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venerdì 7 marzo 2025

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 7 marzo.

Il 7 marzo 1912 Roald Amundsen annuncia la scoperta del polo Sud.

Roald Engelbert Amundsen, celebre esploratore, è nato il 16 luglio 1872 a Borge, vicino Oslo. Secondo le aspettative familiari avrebbe dovuto dedicarsi a studi di medicina, invece, guidato da un innato spirito di avventura, è attratto da una vita più movimentata e perigliosa.

Decide dunque di arruolarsi nella Marina, scelta che più tardi gli permetterà di partecipare alla prima spedizione polare della sua vita, quella effettuata con il "Belgica" negli anni che vanno dal 1897 al 1899. La dura vita a bordo della nave tempra il norvegese e gli serve come preparazione alle future avventure in ambiente artico.

Un suo clamoroso successo, a riprova della dote innata che aveva per la soluzione di situazioni estreme, si ha qualche anno dopo, agli inizi del Novecento quando, al comando della nave "Gjöa", riesce a portare a termine, per primo, la rotta attraverso il terribile passaggio di Nord-Ovest e a determinare la posizione del polo magnetico boreale. Questo risultato lo spinge a voler intraprendere altri viaggi e altre esplorazioni. La mente gli corre al Polo Nord, allora terra inesplorata. E' già in procinto di organizzare una spedizione quando scopre di esser stato preceduto da Peary, che raggiunge la meta nel 1909. Conquistato un Polo, però, ne rimaneva pur sempre un altro...

Amundsen cambia allora destinazione ma, stranamente, non pubblicizza la cosa e non ne fa parola con nessuno. Anzi, compra in gran segreto la nave "Fram", già utilizzata nell'artico da Nansen, riempiendosi di debiti e parte appunto per il Polo Sud.

Non sa però di essere in competizione con l'inglese Scott, anche lui partito per la stessa destinazione con una spedizione organizzata fin nei più piccoli particolari e con ben altri mezzi. Inizia a questo punto la sfiancante e terrificante sfida che ha visto protagonisti i due grandi esploratori, decisi a tutto pur di essere i primi a piantare la bandiera del proprio paese all'estremità più inaccessibile del Pianeta Terra.

Il 14 dicembre del 1911 i cinque membri del gruppo piantano la bandiera norvegese al Polo Sud. La foto che immortala il momento è ormai storica. Il 25 gennaio 1912 la spedizione fu di ritorno al campo base dopo aver percorso 2.980 km in 99 giorni; erano rimasti 11 cani su 13 mentre gli uomini avevano patito accecamento da neve, congelamenti e bruciature da vento. Un mese dopo anche Scott arriverà sul posto, trovando un messaggio lasciato dall'equipaggio norvegese. Una brutta fine attende però l'inglese e i suoi compagni: saranno ritrovati morti assiderati nell'inverno del 1913 a soli 18 km dal campo base che avrebbe permesso loro la sopravvivenza.

Soddisfatto di aver realizzato il sogno della sua vita, l'esploratore non è certo pago di questo. Rientrato in patria e pagati i debiti, organizza nuovi viaggi. Nel 1918/20 percorre il passaggio a nord-est sulle tracce del barone Nordenskjold mentre nel 1925 riesce a raggiungere gli 88° Nord in aereo. Nel 1926, insieme all'italiano Nobile e all'americano Ellsworth, sorvola il Polo Nord con il dirigibile Norge.

In seguito ad alcune polemiche sorte dopo il viaggio, Amundsen e Nobile non si rivolgono più la parola. Eppure, quando Nobile si schianterà sul pack con il dirigibile Italia, dopo aver raggiunto il Polo Nord, l'esploratore norvegese non esiterà a partire in suo soccorso.

Amundsen decolla, senza più tornare, da Tromsø il 17 giugno del 1928 a bordo del Latham 47, con un aereo messo a disposizione dal governo francese. Alcuni mesi più tardi venne trovato un relitto del suo aeroplano a nord delle coste settentrionali della Norvegia. Di Roald Amundsen non si ebbe più notizia.

La base scientifica internazionale del Polo Sud porta il nome Amundsen-Scott, in onore ai due sfortunati esploratori.

