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sabato 16 settembre 2017

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 16 settembre.
Il 16 settembre 1920 un anarchico italiano, Mario Buda, fa esplodere una bomba davanti alla sede della Morgan & Stanley.
A New York era una soleggiata mattina di settembre, il 16 settembre 1920. La banca Morgan era situata al 23 di Wall Street. J.P. Morgan aveva acquistato la proprietà nel 1912 dalla famiglia Drexel, suo precedente socio in affari. A stare ai giornali dell'epoca il prezzo pagato per l'acquisto dell'edificio, 3 milioni di dollari, costituiva un record per il mercato immobiliare newyorkese.  Ma le spese non si erano esaurite nell'acquisto del palazzo, poiché J.P. Morgan aveva dato ordine che lo si abbattesse e si erigesse al suo posto l'edificio, che per quanto rimaneggiato, si può vedere ancora oggi: un immobile di soli tre piani, pomposo e lontano dallo stile consueto dei grattacieli avveniristici che già nel 1912 proliferavano in città. Quell’edificio era conosciuto nel mondo della finanza come The House of Morgan, o con il diminutivo più affettuoso di "The Corner".
Il 16 settembre 1920, all'angolo tra Wall e Broad Street, centro simbolico del capitalismo americano, un anarchico italiano arresta il cavallo che traina una carretta carica di esplosivo e si allontana velocemente confondendosi tra la folla. Pochi minuti dopo, alle ore 12.01, l'intero quartiere è sconvolto da una tremenda deflagrazione. Carretta e cavallo sono ridotti in cenere. Le vetrate dei negozi e degli uffici dell'intero isolato esplodono in mille pezzi. La maggior parte degli edifici circostanti prende fuoco e una grossa porzione della House of Morgan è ridotta in rovina. Quando il fumo degli incendi e la polvere si dissipano, Wall Street sembra essere uscita dall'apocalisse. Macerie e carte ovunque coperte da un'impalpabile polvere grigia. Carrette, cavalli e automobili rovesciati e distrutti.
Corpi e brandelli di corpi. Uomini e donne cadaveri o gravemente feriti. Il bilancio dell'attentato è di 33 morti e più di 200 feriti. Sul piano materiale i danni sono stimati a 2 milioni di dollari dell'epoca. Come accade quasi sempre in questo genere di attentati, i morti e i feriti non sono i "grassi" capitalisti proprietari degli immobili, bensì segretari, commessi e passanti che in quel momento si trovano a passeggiare lungo i marciapiedi, mangiando un sandwich o approfittando del sole nella pausa pranzo. J.P. Morgan, che l'anno precedente era miracolosamente sfuggito a un pacco bomba, quel giorno si trova a Londra, e i suoi due soci principali, Thomas W. Lamont e Dwight Morrow, che partecipano a una riunione in una delle sale di conferenza sul retro dell'edificio, escono indenni dall'attentato. L'indomani il New York Times definisce l'attentato "an act of war", riportando quanto proclamato a gran voce dalla New York Chamber of Commerce, che si affretta a chiedere al governatore dello Stato l'invio di truppe federali in grado di fronteggiare possibili analoghi attacchi. Il numero delle vittime non riesce a dare un'idea dell'inferno prodotto dall'esplosione. New York e il Paese sono sconvolti.
Partono subito le indagini a livello federale: l'FBI individua Mario Buda come unico responsabile della strage. Viene incriminato in base alla testimonianza del fabbro ferraio che gli aveva affittato il cavallo poi usato per trainare il carro esplosivo. Quando cominciano le sue ricerche, però, Buda è già scappato in Messico, dove si rivolterà con più di cinquanta uomini contro il governo messicano, da cui rientra poi in Italia, nella natìa Savignano sul Rubicone.
Nel 1927 viene comunque arrestato dalle forze dell'ordine italiane per attività sovversiva; viene spedito al confino, prima sull'isola siciliana di Lipari, poi dal 1932 su quella di Ponza, al centro del mar Tirreno. Qui l'accusa viene modificata in “servizi di spionaggio tra gli anarchici rifugiati in Svizzera”. È un espediente per coprirlo, in quanto Buda, dopo il rientro in patria, non si è mai mosso da Savignano, dove ha continuato ad occuparsi della produzione e vendita di scarpe.
Muore a Savignano, nel 1963.
Mario Buda ha negato fino alla morte la propria colpevolezza in merito all'attentato di Wall Street. D'altra parte lo stesso Bureau of Investigation non riuscì, all'epoca dei fatti, a individuare i colpevoli della strage.
Negli anni 70 la Morgan & Stanley trasferì i propri uffici nel World Trade Center, occupando 15 piani della torre 2. Ancora una volta questi uffici furono sede di un attentato, l'11 settembre del 2001, allorchè il Boeing 767 United centrò proprio gli uffici della banca. Ancora una volta chi ne pagò le conseguenze furono gli innocenti dipendenti.

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