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mercoledì 7 agosto 2013

Rassegna #stampa: Intervista a Nadia, regista dell'Accademia dei Sensi

 Onoratissimi diffondiamo l'intervista che Il Giornale di Vicenza ha pubblicato ieri nella rubrica dedicata al teatro e all'arte, Tamtam.
 Protagonista è la nostra Accademica Nadia, peraltro regista e conduttrice del Laboratorio Teatrale dell'Accademia che ha già messo in scena, o, meglio, audiodiffusa la rappresentazione teatrale Profondo Giallo.
 Ed è proprio in questa veste che Nadia è stata intervistata. Cliccate sull'immagine dell'articolo per leggerlo meglio.

domenica 26 maggio 2013

TOPO DI BIBLIOTECA

  di Scorzin Nadia



 Una piacevole aspettativa mi assale mentre varco le porte in vetro della biblioteca..un luogo sacro, che mi suscita venerazione e rispetto. Declino con cortesia l'offerta del bibliotecario di aiutarmi nella mia ricerca...lui non sa, non può sapere...il senso di piacere che mi pervade appena mi inoltro fra gli scaffali, colmi di libri, rigorosamente catalogati. Percorro con lo sguardo le didascalie....letteratura, geografia, scienze, saggistica....tutto il possibile sapere umano è racchiuso in questo luogo. Assetata ed affamata di conoscenza, emozionata come fosse la prima volta, accolgo nelle mie mani un libro a caso...lo odoro........ah, nessun profumo è dolce ed intrigante come quello della carta stampata, che si mescola a quello delle innumerevoli dita che l'hanno sfogliata. Al tatto, le pagine hanno la consistenza di ali di farfalla, leggere ma resistenti, delicate ma forti....lo sguardo mi cade su una frase..chissà perchè, quando apro un nuovo libro, mi accade sempre di soffermarmi su un punto prima ancora di sapere di cosa parla....ma non mi curo di leggerla meglio...mi basta provare di nuovo la conosciuta sensazione. Non ancora sazia, ripongo con estrema delicatezza il libro e proseguo....entrando in una sala di lettura, osservo gli ospiti. Quella ragazza coi capelli lunghi e gli occhiali...è certo una laurenada, sta preparando la tesi...quel distinto signore con la barba bianca sta sicuramente cercando fatti che gli ricordano la sua gioventù, mentre il ragazzo in jeans e chiodo sta leggendo la biografia dei Metallica. Non mi stanco di sfiorare, nel mio sensuale percorso, ogni volume, ogni scaffalatura...fino a quando........spinta da una forza sconosciuta, alzo la mano e afferro quello che sarà il "mio" libro, quello che accompagnerà le mie notti solitarie.

SENSI

  di Scorzin Nadia




 Accecante, il lampo improvviso rompe la tranquilla notte..il tuono fa vibrare i vetri, e mi stringo a te, tenera nella mia paura del temporale imminente. I sensi si acutizzano, il suono della pioggia scrosciante evoca immagini tempestose, il profumo dell'ozono si mescola a quello dei nostri corpi, in una sinfonia di emozioni scandite dal nostro abbraccio. Una notte che invita all'amore, all'unione perfetta di pelli profumate e conosciute, di anime che si ritrovano in un crescendo di vita sempre nuovo, sempre sorprendente, sempre unico. Le dita percorrono lente ed inesorabili le nostre pelli, leggere come il tocco di una farfalla, gli sguardi si mescolano, le bocche si cercano in una condivisione unica ed irripetibile, ancora una volta il miracolo si compie. Tutto sfuma, in una percezione magica della realtà, in una dimensione nota solo a noi. Il sonno ci coglie sereni, dopo l'amore.

sabato 25 maggio 2013

IL VIAGGIO

di Nadia Scorzin







ATTENZIONE!

Questo racconto offre contenuti espliciti ed è consigliato esclusivamente ad un pubblico adulto.
Se sei un minore ti esortiamo a uscire da questa pagina.