 

sabato 9 gennaio 2021

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 9 gennaio.
Il 9 gennaio 1957 inizia in modo definitivo a operare la base antartica Amundsen-Scott.
 La Base americana di Amundsen-Scott South Pole prende il nome dai 2 esploratori che raggiunsero il Polo Sud rispettivamente nel dicembre del 1911 (Amundsen) e nel gennaio del 1912 (Scott).
La sua ubicazione viene identificata con il Polo Sud geografico; è situata a 90°00’ Sud a 2.835 m s.l.m.; il primo insediamento risale al novembre del 1956.
La temperatura oscilla dai –13,6 °C ai –82,8 °C, con una media annua di –49 °C ed una media mensile, in luglio, di –60 °C; la velocità del vento può andare da una media di 5.5 m/s ad un massimo di 24 m/s; l’accumulo di neve è notevole e va da 6 a 8 cm (di acqua equivalente) per anno.
L’area centrale della Base è stata trasformata nel 1975 con la costruzione di un duomo geodetico di 50 m di diametro e 16 di altezza, con sottopassaggi in acciaio, ospitante costruzioni modulari, depositi di carburante, attrezzature e strumentazioni varie per la ricerca nei seguenti campi: astronomia, astrofisica, fisica dell’alta atmosfera, glaciologia, geofisica, meteorologia e studi biomedici.
Attualmente la ricettività è di 28 persone nel periodo invernale, che da metà febbraio a fine settembre restano isolate dal mondo, e di 130 unità nel periodo estivo.
Dal 1957 al 2007 sono state 1 188 le persone che, a vario titolo, hanno trascorso la stagione invernale nella base del Polo Sud.

lunedì 14 dicembre 2020

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 14 dicembre.
Il 14 dicembre 1911 l'esploratore Roand Amundsen piantava la bandiera norvegese al polo sud, ultimo baulardo inesplorato del nostro pianeta.
La missione era cominciata quasi un anno prima, il 14 gennaio, quando l'esploratore raggiungeva la baia delle balene e piantava il campo base. Successivamente coi suoi uomini predispose dei depositi di provviste ed equipaggiamento lungo il percorso, in modo da potervi fare tappa durante la missione vera e propria e non doversi portare dietro troppi chili durante il viaggio.
Un primo tentativo viene compiuto l'8 settembre: giunti al primo deposito 7 giorni più tardi, il gruppo è costretto a tornare al campo base a causa delle avverse condizioni metereologiche (-51° C) e del principio di assideramento ai talloni di alcuni componenti del gruppo.
Amundsen riparte il 19 ottobre con 4 compagni, 4 slitte e 52 cani.
Secondo i piani la spedizione si dirige immediatamente in direzione sud attraverso la barriera di Ross. Il 23 ottobre viene raggiunto il deposito a 80° sud ed il 3 novembre quello a 82°. Il 15 novembre, arrivati al rifugio costruito a 85°, il gruppo si concede un giorno di riposo in vista dei monti Transantartici. L'ascesa inizia dunque il giorno 17 lungo il prima sconosciuto ghiacciaio Axel Heiberg ed è vista dagli esploratori come più semplice del previsto, sebbene non si tratti di una semplice scalata e vengano compiuti alcuni errori di tragitto.
Dopo 4 giorni il gruppo raggiunge il plateau antartico, è il 21 novembre. Lì viene eretto un campo chiamato macelleria dove vengono uccisi 24 cani per nutrire gli uomini e gli animali rimanenti. I resti sono conservati per essere utilizzati nel viaggio di ritorno.
Le tempeste di neve rimandano la partenza del viaggio attraverso il plateau antartico sino al 25 novembre, quando l'impazienza del team non consente un ulteriore rinvio. Le difficili condizioni meteo rendono però l'avanzata lenta e faticosa. A questo si unisce una morfologia del luogo con numerosi crepacci che ispira al gruppo il sinistro nome di Djevelens Ballsal (sala da ballo del Diavolo, in norvegese). La spedizione raggiunge 87° sud il 4 dicembre ed il 7 dicembre arriva a 88°23' sud, la stessa latitudine raggiunta da Shackleton nella spedizione del 1909, a soli 180 km dalla meta.
Il 14 dicembre 1911 il gruppo dei cinque norvegesi, con 16 cani, arriva al Polo Sud (90°00' sud). Amundsen chiama il campo che erigono Polheim (casa del Polo, in norvegese) e ribattezza il plateau antartico come plateau re Haakon VII. Al momento di tornare a Framheim viene lasciata una piccola tenda ed una lettera che rivendica l'impresa, per testimoniare l'avvenimento anche in caso di morte nel viaggio di ritorno.
Il successo di Amundsen è reso pubblico soltanto il 7 marzo 1912 quando la Fram raggiunge il porto di Hobart, in Tasmania ed Amundsen ha accesso ad una linea telegrafica.
Amundsen racconterà l'impresa nel libro The South Pole: An Account of the Norwegian Antarctic Expedition in the "Fram", 1910–1912. Nel 1912 il club degli esploratori di New York accoglie Amundsen come membro onorario.

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