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mercoledì 16 agosto 2017

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 16 agosto.
Il 15, 16 e 17 agosto 1969 si svolse il celebre concerto di Woodstock.
Il "3 days of peace and music" di Woodstock, un concerto destinato ad entrare nella storia come il più grande evento di musica rock: vi parteciparono quasi un milione di giovani, accorsi ad ascoltare 32 musicisti e gruppi fra i più noti di allora, dall'alba fino al tramonto. Una tre giorni all'insegna della liberazione sessuale e dell'utopia esistenziale, tra ingenuità ed eccessi che caratterizzarono un'epoca.
In realtà nulla di tutto ciò era nella mente dei due organizzatori che nel paesino di Woodstock, almeno inizialmente, volevano solo costruire uno studio di registrazione. Per questo, dopo aver letto sul New York Times l'annuncio della società "Challenge International, Ltd." disposta a finanziare nuovi progetti, fondarono la "Woodstock Ventures". Insieme ai nuovi soci decisero solo successivamente di mollare l'idea iniziale, impegnandosi invece nell'organizzazione di un festival musicale e artistico.
Il problema fu trovare una località disposta ad accogliere una massa via via crescente di giovani: dalle iniziali 50.000 persone attese, in breve in prevendita vennero richiesti 186.000 biglietti. Dopo il rifiuto di varie autorità locali, si trovò per puro caso un territorio di Bethel nella contea di Sullivan, una cittadina rurale 69 km a sud-ovest di Woodstock, grazie al figlio di un proprietario terriero che convinse il padre sulla bontà dell'iniziativa.
La storia ha visto molte manifestazioni contro la guerra ma quella di Woodstock è rimasta nella memoria comune come la più grande ed importante celebrazione antiguerra.
Il festival di Woodstock, essendo una manifestazione a scopo pacifico, radunò tra i suoi numerosi partecipanti, anche tantissimi "Hippies". Questi, anche detti "Figli dei Fiori", erano una sorta di movimento culturale che ebbe luogo nel nord America e in Europa tra gli anni Sessanta e gli inizi degli anni Settanta, a cui presero parte enormi masse di gente.
Chi partecipò all'evento è, in qualche modo, entrato nella storia della musica: Richie Havens, Tim Hardin, Ravi Shankar, Santana, Canned Heat, Janis Joplin, Arlo Guthrie, Joan Baez, Creedence Clearwater Revival, Jefferson Airplane, Joe Cocker, Ten Years After, Blood, Sweat & Tears, Crosby, Stills, Nash & Young, Jimi Hendrix
Jimi Hendrix aveva insistito per essere l'ultimo ad esibirsi al festival, e il suo numero era stato previsto, così, per la mezzanotte; ma non salì sul palco fino alle nove del mattino di lunedì. La maggior parte degli spettatori aveva dovuto lasciare il festival e tornare alla routine dei giorni feriali, così che solo in 80.000 ascoltarono Hendrix, in una performance che fu una rarità.
E' altrettanto interessante sapere di quanti non hanno voluto o potuto parteciparvi e che se ne sono pentiti.
Gli Iron Butterfly rimasero bloccati in aeroporto, anche Joni Mitchell avrebbe dovuto esibirsi, ma il suo agente preferì farla apparire, il lunedì, al The Dick Cavett Show, dal forte audience a livello nazionale, piuttosto che "sedere in un campo con 500 persone". Ma in seguito, benché non vi avesse partecipato, la Mitchell scrisse ed incise la canzone "Woodstock". La band canadese Lighthouse, in scaletta, si ritirò infine, sostenendo che non sarebbe stato un buon palcoscenico. Più tardi, diversi membri del gruppo si sarebbero detti pentiti della defezione. Gli organizzatori del festival contattarono John Lennon per chiedere la partecipazione dei Beatles (che erano virtualmente separati, ma avrebbero ancora eseguito le ultime incisioni; si sarebbero sciolti ufficialmente nel 1970). Lennon rispose che avrebbero suonato solo se fosse stata invitata pure la Plastic Ono Band, il gruppo di Yoko Ono. Gli organizzatori lasciarono perdere, visto che la Plastic Ono Band non era conosciuta e non era all'altezza degli altri gruppi.
Bob Dylan era in corso di trattative, ma si tirò indietro in occasione della malattia di un figlio, e infastidito dalla confusione che si stava creando intorno a casa sua, che si trovava proprio nel villaggio di Woodstock. I Doors si stavano riprendendo da un periodo di guai con la legge, dovuti soprattutto alla presunta oscenità delle esibizioni di Jim Morrison, che comunque, anche sotto l'influenza di alcool e droghe, aveva dato agli ultimi concerti un'aria esacerbata e convulsa. Il manager dei Led Zeppelin, Peter Grant, ha detto: "Ci era stato chiesto di andare a Woodstock e alla Atlantic ne erano entusiasti, e così il nostro promoter negli Stati Uniti, Frank Barsalona. Dissi di no perché a Woodstock saremmo stati soltanto un'altra band in scaletta". I Procol Harum declinarono l'invito perché il festival si sarebbe svolto subito dopo un loro lungo tour, e per la nascita imminente del figlio di Robin Trower: la band tornò in Inghilterra in tempo per la nascita. Il cantante Tommy James avrebbe spiegato: "Avremmo voluto prenderci a schiaffi da soli. Eravamo alle Hawaii, e la mia segretaria mi chiamò e disse 'Yeah, ascolta, c'è questo allevatore di maiali nel nord dello stato di New York che vuole che suoniate in un suo campo'. Così è come mi fu presentata la faccenda. Perciò declinammo, e capimmo cosa ci eravamo persi un paio di giorni dopo". Altre band che, invitate, non andarono a Woodstock furono Frank Zappa & The Mothers of Invention, i Jethro Tull, i Byrds, i Moody Blues, Paul Revere & The Raiders, i Free, gli Spirit, i Mind Garage.
Che cosa diede origine al fenomeno di Woodstock? Per quale ragione è impresso nella memoria di così tante persone? A Woodstock ci fu spazio per tutto: ogni tipo di droga e di esperienza lisergica, per l'amore libero, momenti di grande comunione e fratellanza. Dal palco l'orizzonte era completamente pieno di teste, che sembravano arrivare all'infinito. Ma soprattutto ci fu il tempo e il modo per celebrare una generazione e la sua musica, tanta, unica, meravigliosa.

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