 Salendo sul treno, scelgo l'unico scompartimento vuoto, ho voglia di stare da sola, per poterti pensare, per prepararmi... fra poche ore saremo finalmente insieme, amore, potrò perdermi nei tuoi occhi, saziarmi dei tuoi baci. Chiudo gli occhi e mi ritorna alla mente la telefonata di poco fa, la tua voce riempie di nuovo le mie orecchie, la tua risata mi fa nuovamente sorridere, le tue parole colmano un altro cassettino del mio cuore. Il desiderio di te mi tortura, mitigato solo dalla consapevolezza di ciò che mi aspetta alla fine di questo interminabile viaggio. Due giorni, due interi giorni tutti per noi! 48 ore di pura gioia, 2880 minuti scanditi dai baci, 17280 secondi per riscoprirci, per rinnovare la magia. Con un sussulto, mi rendo conto di essere già pronta, bagnata, eccitata allo spasimo... la mia mano scivola sotto il cappotto, mi sfioro delicatamente, cerco di ripetere i tuoi gesti, ma non è abbastanza... voglio te, voglio sentire le tue dita sul mio corpo, voglio sentirti dentro di me... un gemito mi sfugge dalle labbra, la mano si muove più velocemente, alla ricerca frenetica della meta finale. Un rumore improvviso mi riscuote, con un gesto di stizza mi rendo conto che la porta dello scompartimento si è aperta, a violare la mia intimità. "Posso?"... un signore molto distinto, sulla sessantina. "Prego", rispondo, non molto cortesemente. Non lo guardo mentre sento che si toglie il cappotto e si siede di fronte a me... dal finestrino mi raggiungono immagini in corsa: case, campi, un fiume, la strada parallela ai binari. Penso: "quante di quelle persone sono felici? Quante donne stanno correndo verso l'amore?" Fingo di dormire e riprendo a fantasticare, ti vedo corrermi incontro, abbracciarmi, baciarmi, mi prendi il volto fra le tue mani e mi sussurri "sì, gioia mia, lo so... anch'io sono pronto per te". Dio, che felicità! so di avere un'espressione estatica, so che sto sorridendo. Ma... cosa??!!! Una mano sconosciuta si insinua fra le mie cosce, senza fatica, mi tocca con delicatezza, con fermezza, sono così aperta, così pronta! L'orgasmo, improvviso, violento, mi scuote, tremo come una foglia al vento. Appeno riesco a ritrovare il fiato, apro gli occhi, guardo il mio compagno di viaggio, negli occhi una muta domanda: "Mi perdoni, signora, ma l'ho sentita così... desiderosa, ho sentito il suo profumo di donna, ho sentito l'Amore". A bocca aperta, lo guardo alzarsi, sistemarsi la tonaca e scendere dal treno.

INSONNIA D'ESTATE

 di Scorzin Nadia

 L'aria è immobile, permeata di una calura ancora intensa nonostante il buio abbia già steso il suo nero mantello in questa torrida notte di metà luglio, così quieta, solo il fruscio del ventilatore a ritmare il movimento delle dita sulla tastiera. Non dormo, la pelle ancora appiccicosa dopo la doccia tonificante e illusoriamente rinfrescante, inevitabilmente e implacabilmente nella mia mente si formano pensieri, parole, immagini, ricordi, profumi, speranze, desideri. Pensieri non sempre piacevoli, problemi che si accavallano uno dopo l'altro, parole udite, parole lette, parole mai pronunciate, immagini rasserenanti, visioni di albe rosate e tramonti infuocati, di spiagge vuote, di boschi autunnali, ricordi di dolori passati, di gioie presenti... profumi di nebbia, di temporale, di risacca bagnata, di corpi sudati nell'amore, speranze che parlano d'amore, di serenità, di vita, desideri che emergono dalle profondità dell'anima finalmente liberata. E tutto mi riconduce a te, a noi, alla nostra profonda intesa, alla nostra meravigliosa sintonia, al nostro amarci in una dimensione al di là del tempo e dello spazio, in un crescendo continuo di sensazioni, emozioni, battiti di anime che volano alto nel cielo infinito, punteggiato di stelle che brillano solo per noi. Dalle labbra spunta un sorriso, gli occhi risplendono, le mani accarezzano la tastiera come se fosse un pianoforte, la musica che solo noi sentiamo mi riempie il cuore, dall'anima sale un urlo di gioia, liberatorio e libero, nella mente prende forma il tuo volto. E così, rasserenata, posso finalmente abbandonarmi al sonno.

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