione del Sommo Pontefice. Sono ancora le parole dell'Omelia pronunciata da Sua Santità Giovanni Paolo II a sottolineare la primaria importanza della Sistina nella vita della Chiesa: "La Cappella Sistina è il luogo che, per ogni Papa, racchiude il ricordo di un giorno particolare della sua vita [...]. Proprio qui, in questo spazio sacro, si raccolgono i Cardinali, aspettando la manifestazione della volontà di Cristo riguardo alla persona del Successore di San Pietro [...] E qui, in spirito di obbedienza a Cristo e affidandomi alla sua Madre, ho accettato l'elezione scaturita dal Conclave, dichiarando [...] la mia disponibilità a servire la Chiesa. Così dunque la Cappella Sistina ancora una volta è diventata davanti a tutta la Comunità cattolica il luogo dell'azione dello Spirito Santo che costituisce nella Chiesa i Vescovi, costituisce in modo particolare colui che deve essere il Vescovo di Roma e il Successore di Pietro."
   

lunedì 26 aprile 2021

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 26 aprile.
Il 26 aprile 1478 a Firenze, venne ordita e messa in pratica la cosiddetta "congiura dei Pazzi".
Francesco de Pazzi, famiglia di banchieri fiorentina che per più di una volta era andata contro le decisioni dei Medici, tentò di convincere i suoi parenti a detronizzare Lorenzo de Medici e suo fratello Giuliano, per impossessarsi del potere della città tramite un rovesciamento del governo. I cospiratori di questo complotto compresero che il loro successo dipendeva dall'uccisione di entrambi i fratelli Medici. Fu ingaggiato per compiere l'attentato Gian Battista da Montesecco, capitano mercenario al servizio dei Riario, e una volta compiuto il fatto, Jacopo de Pazzi avrebbe incitato la città ad insorgere in nome della libertà, mentre le truppe di Imola organizzate dal Papato e un reparto di Città di Castello, guidati da Lorenzo Giustini sarebbe stato pronto per invadere il territorio fiorentino.
Il sicario Gian Battista da Montesecco era riluttante a compiere quell'uccisione senza l'approvazione del Papa Sisto IV. Furono così convocati i Pazzi e il sicario in Vaticano dal Papa. In un primo momento Sisto IV si pronunciò contrario all'uccisione di Medici anche se espresse tale opinione su Lorenzo: << Io desidero che il governo venga tolto dalle mani di Lorenzo, è un uomo violento e cattivo che non ha alcun riguardo per noi. Se egli venisse espulso, potremmo fare ciò che vogliamo della Repubblica>> poi con le rassicurazione del Salviati approvò che Lorenzo fosse spodestato con ogni mezzo possibile.
Il problema seguente fu l'occasione per liberarsi dei due fratelli: In un primo momento fu proposto d'invitare Lorenzo a Roma, un viaggio dal quale non avrebbe fatto ritorno e Giuliano in tempi posteriori, tuttavia Lorenzo rifiutò l'invito. I cospiratori si diressero così a Firenze. Girolamo Pazzi sfruttò la persona di suo nipote Raffaele Riario, che in seguito ad una lettera scritta al Magnifico fu invitato a visitare Villa Medici di Fiesole. L'attentato non ebbe luogo in quanto Giuliano non potè accompagnare Lorenzo a ricevere l'ospite, così tutto fu posticipato alla settimana seguente, quando Raffaele Riario espresse il desiderio di osservare la collezione di Lorenzo.
Lorenzo acconsentì al desiderio del giovane cardinale, dandogli incontro all'ora di pranzo della domenica successiva dopo che la famiglia Medicea si fosse recata alla Messa nella Cattedrale. Si era deciso che gli assassini agissero durante il pasto ma sorse un problema: Giuliano non si sarebbe recato a pranzo con il fratello ed il Cardinale, così fu progettato di compiere il delitto durante la sacra cerimonia nel momento dell'elevazione dell'Ostia. Il Montesecco si rifiutò di compiere un omicidio in un luogo sacro, così al suo posto furono ingaggiati due preti che si assunsero la responsabilità di uccidere Lorenzo; mentre per l'assassinio di Giuliano furono incaricati Francesco Pazzi e Bernardo Bandini Baroncelli.
Il 26 aprile era il giorno prestabilito, così quando Giuliano si recò verso la Cattedrale Francesco Pazzi lo abbracciò con gesto amichevole assicurandosi che così il secondogenito di Piero il Gottoso non indossasse la maglia metallica. Quando giunse il momento il Baroncelli trapassò con un pugnale il fianco di Giuliano facendolo barcollare di fronte a Francesco Pazzi che inflisse al suo corpo ben diciannove colpi di spada. Invece vicino al coro, Lorenzo sguainando prontamente la spada riuscì a ribattere i colpi dei suoi assalitori, e scappando verso l'altare si imbattè con gli assassini di suo fratello, così corse colpito di striscio al collo verso la sacrestia. I suoi amici chiusero le porte bronzee ed uno di essi gli succhiò la lieve ferità che aveva sul collo per timore che il pugnale che l'aveva colpito fosse stato immerso nel veleno.
Nella Cattedrale la confusione era sovrana, Giuliano era disteso a terra morente sul selciato, Lorenzo era nella sacrestia, i fedeli scapparono informando i loro concittadini che entrambi i fratelli Medici avevano perso la vita in un attentato. Il Cardinale Raffaello si era nascosto in un'altra Sacrestia della Cattedrale; l'arcivescovo Salviati insieme ad un gruppo di suoi sostenitori si era recato verso Palazzo Pubblico con tutta l'intenzione di attuare un vero e proprio colpo di stato, ma questi sorprese il Gonfaloniere di Giustizia, Cesare Petrucci a pranzo con i membri della Signoria. Il Gonfaloniere avendo valutato la situazione decise di suonare le campane in modo che il popolo potesse difendere il governo e che gli assalitori non scappassero.
La città era terrorizzata al solo pensiero che entrambi i fratelli Medici avessero perso la vita, ma poche ore dopo il Magnifico si affacciò al balcone della sua dimora. Così il popolo in parte rassicurato si diede alla caccia degli attentatori: Francesco de Pazzi e l'Arcivescovo Salviati furono impiccati alle finestre del Palazzo Pubblico. Giorni dopo Jacopo de Pazzi, i due preti e Renato de Pazzi subirono la stessa sorte. Al Montesecco, dopo che fu accertata la sua parte nella cospirazione fu data una morte da soldato, morendo di spada. In tutto a Firenze furono uccise ottanta persone, il popolo aveva dimostrato in quell'occasione un grande affetto e fiducia nella Signoria dei Medici. I principali cospiratori della congiura furono ritratti impiccati in un affresco sui muri della prigione, vicino Palazzo Pubblico da Sandro Botticelli come esempio di infedeltà.
L'affresco fu distrutto dopo che i Medici vennero espulsi da Firenze nel 1494. Da allora il 26 aprile divenne un giorno di lutto per la scomparsa del fratello del Magnifico. In seguito si seppe che Giuliano aveva avuto un figlio illegittimo che Lorenzo prese con sè fornendogli un ottima educazione e facendogli svolgere la carriera ecclesiastica, avviando i suoi passi sul cammino che l'avrebbe portato all'ascesa al Papato come Clemente VII, il primo pontefice della Famiglia Medicea. In ultima analisi il tentativo dei Pazzi di abbattere il potere dei Medici non aveva fatto altro che accrescere l'autorità del Magnifico.


Cerca nel blog

Archivio blog