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venerdì 11 ottobre 2019

#Almanaccoquotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è l'11 ottobre.
L'11 ottobre 2005 muore il regista Sergio Citti.
Cresciuto insieme al fratello Franco, che più tardi diventerà uno degli attori-feticcio di Pasolini, nelle difficili condizioni economiche e sociali della borgata romana, Sergio Citti incontra lo scrittore romano negli anni ’50, diventando ben presto il suo consulente per le parti in dialetto romano del romanzo “Ragazzi di vita”.
Pasolini rimane colpito dalla vivace intelligenza di Citti e consiglia al suo collega Mauro Bolognini di assumerlo come co-sceneggiatore per i dialoghi del film “La notte brava” (1959), che ne costituisce l’esordio professionale al cinema. All’inizio degli anni Sessanta, Sergio Citti comincia a collaborare come sceneggiatore ai film di ambientazione romana di Pasolini, “Accattone” (1961) e “Mamma Roma” (1962).
Pasolini lo promuove ben presto ad aiuto regista per l’episodio di “Rogopag” (1962) “La ricotta”, per “Uccellacci e uccellini”, interpretato da Totò e Ninetto Davoli, e per gli episodi “La Terra vista dalla Luna” (1966) e “Che cosa sono le nuvole” (1967).
All’inizio degli anni Settanta, sempre con l’aiuto dell’amico Pier Paolo, Citti si sente pronto a spiccare il salto nella regia girando “Ostia” (1970). Si tratta di una storia estrema, di follia e fratricidio, ambientata nel mondo ben conosciuto dei reietti delle borgate. Il film mostra subito la spiccata personalità dell’esordiente regista, che nel 1973 gira “Storie scellerate”, una sorta di Decamerone criminale, ambientato nell’Ottocento e raccontato da due condannati a morte.
Dopo aver collaborato con Pasolini come aiuto regista per il suo ultimo e tragico film, “Salò. Le 120 giornate di Sodoma” (1975), Citti torna a dirigere con “Casotto” (1977), una giornata di ordinario grottesco al mare, animata da un cast d’eccezione che include Paolo Stoppa, Gigi Proietti, Franco Citti, Michele Placido, Ugo Tognazzi, Jodie Foster e Mariangela Melato.
Nel 1979, realizza per la Rai il film “Il minestrone”, una curiosa e surreale divagazione sulla fame e sulla creatività interpretata, oltre che dai soliti Citti e Davoli, anche da Roberto Benigni e dal compianto Giorgio Gaber. Ancora per la TV pubblica realizza le dieci puntate di “Sogni e bisogni” (1985). Gli episodi, introdotti da Giulietta Masina nel ruolo del “Destino”, vedono la partecipazione di quasi tutti i più famosi comici dell’epoca, da Verdone a Montesano, da Villaggio a Pozzetto, fino a Francesco Nuti e Maurizio Nichetti.
Nel 1989 torna sul grande schermo con “Mortacci”, un’altra storia a episodi ambientata in uno stralunato cimitero. Nel cast corale anche Vittorio Gassman, Malcolm McDowell, Mariangela Melato e Sergio Rubini.
Nel 2000 è la volta di “Vipera”, su sceneggiatura di Vincenzo Cerami, con Harvey Keitel e Giancarlo Giannini. Il suo ultimo film è “Fratella e sorello” (2005), una commedia interpretata da Claudio Amendola.
Da tempo malato, Sergio Citti muore l’11 ottobre del 2005

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