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sabato 7 marzo 2015

#ART3.0: #AutoRiTratto di #MaryluMelo




Quando ti sei accorta di voler essere un artista?

Dal 1997 al 2001 ho vissuto in Canada, a Toronto, per seguire gli studi dei miei figli. In quel periodo ebbi modo di conoscere la modernità e l'armonica diversità etnica di quel Paese. Subito dopo, e per un lungo periodo, andai ad abitare in Europa: potei così vivere l'appassionante cultura artistica del Vecchio Mondo.
Penso che la contrapposizione culturale di questi due Mondi, oltre a quella ben diversa del mio paese − il Brasile − abbiano fatto sorgere in me una sensibilità artistica ed il desiderio di esprimerla attraverso la pittura.
da il pickwick

sabato 28 febbraio 2015

#ART 3.0 #AutoRiTratto di #BarbaraCalonaci



Mi colpirono le tende tra le stanze, tende e non porte proprio ad indicare questa grande esigenza di apertura e di libertà. È un’artista molto sensibile e ha un rifiuto totale verso la violenza. Ha una straordinaria capacità di comprendere chiunque nel suo mondo vasto e accogliente. A volte sembra vivere in un’altra dimensione, il tempo la disturba, non concepisce il passato oltre i due o tre anni ed è spontanea e sincera con chiunque. Le sue opere sono in pietra, creta, marmo e a questa fissità della materia impone il movimento, la sensibilità e la leggerezza del suo animo.
Si dedica a chi è meno fortunato promuovendo l’arte come forma di espressione e portale dimensionale verso la felicità.
da il pickwick it

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sabato 21 febbraio 2015

# ART3.0 #AutoRiTratto di #PaoloGalletti




Paolo Galletti è un sognatore, un idealista. A sedici anni si trova ad osservare il cambiamento dall’alto delle splendide mura perfettamente integre di Lucca, protetto dall’accelerazione industriale degli anni ‘70. Il cuore di Lucca si raggiunge attraverso le porte che, nei suoi dipinti, assumono la dimensione di portali chimerici, attraverso i quali si può raggiungere qualcosa di prezioso, di magico, di armonico.
Nei quadri dedicati a Lucca sembra che ogni tetto, ogni albero, ogni palazzo storico voglia in ogni modo restare racchiuso in quelle mura pur ammiccando allo spettatore e facendo bella mostra di sé. Le mura − così riconoscibili anche se distanti dalla realtà − trattengono, quasi a fatica, come una chioccia i pulcini, tutti gli edifici stringendoli in un grande morbido abbraccio. Ecco come Galletti riesce ad umanizzare ogni singola pietra di questa città, che vive nel suo cuore e diventa il centro pulsante delle sue opere. 
da il pickwick
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