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sabato 27 maggio 2017

#Almanacco quotidiano, a cura di #MarioBattacchi

Buongiorno, oggi è il 27 maggio.
Il 27 maggio 1923 termina la prima edizione della 24 ore di Le Mans.
Originariamente nota come 'Grand Prix of Endurance', la prima 24 Ore di Le Mans fu corsa il 26 e il 27 maggio del 1923 e su iniziativa di tre membri dell'Automobile Club dell'ovest: il presidente George Durand, l'ingegnere e giornalista Charles Faroux e l'industriale Emile Coquille.
L'idea nacque con lo scopo di creare una nuova concezione di 'Grand Prix' per gli amanti delle corse, appena un quarto di secolo dopo l'introduzione dei motori a scoppio. La scelta di un crono di 24 ore premetteva di testare e 'maltrattare' le vetture, per determinare resistenza e affidabilità; furono 33 i piloti a correre la prima endurance di 24 ore nel 1923. La città di La Sarthe si afferma capitale francese degli sport a motore, ospitando quello che diventerà uno dei più prestigiosi e datati eventi dell' automobilismo: come la 500 Miglia di Indianapolis e il Monaco Grand Prix.
La 24h di Le Mans è piena di storie straordinarie di uomini indomiti, di tragedie, di sudore, gloria e innovazione: uno dei simboli di questa competizione è stata la partenza. Dal 1925 venne introdotta “La partenza Le Mans”, che consisteva nelle  vetture allineate su un lato della pista mentre i piloti su quello opposto. Allo sventolare della bandiera francese che storicamente da il via alla gara, i piloti scattavano come fulmini dentro le loro macchine.
La pratica divenne molto pericolosa, poiché le cinture di sicurezza richiedevano di essere allacciate grazie all’ausilio dei propri meccanici: di conseguenza i piloti erano impossibilitati ad allacciarsele sino alla prima sosta ai box.
Emblematica fu la la camminata del campione Jacky Ickx che, nel 1969, si avviò alla propria vettura senza correre, si allacciò correttamente le cinture e, nonostante il ritardo accumulato, riuscì a vincere la gara. Dopo questa dimostrazione, nel 1970, si adottò la partenza con i piloti già seduti nelle loro vetture, più avanti, anche la partenza a lato della pista venne cambiata per adottare quella lanciata, stile Indianapolis.
La Le Mans, purtroppo, come detto in precedenza, ha anche storie drammatiche da raccontare: è proprio durante questo evento che si è consumata una delle più grandi tragedie del motorsport. E’ il 1955, quando Pierre Lavegh all’inseguimento di Mike Hawthorn impatta contro la Austin-Healey guidata da Lance Macklin. L’impatto devastante fece decollare la Mercedes 300 SLR di Mike Hawthorn tra il pubblico. Il bilancio fu di 83 morti tra il pubblico, il pilota e 120 feriti.
La gara proseguì, secondo gli organizzatori, per questioni di ordine pubblico, per fare in modo che la gente non lasciasse il circuito intasando le strade adiacenti e impedendo l’arrivo delle ambulanze.
L’evento ebbe un forte impatto sull’opinione pubblica: in quell’anno vennero cancellati i GP di Germania e Svizzera. In quest’ultima, addirittura, le corse automobilistiche vennero bandite per legge. Un divieto che permane ancora oggi.
La Mercedes addirittura, terminato il campionato di Formula Uno, si ritirò dalla corse in segno di rispetto per le vittime. La scuderia tedesca fece il proprio ritorno alla corse soltanto nel 1987.

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