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giovedì 7 agosto 2025

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi


 Buongiorno, oggi è il 7 agosto.

Il 7 agosto 1947 Thor Heyerdhal conclude positivamente il suo viaggio sulla zattera Kon Tiki.

Di Thor Heyerdahl, celebre esploratore e antropologo norvegese, nato il 6 ottobre 1914, viene principalmente ricordato il motivo per cui ottenne fama mondiale: la traversata a bordo della zattera “Kon-Tiki” nel 1947. Fu un lungo viaggio su una grande zattera dal Perù alla Polinesia, durato 101 giorni, ideato da Heyerdahl nel tentativo di avvalorare una sua ipotesi contraria alle teorie scientifiche allora e tuttora dominanti. In pratica, Heyerdahl voleva dimostrare che in tempi antichi la Polinesia fosse stata abitata da popoli provenienti dal Perù e dalle terre degli Incas, piuttosto che da immigrazioni giunte dall’Asia, ipotesi prevalente ancora oggi. Quindi compì quel viaggio a bordo del “Kon-Tiki”, una zattera di circa 20 metri fatta con tronchi di balsa, costruita imitando le capacità e le disponibilità delle civiltà precolombiane presenti anche nei territori dell’odierno Perù. Thor Heyerdahl partì con altre cinque persone a bordo (quattro norvegesi e uno svedese) il 28 aprile 1947 da Callao, in Perù. Arrivarono nell’arcipelago di Tuamotu, nella Polinesia francese, dopo 101 giorni.

Heyerdahl lavorò a sostenere la sua ipotesi per gran parte della vita, e il successo del viaggio del Kon-Tiki – che prendeva il nome dalla divinità che una leggenda ripresa da Heyerdahl voleva avere ispirato la migrazione sudamericana – fu fondamentale per darle attenzione presso la comunità scientifica, malgrado la convinzione degli studiosi resti quella della colonizzazione da Ovest, e malgrado in molti abbiano attaccato e deriso la ricostruzione di Heyerdahl. Ma il viaggio fu anche una storia di grande fama popolare – e questo, secondo lo stesso Heyerdahl, svilì parte della sua credibilità scientifica – e ne vennero un libro, un documentario e un film tutti di grande successo: oltre che la costruzione di un museo a Oslo che ospita la zattera originale.

La passione di Heyerdahl per la scienza e l’antropologia era cominciata molto presto, quando era ragazzo, e un’importante collezione di reperti polinesiani raccolta a Oslo lo indirizzò verso lo studio di quei luoghi. Partecipò a una prima spedizione in Polinesia già a ventidue anni, subito dopo il primo dei suoi tre matrimoni. Dopo il Kon-Tiki, invece, Heyerdahl studio e viaggiò ancora in Polinesia – con un intenso lavoro sull’Isola di Pasqua – ma anche in diversi altri luoghi del mondo. Morì per un tumore al cervello il 18 aprile 2002, a 87 anni, nel borgo ligure di Colla Micheri, in Italia: dove aveva preso una casa e dove fu sepolto, dopo i funerali di Stato a Oslo.

mercoledì 2 aprile 2025

#AlmanaccoQuotidiano, a cura di #MarioBattacchi


 Buongiorno, oggi è il 2 aprile.

Il 2 aprile 1767 gli inglesi raggiungono un'isola che chiameranno Isola di Giorgio III. Si tratta dell'odierna Tahiti.

La storia delle Isole di Tahiti è ricca ed affascinante. Intorno al 4000 a.C. un’emigrazione di massa iniziò dall’Asia sud orientale con i primi insediati che attraversarono il vasto oceano aperto e scoprirono le isole del Pacifico. In seguito a questa emigrazione i primi abitanti si stabilirono sulle isole Tonga e Samoa intorno al 1300 a.C.; più tardi i Tahitiani iniziarono i viaggi di colonizzazione verso le Isole Marchesi intorno al 200 a.C.

Le altre isole tahitiane vennero colonizzate nei secoli successivi, successivamente lo fu l’intero Pacifico. Quest’area, denominata il « Triangolo Polinesiano », comprende le Isole Hawaii a nord, l’Isola di Pasqua a sudest e la Nuova Zelanda a sudovest. tutti gli abitanti nativi tahitiani, hawaiani e i Maori neozelandesi, quindi, hanno origine da antenati comuni e parlano una lingua simile chiamata Ma’ohi.

L’era delle esplorazioni europee iniziò nel XVI secolo quando giunsero «navi senza bilanciere». Nel 1521 Magellano avvistò l’atollo di Pukapuka che si trova nelle Isole Tuamotu e, nel 1595, l’esploratore spagnolo Mendaña visitò l’isola di Fatu Hiva nelle Marchesi. Più di 170 anni dopo Samuel Wallis, capitano della fregata inglese HMS Dolphin, fu il primo a visitare l’isola di Tahiti durante il suo viaggio alla scoperta della Terra Australis Incognita, un continente mitico subequatoriale che si pensava bilanciasse l’emisfero boreale. Wallis battezzò Tahiti « Isola di Re Giorgio III » e la rivendicò come territorio inglese. Poco dopo, inconsapevole dell’arrivo di Wallis, il navigatore francese Louis-Antoine de Bougainville approdò sulla costa opposta dell’isola di Tahiti e la dichiarò dominio del re di Francia.

Il fascino europeo per le isole si riaccese in seguito alla diffusione della notizia dell’ammutinamento dell’equipaggio del capitano William Bligh a bordo della nave HMS Bounty e dei racconti sulla bellezza e la grazia della gente tahitiana. L’incantesimo di Tahiti e del Pacifico meridionale proseguì con le illustrazioni della flora e fauna tahitiane e con la prima mappa delle isole che riportò il capitano James Cook. Nel XIX secolo, con l’arrivo dei balenieri, dei missionari britannici e delle spedizioni militari francesi, lo stile di vita dei Tahitiani cambiò per sempre e questo provocò anche una rivalità franco-britannica per il controllo delle isole.

La dinastia Pomare governò Tahiti fino al 1880 quando Re Pomare V fu persuaso a cedere Tahiti e molti dei suoi territori alla Francia. Entro il 1958 tutte le Isole di Tahiti furono ricostituite come territorio d’oltremare francese e denominate Polinesia Francese. Nel 2004 la Polinesia Francese divenne Territorio d’Oltremare all’interno della Repubblica Francese con poteri autonomi di governo e la missione di provvedere al benessere della propria popolazione con il commercio e investimenti.

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